Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages

Pensione Aurora

Pensione Aurora

La campagna di crowdfunding è terminata, ma puoi continuare a pre-ordinare il libro per riceverlo prima che arrivi in libreria

Svuota
Quantità
Consegna prevista Dicembre 2022
Bozze disponibili

A cavallo degli anni ‘90 e il primo decennio del 2000, per la prima volta in Europa, un bambino viene affidato al padre gay e il suo compagno. Mattia, all’età di otto anni inizia a comprendere l’omosessualità del padre.
Attraverso i suoi occhi il protagonista ci racconta le lotte che vive con se stesso e i dissapori dolorosi con la madre ferita.
A distanza di anni, ormai adulto ripercorre quella che è stata un’ epoca difficile e piena di contrasti, attraverso due decenni tanto diversi tra loro.
Una storia di emancipazione, di crescita, di battaglie personali, raccontata con ironia, tra party viaggi e scorribande.
Pensione Aurora è un romanzo che racconta di amore, amicizia, sesso e sessualità, di crisi esistenziali e notti folli consumate tra alcool ed eccessi, tra Roma, Bologna, Ibiza e il Sud America.
E’ la storia di un bambino che grazie all’amore riesce a superare barriere e muri di pregiudizi, che cresce e diventa un uomo: la forza dell’amore al di sopra di tutto.

Perché ho scritto questo libro?

Ho scritto “Pensione Aurora” grazie all’incoraggiamento di un amico a cui avevo sottoposto un’altro racconto e poche pagine di questo. Conoscendo la mia storia personale, mi ha consigliato di portare a termine questo progetto. Per molti anni ho scritto poco, ero troppo coinvolto nel racconto ed emotivamente provato per mettere su carta quel vissuto così difficile. Fino a quando il mondo si è fermato, e ho avuto la forza e la maturità per prendere il toro per le corna e terminarlo in pochi mesi.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Capitolo III “Pensione Aurora”

Paragrafo 7

Musica e curiosità sono state il leitmotiv che da sempre ha scandito il mio tempo. Ricordo due momenti fondamentali, in macchina, con mio padre.

Il primo a 12 anni, in uno dei week-end che passavo con lui in estate : gli regalai una musicassetta che conservo ancora, registrata da me, da ascoltare nei momenti felici mentre andavamo al mare.

La playlist era composta da brani diversi in voga allepoca: “All that she wants” delle Ace of Base, “Black or White” di Micheal Jackson, e  scelte inusuali per un ragazzino allinizio della sua adolescenza: Ornella Vanoni con “La voglia e la pazzia”, “Neve” di Mina, “I say a little prayer” di Aretha Franklyn. Quella che adoravo ascoltare di più in assoluto era “LArcobaleno” di Rosanna Casale.
Continua a leggere

Continua a leggere


Allepoca destate a casa mia arrivavano gli amici di mio padre :cantanti, artisti, tante persone  gay, etero o che non avevano  ancora capito dove e come voler andare.


Il secondo è quando mi venne a prendere in un pomeriggio uggioso sotto casa dove vivevo con mia madre e gli dissi che sapevo della sua omosessualità, che lo amavo e che avrei voluto andare a vivere con lui.

In macchina, in sottofondo, suonavano le note della mia cassetta:

[…]Un arcobaleno che taglia il cielo per metà Oro e argento

Oro e argento […]”

In quel periodo mio padre ogni mattina, prima di fare colazione, accendeva limpianto hi-fi mettendo a tutto volume questa canzone.

Nel 1992 potevo vedere mio padre un fine settimana sì e uno no e 15 giorni durante lestate.
L
arrivo dell’ estate era sempre un gran momento; finiva la scuola, arrivava il caldo e finalmente si poteva andare al mare, ma soprattutto mi spettavano due settimane da passare alla Pensione Aurora”.
“Pensione Aurora” era il nome di una pensione dove mio padre aveva pernottato in uno dei suoi viaggi, e gli piacque così tanto il nome che decise di
prendere in prestito” tutto il corredo da bagno. Durante lestate con il continuo arrivo di persone da ogni dove, il cambio degli asciugamano era frequente e quindi, come dappuntamento, il corredo della pensione saltava fuori.

Quando nel bagno degli ospiti cera per terra il tappetino bianco e salmone con sopra ricamato “Pensione Aurora”, a casa mia era arrivata lestate.

Capitolo V “All night Long”

Paragrafo 15

Amnesia – estate 2001

Linverno era passato velocemente, tra notti insonni e sbornie colossali, la stagione estiva si avvicinava e il richiamo delle nottate folli della Isla era sempre più forte.
In quel piccolo pazzo mondo che era Ibiza, la mia grande passione per il sesso è stato il motore che mi ha
portato lontano da tutti i drogaditos addicted” che popolavano buona parte dellisola.
Non sono mai stato uno stinco di santo ma ho sempre odiato tutto quello che avrebbe potuto procurarmi una qualsivoglia dipendenza. Non ho mai amato gli eccessi che portavano al degrado, ma mi piaceva sperimentare e curiosare senza  allontanarmi mai troppo da me stesso.
Tra tutte le droghe che ho avuto il piacere (o meno) di provare, quelle che più si sposavano con il mio modo di essere erano le droghe psicotrope, in particolar modo l
ecstasy.
Negli anni in cui frequentavo le Baleari erano ancora in voga le pasticche, l
MDMA era quasi un unicorno ed era difficile trovarlo.
Nonostante la mia attitudine verso queste sostanze, non sono mai stato un sostenitore delle grandi quantità. Per divertirmi sul serio avevo bisogno di avere una sorta di controllo sullo sballo, volevo
giocare con lui ma non sottostare alle sue volontà.

Odiavo quando la mascella iniziava a muoversi come se vivesse di vita propria.
Un giorno di agosto del 2001, intorno alle 04:00 del mattino, in Calle de Barcelona tutti i bar stavano per chiudere. Mentre impilavamo gli sgabelli di legno in composte file, io e Frank stavamo aspettando Mario per andare all
Amnesia. Era mercoledì e i deejay della Troia Asesina avevano già iniziato da ore a girare i loro dischi. Gli altoparlanti pompavano i bassi con forza sui corpi sudati e la nostra amata house music rimbalzava con forza sulle vetrate della terrazza esterna, il nostro Taj Mahal della perdizione era vivo e pulsante e ci stava aspettando.
Passati da casa per una doccia veloce, alle 5:00 del mattino il nostro appartamento era affollato di fauni e sirene che si mettevano in ghingheri per perdersi nella lunga notte del
l’ isola,

Gli abitanti di quel piccolo paradiso della libertà erano appena tornati dal lavoro.
I bagni erano aperti per docce promiscue, la nudità era consuetudine, la doccia in più persone era tranquillamente ammessa, sia
per necessità, perché in ritardo al lavoro che per puro divertimento, non necessariamente legato al sesso.
Mentre in cucina c
era chi cuoceva una bistecca, in salotto cera chi si preparava alla nottata con fiumi di Cuba Libre e droghe sintetiche. Eravamo pronti a sfoggiare i vestiti comprati per loccasione e dissolverci in quella lunga notte che sarebbe finita dopo 24 ore.
La Cinquecento da giorni non partiva più, avevamo bruciato l
alternatore e lunico modo per metterla in moto era spingerla, Mario era alla guida e io e Frank spingevamo euforici la piccola auto sullAvenida de España. Dopo pochi metri quella storica utilitaria italiana, regina indiscussa degli anni 60, rombava tonante sull’autopista che portava verso San Rafael.
Lungo il percorso c
era un piccolo baraccio di provincia dove facevamo tappa fissa per bere qualche chupito di vodka lima e per comprare le sigarette. Dopo una breve sosta e dieci chupitos eravamo pronti per raggiungere il nostro giardino delle meraviglie, erano le 6:00 del mattino e non era ancora giorno, lalba era alle porte e quella era lora perfetta per arrivare in terrazza. Allinterno del piccolo baretto avevamo già iniziato ad assumere qualche quartino” di pasticca, per arrivare alla porta de lAmnesia carichi e pronti a danzare.
La terrazza de l
Amnesia era un luogo surreale popolato da tanti personaggi differenti, che parevano uscire dalle righe di Sogno di una notte di mezza estate” di Sheakspeare. Alcuni camminavano sui trampoli, altri portavano tacchi a spillo numero 44, la sensazione era quella di vedere i personaggi dei primi film di Almodovar.
Robusti uomini pelati a torso nudo con gli addominali scolpiti, si dimenavano come la più sobria Beyoncé . Donne bellissime completamente nude, cosparse di piccole paillettes e copricapezzoli a forma di stelle, ballavano sinuosamente sui grandi cubi posti al centro della sala. Enormi statue di bronzo raffiguranti elefanti e cammelli arredavano le balconate che si affacciavano sulla pista. Alberi e frange rosse salivano e scendevano dagli alti soffitti e una vetrata imponente si ergeva sulle teste di quei corpi danzanti.

In un angolo vicino al palco dei performer cera il bar degli organizzatori, dove ragazzi dai fisici scultorei servivano il Cocoloco, un drink a base di rum, latte di cocco e MDMA.
Solamente gli addetti ai lavori e i loro ospiti ne avevano accesso, splendidi travestiti e drag queen coperte da piume di struzzo brillavano al centro di quella grande giostra che simulava le arti circensi.

La musica vibrava nell’ aria, l’ ecstasy aveva iniziato a fare effetto, le note di Bad Habit rimbalzavano sui nostri corpi euforici e scalpitanti, gli occhiali da sole coprivano le mie pupille dilatate mentre il cervello si perdeva nei meandri dell’ empatia e dell’amore.
Davanti a me, come una proiezione del mio corpo  i miei amici danzavano un ritmo tribale, ognuno sorridente, ognuno felice e perso nel suo viaggio; c
era chi lo condivideva con altre persone e cera chi lo stava facendo da solo, come me.
L
ecstasy era ormai esplosa come un fiore colorato nella mia testa. Il mio corpo assecondava con piccoli movimenti la musica forte, un lieve e perenne orgasmo viaggiava dolcemente lungo la colonna vertebrale, adoravo perdermi e camminare saltellando in quel turbinio di corpi sudati. Scrutavo i volti in cerca di euforia, volevo comprendere il “trip” che ogni partecipante a quell’ orgia danzante stava consumando in quel momento.
Seduta sul bancone del bar c’ era la statuaria Victoria, un travestito bellissimo che faceva parte del corpo di ballo della Troia Asesina.
Victoria era sempre molto gentile con me quando passavano da Calle de Barcelona per la consueta sfilata settimanale per la promozione del party. Si fermava sempre a salutarmi con tutti i ballerini della Troia e a bere un chupito. Molte volte Victoria mi regalava dei biglietti omaggio, che a quell’ epoca valevano oro. Un’entrata gratuita poteva essere venduta tranquillamente a sei o settemila pesetas, l’equivalente odierno di cinquanta o sessanta euro. Potete immaginare la gioia quando questo accadeva, ognuno di quei biglietti colorati poteva essere rivenduto sotto banco e potevamo sperperare il guadagno come ci piaceva.
Le luci e il fumo sparati dalla macchina rendevano ancor più densa l’aria della terrazza dell’ Amnesia.

Non era un luogo dove si ballava solamente, era un luogo dove accadevano fiabe, dove nascevano novelle fantastiche e dove potevi perderti in un lento e inesorabile trascorrere del tempo, senza fretta.

Tutto era permesso nel rispetto dell’altro, le endorfine rilasciate nel cervello dall’ecstasy ci rendevano migliori, disinibiti e felici. Victoria mi vide e mi invitò ad entrare nel privè dove si trovava il fantastico bar che distribuiva il Cocoloco. Con un lento saltello mi ritrovai seduto di fianco a lei e mentre mi faceva preparare uno di quei cocktail a base di MDMA, ci perdemmo in una lunga chiacchierata. Eravamo appoggiati su quel grande banco, mentre tra una traccia e un’altra muovevamo solo i busti con le mani al cielo verso la pista. Dopo un’ora trascorsa insieme avevo deciso di riprendere la camminata verso i miei amici. Prima di andare mi girai e dolcemente infilai la lingua in bocca a Victoria. Il nostro bacio fu dolce, breve e intenso, lo abbracciai e proseguii, perdendomi ancora una volta tra la folla in cerca dei miei compagni di viaggio.
La libertà in cui vivevamo in quegli anni era assoluta, avrei baciato chiunque se ne avessi avuto voglia.

2022-08-01

Aggiornamento

Lunedì 1 agosto Pensione Aurora si racconta a Gaeta. Alle 20:30 sulla terrazza della batteria La Favorita. Non mancate
2022-06-17

Aggiornamento

Cari amici, ecco la mia intervista per La Stampa https://www.lastampa.it/cronaca/2022/06/17/video/mattia_sasso_il_primo_bimbo_deuropa_affidato_al_padre_gay_cosi_il_giudice_prese_la_sua_decisione-5419628/?ref=LSHSTD-BH-I0-PM9-S3-T1&fbclid=IwAR0Q9HryR_izredkh44rObgZgKaz151H7OF96jsKfn_6Qinz6g2CmY0gFzM
2022-06-04

Aggiornamento

Causa meteo 🛑cambio location 🛑 🏳️‍🌈Sabato 4 Giugno Bergamo Pride ADDA VILLAGE via al porto 12 - Villa D’adda
2022-06-04

Evento

Bergamo Pride Cari amici, sono orgoglioso di essere presente al Bergamo Pride 2022, per affrontare tematiche importanti per una vita migliore, dedita al rispetto e all'amore. Con l'occasione presenterò Pesnione Aurora! Vi aspetto! Piazza Primo Maggio Bagnatica 19:30 -21:00 - Popolazione lgbti+ Ucraina e Kjiev Pride 🇪🇺🇺🇦 - adozioni gay e affidamenti Mattia Sasso presenta il suo libro e racconta di come sia cresciuto in una famiglia gay Ospite - Avv. Pierantonio Paissoni 👨‍👨‍👦 - coming out e ICAR Bergamo Affronteremo la tematica del coming out delle persone hiv + e Federico Radici, segretario Arcigay Bergamo con delega alla salute ci racconterà di Icar a Bergamo a giugno

Commenti

Ancora non ci sono recensioni.

Recensisci per primo “Pensione Aurora”

Condividi
Tweet
WhatsApp
Mattia Sasso
Sono Mattia, sono nato negli anni ’80 a Gaeta, un piccolo paese di provincia.
Ho studiato al DAMS di Roma dove ho nutrito le mie passioni per la musica, gli eventi, la comunicazione, il cinema.
Mi sono sempre occupato della produzione di eventi e di pubblicità, soprattutto legati al mondo della musica.
Adoro i tatuaggi, i viaggi lunghi - quelli fatti con lo zaino in spalla, senza meta e senza tempo - conoscere nuove culture, nuova musica, nuove iconografie, nuovi colori.
Sono cresciuto in un ambiente poliedrico, tra casa di mio padre e il suo compagno e quella di mia madre.
Credo nel rispetto per gli esseri viventi e per la nostra madre terra. Trovo entusiasmante cogliere la diversità e l’unicità delle persone : le parole inclusione e condivisione sono alla base di tutto.
Come Miss Italia sogno un mondo senza guerra e prati verdi dove potersi rotolare a fare l’amore.
Mattia Sasso on FacebookMattia Sasso on InstagramMattia Sasso on Wordpress
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages

Questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti per aiutarci a migliorare la tua esperienza di navigazione quando lo visiti. Proseguendo nella navigazione nel nostro sito web, acconsenti all’utilizzo dei cookie. Se vuoi saperne di più, leggi la nostra informativa sui cookie