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Qua, dove non fui mai

Qua, dove non fui mai

La campagna di crowdfunding è terminata, ma puoi continuare a pre-ordinare il libro per riceverlo prima che arrivi in libreria

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Consegna prevista Gennaio 2023

Da quattro anni Saverio lavora come fotografo per una agenzia turistica a Malta. La pigrizia e la dipendenza dall’alcol lo rendono incapace di emergere da una situazione lavorativa insoddisfacente, con la conseguenza di non riuscire a mettersi realmente in gioco. È sulla costa di Gozo – Comino che trova un pezzetto di carta particolare, si tratta infatti della carta di identità di una ragazza straniera di nome Havva.
In realtà è Aidha, una laureanda siriana in cerca del fratello (Kassim), disperso durante la guerra a Mosul.
Si hanno due punti di vista, due vite diverse che percorrono il linguaggio e la guerra, la storia e il presente, per ricostruire un unico momento.

Perché ho scritto questo libro?

Mi sono chiesta mentre scrivevo perché avessi scelto questo tema, perché mi sentissi coinvolta. Che cosa mi avesse spinta un giorno come un altro a parlare di un argomento così delicato e difficile. Il motivo è quanto di più banale ci possa essere, ma è l’unica risposta che sono riuscita a darmi. Credo che la storia prenda valore nel momento in cui si svolge, e allo stesso tempo niente meglio di una storia stimola la curiosità delle persone a conoscere il presente e a capirlo.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Mosul è finita, cancellata dalle bombe. Non c’è più niente in piedi, la distruzione è totale, irreversibile.
Un tempo, la città aveva il profumo delle rose selvatiche e dei melograni. Risplendeva degli arazzi cobalto sparsi per le strade, e si innalzava dalle voci dei commercianti e dei bottegai.

Adesso l’unico odore rimasto è quello di benzina e di corpi in decomposizione sotto alle macerie. Milioni di mosche banchettano sui cadaveri. Si avventano sulle facce, sulle nostre mani, mentre cani e gatti randagi si aggirano sbavando tra i detriti. I teli che coprivano le strade per chiudere la visuale ai droni americani penzolano come stracci sporchi dai pilastri di cemento. Questo è quello che resta dell’antica Ninive, la città assira larga tre giornate di cammino.

Continua a leggere

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Tareq indica alla nostra squadra la strada verso ovest. Attraversiamo ciò che resta dei negozi di una delle zone più commerciali di Mosul.
Sotterrati dalle rovine sbucano grandi cartelli pubblicitari dove i volti delle donne sono stati colorati di nero con un pennarello, sparsi nella polvere ci sono rossetti, cibo avariato, bottiglie rotte e kajal per gli occhi. In questa zona l’aria soffre dell’odore pungente dei flaconi rotti di profumo che si mischia a quella di rancido e fumo. Fino a qualche mese fa non sarebbe stato possibile mescolare uomini e donne in una missione, l’unità di protezione popolare aveva stabilito dei confini di autonomia tra YPG e YPJ. Ma con l’aumentare dei morti anche questo è cambiato.

2022-07-10

Aggiornamento

Grazie a tutti per avermi aiutata a raggiungere l'obiettivo! Non potrei essere più felice nel sapere che il libro ha stimolato la vostra curiosità, tanto da acquistarlo grazie per la fiducia. E grazie a chi mi sostiene ogni giorno e mi spinge ad andare oltre le mie paure.
2022-04-29

Aggiornamento

Grazie a tutti per questo traguardo! In breve tempo siamo arrivati a più del 50% di copie preordinate. Siete preziosi, un abbraccio. Martina

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Non amo leggere e difficilmente trovo un libro che mi prenda abbastanza da continuare la storia, ma il libro di Martina ha la capacità di coinvolgere e trasportare il lettore in posti e situazioni lontanissime e reali.
    Ho avuto il piacere di leggere diversi estratti e sono rimasto colpito dall’ambientazione e dalla facilità con cui le pagine scorrevano.Di solito per finire un libro ci metto molto tempo, fermandomi anche settimane su alcuni capitoli, questa volta non è successo e addirittura ho rimpianto di essere arrivato alla fine! Per quel che vale, da non lettore consiglio a chi come me ha difficoltà a trovare una storia coinvolgente di preordinare questo libro perché non ve ne pentirete.

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Martina Domenici
Martina Domenici, nasce a Livorno nel 1992. Nel 2016 si trasferisce a Milano dove oltre al lavoro da infermiera si iscrive al corso accademico di Scrittura creativa e Storytelling della scuola Mohole.
Nel 2019 scrive una short story sull’identità di genere, “La muta”, premiata dalla redazione di Marie-Claire come secondo classificato al concorso #mcbodytelling. Partecipa in seguito come Guest Editor alla rivista scrivendo due articoli sullo scambio culturale in Italia e una testimonianza come infermiera impegnata nei reparti Covid nel 2020.
Ama la natura, perdersi nei boschi e stare con i suoi cani.
Attualmente lavora a Livorno come infermiera e scrive racconti brevi per siti online come “Narrandom”.
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