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Pura Linfa - cercando fede e verità

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Quando la vita ti stravolge completamente, a cosa ti affidi per non cadere? Un viaggio alla scoperta di se stesso e del proprio passato coinvolge Andrea, neodiplomato con un passato doloroso alle spalle. Aiutato da Irene, la sua metà della mela, e Marta, angelo custode che veglia su di lui da quel difficile settembre che gli ha sconvolto la vita, Andrea si troverà ad affrontare e risolvere quesiti che mai avrebbe pensato potessero causare tanto caos. Chi è “il Paolino”, uomo che sembra conoscerlo da sempre ma di cui lui non sa nulla? Perché Marta gli ha lasciato un biglietto per un viaggio, senza ulteriori indicazioni? Protetto dal silenzio della montagna, in un viaggio fisico e metaforico, Andrea scoprirà finalmente il vero significato di fede, credo e verità.

1

Trasparente come l’aria, fresca come rugiada, tonda come la luna.

Fu lei. La prima di tante.

Restò un attimo lì, sul limite del vuoto.

Saltò fuori dal di dentro suo e si fermò, quasi incredula d’aver preso vita.

Era tempo che aspettava quel momento. Così… Scivolò d’improvviso nel vuoto, contenta, felice, entusiasta.

Dietro di lei tante altre lacrime.

Finalmente Andrea piangeva.

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2

Ore 9:18 di un mercoledì di metà luglio, Andrea era appena tornato a casa sua.

Era andato a scuola. Era andato a leggere i risultati della maturità.

Con assoluta calma esteriore, ma con un’incredibile ansia interiore, aveva percorso l’atrio, gli scalini e il corridoio dell’istituto come se fosse un pivello al primo giorno.

Invece era l’ultima volta che intraprendeva quel tragitto.

Ora, tornato a casa, era disteso nel suo letto con le persiane socchiuse, le finestre aperte e le tende tirate.

La giornata si prometteva afosa.

Lui cercava già un po’ di frescura.

Firenze in quel periodo era caotica: turisti, cantieri stradali, vip, politici, turisti, concerti, monumenti, turisti, vita quotidiana, turisti. Insomma, il caos.

Ma il caos vero, quello che avrebbe intaccato la vita di Andrea, doveva ancora arrivare.

Si stava avvicinando come brezza, anche se il settembre precedente il caos aveva già dato un fortissimo colpo alla sua vita.

Un po’ come una tromba d’aria che arriva, spazza e spezza, e se ne va.

In tre secondi la vita si fa caos e non a caso era stata colpita una cosa sola.

Quella che lui chiamava famiglia.

E piangeva, piangeva, Dio se piangeva Andrea, immerso nelle sue lenzuola lì al buio. Piangeva via la tensione di tutto quel periodo.

Si passò le dita lentamente sulle guance, dal naso verso le tempie. Era così scivoloso e fresco il suo viso che cacciò le mani tra i capelli scuri e continuando a piangere iniziò a ridere.Rideva e piangeva, piangeva tanto e rideva di più.

In quel momento iniziò a rendersi conto di cos’era riuscito a fare in quei pochi mesi di scuola.

Sì, i primi due, settembre e ottobre, li aveva persi.

Non per colpa sua, per colpa del caos.

3

Fu scoperto in seguito che Umberto Sandelli, trentotto anni, originario dell’entroterra pisano, era stato condannato dai medici a una via senza ritorno.

Gli avevano appena diagnosticato una rara malattia della quale ignorava ogni sua più piccola sfaccettatura.

Era un gran lavoratore questo pisano, da oltre vent’anni dipendente di una ditta di informatica.

I medici gli avevano trovato uno strano tumore agli occhi, che si diramava all’interno colpendo il cervello.

Diagnosi: tra i tre e i sei mesi di vita.

Fu preso dal panico.

Umberto Sandelli aveva una casa piena di vita.

Una moglie, Marta, che era vita stessa, pura linfa.

Non ancora figli, o così credevano tutti. Stava piangendo, Umberto.

Turbato e triste stava facendo ritorno a casa e non era pronto a dover affrontare il suo amore con una così brutta e terrificante notizia.

Piangeva, Umberto.

Voleva asciugarsi le lacrime di dolore, così cercò il fazzoletto. Non trovandolo nella tasca destra dei suoi jeans, guardò in macchina. Cavolo! Era sul sedile del passeggero e per recuperarlo senza accorgersene prese nello stesso istante anche un semaforo rosso ai novanta all’ora.

Il giornale parlò di un’incredibile tragedia. Le due vetture coinvolte nell’incidente erano partite praticamente nello stesso momento dallo stesso ospedale per la stessa direzione, ma con vie diverse e con notizie opposte.

Umberto Sandelli, al quale rimanevano pochi mesi di vita, tagliò la strada alla vettura condotta da Alessandro Liverani e sua moglie Camilla, uniti dalla notizia che dopo tanti anni aspettavano un bimbo, un fratellino o una sorellina per Andrea.Tutti morti sul colpo.

Nessuno fece causa, le indagini si chiusero presto. Rimase il dolore.

Rimase solo un fazzoletto bianco a volteggiare nella brezza del caos sopra alla ferraglia insanguinata.

Il fazzoletto cadde sulla strada e il silenzio con lui.

E sì! Andrea aveva passato due mesi in silenzio nella sua nuova, vuota, solitaria vita senza più genitori. Settembre e ottobre erano trascorsi come se non fossero esistiti. Aveva poi deciso di terminare gli studi anche convinto dalla vedova Sandelli, si concentrò così tanto sullo studio che in quei pochi mesi non ci fu nessun altro pensiero, la sua votazione finale fu 72/100.

Era riuscito, basta, aveva finito, era diplomato.

Per questo rideva.

Per tutto il resto, piangeva.

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2022-04-05

Aggiornamento

Articolo su La Stampa
2021-05-04

Aggiornamento

Articolo su IL BIELLESE
2021-05-08

La Provincia di Biella

Articolo La Nuova Provincia di Biella 08/05/2021
2022-04-30

Evento

LIBRERIA IL LIBRO BIELLA Siete tutti invitati SABATO 30 APRILE 2022 alle ore 17:30 alla Libreria IL LIBRO di Biella per la presentazione+firmacopie del libro PURA LINFA CERCANDO FEDE E VERITÀ Con la presenza del giornalista Mauro Collotti
2021-07-31

Aggiornamento

https://www.instagram.com/tv/CRmHWLfn6DT/?utm_medium=copy_link

Commenti

  1. Francesco Pincin

    DI MATTEO FOGLI
    E’ la prima volta che leggo un libro scritto da un amico.
    Ero molto curioso e ho cercato di essere il più obiettivo possibile, perché alla fine si sa…ogni scarrafone è bell’ a mamma soja.

    E così l’ho aperto, ho superato la presentazione dell’editore, la prefazione dell’autore, la dedica iniziale e sono arrivato all’inizio….alla prima vera pagina.

    Che dire…in tutta la mia vita mi sono sempre “innamorato” al primo sguardo, ancora prima di aprire bocca già sapevo se quella persona sarebbe potuta essere o no “la”, o meglio “una” donna della mia vita….e così è stata la prima pagina del tuo libro. Emozione!

    Ora…non starò a elencare le cose belle o meno che mi possono essere piaciute di ciò che hai scritto, ma quello che ti posso dire è che quando leggo, anzi…quando mangio un libro come è successo con il tuo e quando una volta finito resto con quella sensazione di voglia di sapere cos’altro vivranno i personaggi allora vuol dire che mi è piaciuto davvero.
    Che l’innamoramento del primo sguardo era reale.

    Ti auguro di scrivere ancora, di continuare a vivere di emozioni, passioni e di metterle su carta, lo auguro a te ma anche a tutti coloro che come me leggendo le tue pagine si sono, anche solo per qualche ora, lasciati rapire dai tuoi pensieri.

    Un abbraccio, aspettando quelle chiacchiere davanti a una birra che mancano ormai da troppo tempo.
    Per la cronaca….. si “il Paolino” mi sembra di averlo conosciuto. eehhehheheh

  2. Francesco Pincin

    Di Federica Filippetti
    PURA LINFA
    Il libro non poteva arrivare tra le mie mani in un momento più idoneo, non l’avevo scaricato quando lo acquistai via internet, poiché amo la lettura che fruscia, che sa di carta e inchiostro e “grazie” ad un problema visivo che non mi permette di avere una buona visibilità sullo schermo per tempi protratti…. ma in quel periodo, probabilmente non sarebbe stato il momento giusto per me.
    Non sono una critica letteraria, ma il tuo, ormai anche un pochino mio, libro è emozionante dall’inizio alla fine, scritto con cura, con disciplina, con amore. La stessa cura, disciplina e amore che ne esalta i contenuti. Sei stato in grado di guardarti talmente dentro, dal raccontarti in ogni personaggio, perché solo chi sa provare certe emozioni le sa descrivere in modo così limpido. Sei stato figlio, padre, madre, fidanzata, genitori adottivi, uomo in difficoltà, oste… non dico tutto questo perché il filo dell’amicizia ci lega da anni, ma perché lo penso veramente.
    Un libro da divorare… hai stimolato la mia curiosità nella lettura, ma quando “accelleravo” per passare alla pagina successiva, trovavo la parola “calma” o “respira” … e così ho fatto!!!
    Ho iniziato la lettura ieri e l’ho terminata poco fa… con un brivido e immagini vive che le tue parole hanno svegliato nella mia testolina.
    Sono giorni strani, quei giorni di tumulto che creano domande, e sai cos’ho fatto? Ho ricordato grazie a te che “la fede è quella forza che giace nel cuor tuo e ti spinge a essere il meglio per te stesso. La verità è credere con armonia a un’assoluta realtà effettiva”.
    Seppur in modo diverso dal tuo scritto, ho stretto la tua mano in un incontro di PURA LINFA.
    Avrei solo una domanda: perché Paolo non è semplicemente Paolo o Paolino, ma è Il Paolino, l’unico personaggio con tanto di articolo davanti?🤔🤭😉
    Sorridi sempre Francesco, come solo le tue labbra e soprattutto i tuoi occhi son sempre riusciti a fare e ti auguro con tutto il cuore che questo sia solo l’inizio di altri capolavori.
    Nel frattempo sarò io a scrivere sui muri i tuoi pensieri.
    Grazie ❤
    Consigliato a chiunque…

  3. (proprietario verificato)

    Un piccolo gioiello.
    Argomento semplice ma svolgimento articolato e mai banale; narrazione fluida, davvero ben scritto.
    Le pagine scorrevano veloci e non vedevo l’ora di sapere cosa sarebbe successo dopo. Piacevolissimo riconoscere i paesaggi delle nostre terre nel racconto.
    Riassumendo, è stata una bellissima coccola: una di quelle letture che vorresti ricominciare appena terminato l’ultimo capoverso.

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Francesco Pincin
nasce a Biella nell’estate del 1978. Inizia a scarabocchiare pensieri e parole intorno ai tredici anni alternandoli con letture di ogni genere. Più cresce, più legge e più scrive. Appassionato di arte, cultura e natura, scopre che i viaggi più belli sono quelli che si addentrano nell’animo umano. Nel 2014 diventa padre e su quella forte spinta emotiva scrive, scrive e scrive. Pura linfa è la sua opera prima.
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