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Chi ha paura del dottore?

Chi ha paura del dottore?

La campagna di crowdfunding è terminata, ma puoi continuare a pre-ordinare il libro per riceverlo prima che arrivi in libreria

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Consegna prevista Agosto 2022
Bozze disponibili

Leonardo è sconvolto: ha appena scoperto di avere la polmonite e deve andare all’ospedale. Non ci è mai stato e lo immagina come un luogo triste e noioso. Infatti, le prime ore nel reparto di pediatria sembrano non passare mai.
Poi, però, Leonardo comincia ad abituarsi al nuovo ambiente. Fa amicizia con gli altri ragazzi ricoverati, tra cui Alice, che ha una malattia con cui convive. Impara cose nuove e affronta piccole prove di coraggio. Stringe importanti legami con gli adulti che si prendono cura di lui, come il dottor Fabrizio, l’esperto infermiere Paolo e la dolce volontaria Patrizia.
Giorno dopo giorno, la sua opinione dell’ospedale cambierà. Arriverà a pensare che da grande gli piacerebbe lavorare là per aiutare gli altri, proprio come quelle persone speciali hanno fatto con lui.

Perché ho scritto questo libro?

Fin dall’inizio della mia carriera in ospedale, ho sentito il desiderio di mettermi nei panni dei bambini che assistevo, per cercare di capire le emozioni che provavano. Complice la mia passione per la scrittura, è nata così l’idea di narrare la storia di un immaginario bambino che viene ricoverato per la prima volta. Credo che parlare ai ragazzi di argomenti come le patologie e l’ospedalizzazione non debba essere un tabù: spiegarli in modo semplice può aiutare a renderli più affrontabili.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Capitolo 1

Ciao, io sono Leonardo! Tutti mi chiamano Leo. Ho dieci anni.

Abito in città ma amo molto la natura. Adoro il mare e la montagna in tutte le stagioni dell’anno. Infatti, mi piace andare al mare in estate e in montagna quando è inverno, ma mi piacciono anche il mare d’inverno e la montagna d’estate.

Frequento la quinta elementare. La mia materia preferita è inglese, perché mi affascina il suono che fanno le parole straniere e ho il sogno di visitare Londra.

Ultimamente mi sono appassionato anche a scienze, e tra poco capirete il perché dal mio racconto.

La storia che sto per raccontarvi, però, non parla della scuola. A causa di quello che mi è capitato, a scuola per qualche tempo non ci sono potuto andare.

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Sarà capitato anche a voi di dover saltare dei giorni di scuola perché avevate la febbre o il raffreddore. Ma, quello che è successo a me, non è stato prendermi la solita influenza. Mi sono preso una malattia che si chiama polmonite.

Avete presente quando i vostri genitori, oppure i vostri nonni, mentre state uscendo di casa per andare a giocare in cortile, vi rincorrono per porgervi la giacca, urlando: «Metti questa, o ti prenderai la polmonite!»? Ecco, purtroppo io mi sono preso proprio quella! Anche se ammetto di essere abbastanza freddoloso e in inverno non mi dispiace indossare guanti, sciarpa e cappello di lana.

A ogni modo, il mio racconto inizia un giorno in cui mi è salita la febbre alta. Era l’inizio della primavera e, improvvisamente, mi sono sentito molto stanco. Inoltre, mi è venuta una tosse fastidiosa che mi dava la strana sensazione di fare un po’ di fatica a respirare.

La prima ad accorgersi che non stavo bene è stata mia madre, che mi ha detto con tono preoccupato: «Leo, ma come sei pallido! Non ti senti bene?».

Mi ha misurato la temperatura con il termometro e aveva ragione: era molto alta!

Anche mio padre si è allarmato e ha esclamato: «Andiamo subito dal dottore!».

Capitolo 2

Il mio dottore è un simpatico e gentile signore. Quando ero piccolo, però, avevo una paura tremenda di andare dal dottore.

Sapete tutti che i bambini piccoli si ammalano spesso e devono essere visitati dal pediatra, cioè il dottore che cura i bambini. Come vi stavo dicendo, da piccolo non sopportavo le visite dal dottore.

Ricordo che qualche volta i miei genitori mi portavano dal dottore perché avevo il mal di orecchie. Il dottore doveva controllare che non fossero infiammate, allora per convincermi diceva: «Leonardo stai fermo, così con la luce posso vedere se dentro le orecchie si è nascosta Peppa Pig!».

E io pensavo: “Caro dottore, forse TU avrai Peppa Pig nelle orecchie!”.

Ovviamente non avrei mai avuto il coraggio di dire una cosa del genere al dottore, perché sapevo che sarebbe stato poco educato e che di conseguenza i miei genitori mi avrebbero sgridato.

Ma poi crescendo, ho capito che il pediatra è la persona giusta che ti aiuta a guarire quando non stai bene. Ho imparato che non c’è nulla di cui avere paura nell’andare dal dottore. Anzi, ormai sono affezionato al mio dottore che ogni volta con la sua luce mi controlla le orecchie e la gola facendomi dire forte “Aaaaaaaa”.

Un conto era però fidarmi del mio dottore. Fidarmi di dottori mai visti prima, era tutta un’altra storia.

L’ultima volta che sono andato nello studio del mio pediatra, quella volta di cui vi stavo raccontando, le cose sono andate diversamente da come mi aspettassi.

«Allora ditemi, che cosa non va?» ha chiesto il dottore ai miei genitori.

«Dottore, Leonardo ha la tosse e questa mattina la febbre è salita a 39!» ha risposto mia madre.

«Leonardo, come ti senti?» ha domandato il dottore direttamente a me.

«Mi sento davvero molto stanco» ho risposto. Quindi ho dato un forte colpo di tosse.

Il dottore mi ha visitato. Infine, ha detto ai miei genitori delle cose che proprio non mi aspettavo: «Leonardo non respira molto bene, potrebbe avere la polmonite. Vi consiglio di portarlo in ospedale. Non è nulla di grave, ma è meglio fare un controllo più approfondito».

Sono rimasto a bocca asciutta e ho pensato: “Addirittura in ospedale!”.

In ospedale ci ero stato una volta, quando avevo quattro anni. Ero andato a trovare mia madre e a conoscere il mio fratellino Luca, che era appena nato.

Dell’ospedale ricordavo soltanto il colore bianco delle pareti dei lunghi corridoi e un forte odore di disinfettante. Non avrei mai immaginato di finire proprio IO in ospedale, un posto che nella mia mente era pieno di dottori perennemente seri e di persone malate.

A essere sincero con voi, ero parecchio preoccupato all’idea dell’ospedale e cercavo di immaginare quello che sarebbe successo là. Ma mi sono fidato del mio dottore e sono andato all’ospedale dei bambini con i miei genitori, mentre mio fratello Luca è rimasto a casa con i miei nonni.

2022-07-29

Aggiornamento

Cari sostenitori, sono felice di annunciavi che il goal delle 200 copie è stato raggiunto! Questo significa che il libro sarà presto disponibile non soltanto sul sito di bookabook, ma anche su quello dei rivenditori online come Amazon e ordinabile nelle librerie. In altre parole, il libro esisterà GRAZIE a voi! E nel frattempo cosa accadrà? La campagna di crowdfunding non è ancora terminata. L’ultimo giorno per sostenerla e ricevere il libro in anteprima è il 12 agosto. Il nuovo obiettivo è quello di raggiungere 250 copie pre-ordinate, per dare al progetto una maggiore visibilità. Per questo motivo, l’editore ha deciso di organizzare una settimana di super-promozione: da oggi 29 luglio, fino a giovedì 4 agosto, si può approfittare dello sconto del 30% con il codice DOTTORE. Non vedo l’ora di ricevere i vostri commenti. A presto, Ilaria.
2022-06-29

Aggiornamento

Cari lettori, la campagna di crowdfunding di “Chi ha paura del dottore?” è a metà del cammino. Mancano infatti circa cinquanta giorni al termine. Grazie ai vostri pre-ordini, è stato raggiunto un importante traguardo: il 70% dell’obiettivo. Questo significa che, tra non molto, le vostre copie saranno sopra i comodini e le mensole delle librerie, accanto ai vostri romanzi preferiti, oppure nelle camerette dei vostri bambini o di qualcuno a cui pensate di regalarle. Ringrazio tutti voi per ogni singola copia pre-ordinata finora. Grazie ad amici, colleghi e parenti, non solo per avere acquistato il libro, ma anche per averne parlato a persone che non mi conoscono direttamente, diventando così i miei preziosi ambasciatori. È stato emozionante leggere i vostri nomi nella lista dei sostenitori della campagna, così come lo è stato scoprire a chi appartenessero i nominativi che invece non conoscevo. Vi ringrazio di cuore per l’interesse! Qualcuno ha già letto e commentato la bozza in pdf, mentre altri mi hanno detto che preferiscono aspettare il volume cartaceo. Personalmente, credo molto in questo progetto e realizzare il libro stampato sarà motivo di enorme soddisfazione. Ma, se tutto andrà come mi auguro, ovvero se la campagna raggiungerà il goal delle 200 copie pre-ordinate, il libro sarà inoltre disponibile nelle librerie e negli store online. Manca ancora qualche decina di copia pre-ordinata per tagliare il traguardo del 100%. Vi chiedo quindi di continuare a fare il tifo per me ed essere tutti insieme gli ambasciatori di questo romanzo per ragazzi. Un saluto affettuoso e al prossimo aggiornamento, Ilaria
2022-05-16

Aggiornamento

«CHE BELLO, LO VOGLIO FARE ANCHE IO!» Questa è stata una delle mie reazioni preferite, quando ho comunicato il lancio della campagna di “Chi ha paura del dottore?” ad amici e conoscenti. Ho ricevuto numerosi complimenti e tanto affetto. In particolare, mi ha colpito il fatto che più di una persona amica mi abbia rivelato di avere un manoscritto nel cassetto. Il mio progetto ha risvegliato in loro la voglia di riprendere a scrivere un testo lasciato in sospeso e magari anche di proporlo a un editore. E magari perché non proprio a bookabook? Percepire l’entusiasmo che queste persone hanno condiviso con me, non ha fatto altro che aumentare il mio! Anche la storia di Leonardo è nata un po’ di tempo fa, nel 2018. A circa dieci giorni dal lancio della sua campagna, abbiamo superato oltre il 50% dei pre-ordini. C’è ancora tanta strada da fare, ma sono ottimista sul fatto che, grazie al vostro supporto, riuscirà a guadagnarsi un posto sugli scaffali delle librerie. Quindi grazie di cuore. A presto! Ilaria

Commenti

  1. Chiara Kiki Saggese

    Può capitare di provare nostalgia anche nei confronti di un luogo che inizialmente ci faceva paura?
    A Leonardo, il protagonista del romanzo “Chi ha paura del dottore?” accade proprio questo. Costretto ad andare in ospedale, lasciando amici, scuola, tempo libero e vita di tutti i giorni, inaspettatamente scopre che quel mondo fatto di camici e stanze bianche non è poi così terribile e spaventoso come immaginava.
    Perché è composto da persone, prima di tutto. Che sanno fare bene il proprio lavoro, con l’obiettivo di far stare bene i propri piccoli e coraggiosi pazienti.
    L’ospedale è infatti una squadra, senza ogni elemento non funzionerebbe. Così come lo è la nostra Che48, orgogliosa di recensire e consigliare l’opera prima di una sua componente: auguri a Ilaria e al fuoco sacro della passione che pervade ogni pagina.

  2. Alessia Ventura

    (proprietario verificato)

    Una ambientazione insolita e dei personaggi a cui non potrete fare a meno di affezionarvi. Consiglio questo libro per i ragazzi ma anche per i grandi!

  3. Rita Lonigro

    (proprietario verificato)

    Una storia semplice ma ricca di significato, scritta con uno stile immediato, senza retorica. Leonardo, il protagonista, è un ragazzino che inaspettatamente deve andare in ospedale ma ben presto si renderà conto che è un mondo molto diverso da come se lo era immaginato. Le sfide ci cambiano, le emozioni ci trasformano, ed è proprio quello che accadrà a Leonardo, quello che appariva un ostacolo diventa una finestra per scoprire chi è veramente e che cosa vorrà diventare da grande. Lo consiglio sicuramente a tutti i bambini ma anche a tutte le mamme e i papà che leggendo la storia possono trovare degli spunti per poter affrontare il tema dell’ospedalizzazione, un tema importante e delicato ma affrontabile con serenità.

  4. Chiara Panaz

    (proprietario verificato)

    Un racconto davvero carino e interessante che mostra il lato più allegro e colorato di un ospedale pediatrico. Lo consiglio a tutti i bambini e le famiglie che devono affrontare un periodo di ospedalizzazione ma anche semplicemente ai ragazzi che sono incuriositi da questa realtà e magari, chissà, hanno il sogno di diventare medico o infermiere dei bambini quando saranno grandi!😊

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Ilaria Barone
Mi chiamo Ilaria Barone. Sono nata nel 1990 a Torino, città in cui tuttora abito. Sono un’infermiera pediatrica e mi sono sempre occupata di bambini, ma non soltanto in ospedale. Dopo l’università, ho trascorso un periodo a Londra, dove sono stata au pair presso una famiglia con due bambini, di cui mi sono presa cura e che sono stati i miei migliori insegnati di inglese.
Ho una grande passione per i viaggi e mi piace fotografare i luoghi che visito.
Faccio attivamente parte di CHE48, associazione di promozione sociale che sostiene realtà legate al mondo dell’infanzia nel territorio piemontese.
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