Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

Reunion Saga: Avventure fantastiche di un guardiano di spiriti

740x420 (13)
86%
29 copie
all´obiettivo
43
Giorni rimasti
Svuota
Quantità
Consegna prevista Dicembre 2024
Bozze disponibili

In un mondo tessuto di magia e leggende, Khay si lancia in un viaggio che sfiderà ogni sua convinzione. Determinato a diventare il guardiano di spiriti più potente di Endorian, affronta oscurità, amicizie inaspettate e verità nascoste. Questa storia di crescita, avventura e scoperta del sé è un invito a credere nei propri sogni, con la promessa che, anche nei momenti più bui, esiste una luce pronta a guidarci verso il nostro destino.

Perché ho scritto questo libro?

Ho sentito il bisogno di scrivere questo libro sia per la mia passione per la scrittura sia per la necessità di dare voce a quello che è diventato il mondo di Endorian, dove la mia storia è ambientata. Lungo tutto questo percorso ho omaggiato e citato i miei mangaka preferiti e sfido i lettori a riconoscerli.
Ma soprattutto l’ho fatto perché raccontare mi diverte e rende tutto più spensierato.

ANTEPRIMA NON EDITATA

 

Quindici anni prima 

 

Anno 719 c. 

La tempesta non accennava a diminuire, il cielo, nero non lasciava filtrare la luce del sole. Erano ormai giorni che non smetteva di piovere, anche il cielo sembrava partecipare a quella terribile guerra. Il calore estivo tardava ad arrivare e questo metteva ancora più di pessimo umore i soldati. Gli eserciti dell’Endorian avevano subito molte perdite in quella battaglia contro un potere speciale, avevano provato e riprovato a mettere a ferro e fuoco la dimora del potente guardiano di spiriti, ma stavano soccombendo al suo immenso strapotere. All’interno delle truppe ormai serpeggiava il malcontento, il nemico contro cui lottavano era immensamente più forte di loro, aveva inoltre, dalla sua parte i quattro spiriti guida, gli spiriti che agli inizi del tempo avevano dato vita alle terre e alle razze che si trovavano nell’Endorian. 
Continua a leggere

Continua a leggere

Proprio in questo momento un uomo osservava quell’incredibile spettacolo di potere che Urial stava dando al mondo. Un esercito magico, creato dai potenti spiriti guida, era a difesa della fortezza del guardiano. Lo spirito guida dell’aria aveva eretto a difesa un esercito di grifoni fatti di vento e fulmini; possenti draghi alati forgiati nelle fiamme modellati dallo spirito del fuoco ruotavano intorno al castello, formando cerchi concentrici. Era uno spettacolo fantastico se non fosse che quelle creature stavano dimezzando le sue truppe. Erano troppo deboli, eppure Urial, l’ormai famoso guardiano capace di gestire in sé i quattro spiriti guida, non attaccava. Quella guerra era stata voluta dai cinque regni dell’Endorian, per i loro sovrani Urial era una minaccia, un pericolo da abbattere prima che acquisisse altro potere, prima che prendesse il controllo dell’intero Endorian con la sua brama di potere. Fino a quel momento si era limitato a difendersi, chissà perchè  non li aveva ancora spazzati via.  

Mentre era ancora immerso nei suoi pensieri con la coda dell’occhio vide all’ingresso della tenda un soldato. Gli si parò davanti e si mise subito in posizione di saluto. 

“Comandante!” disse il soldato mantenendo la posizione assunta.  

Era visibilmente infreddolito dalla pioggia che aveva preso per compiere il compito affidatogli.  

La pioggia lo metteva di pessimo umore.  

“Riposo soldato” l’uomo sulla cinquantina era il comandate in carica dell’esercito del regno di Inglory. L’età non rispecchiava il suo fisico ancora aitante, era molto più alto della media, due folti baffi neri che stavano lentamente diventando grigio cenere erano solo una pallida immagine di quello che un tempo doveva essere nero corvino.  

“Quali notizie porti?” dagli abiti che indossava era sicuramente un soldato del regno di Gorath. 

“Comandante porto questa missiva per voi” disse il ragazzo che doveva avere all’incirca vent’anni e che molto probabilmente era la prima guerra a cui partecipava, pensò Ethos.  

Il soldato prese una lettera dal suo tascapane e lo stese al comandante. “Posso andare?” chiese infine. 

“Sei congedato” rispose Ethos “Vai alla mensa, lì potrai mangiare qualcosa di caldo”. 

Il ragazzo fece il saluto militare e si congedò, rimasto solo Ethos aprì la lettera e la lesse immediatamente. Nella lettera veniva riportato l’ordine di non attaccare più la dimora di Urial e di aspettare l’arrivo di un gruppo di guardiani di spiriti della corporazione dei guardiani. Questi, sarebbero giunti al più presto con un incantesimo in grado di abbattere Urial senza perdere altre vite.  

“Non credo che sarà così semplice” pensò Ethos “ma se questo mi farà risparmiare il massacro dei miei uomini, aspetteremo qui tranquilli”.  

Ethos si avvicinò all’ingresso della sua tenda e, guardando verso l’esterno, chiamò il primo soldato che passava di lì. Gli diede l’ordine di comunicare ai comandanti delle varie divisioni di non attaccare più e di aspettare nuovi ordini.  

Tornò quindi al riparo nella sua tenda senza mai perdere di vista lo spettacolo che aveva davanti agli occhi. 

“Questa è la mia ultima guerra, sono diventato troppo vecchio per queste cose” pensò “se ne esco vivo apro una taverna e passo gli ultimi anni che mi rimangono a crescere i nipotini”. 

L’esercito di golem di fango generato dallo spirito guida della terra rimaneva immobile a bloccare il passaggio delle forze nemiche. Alle loro spalle l’immensa barriera di ghiaccio eretta dallo spirito guida dell’acqua copriva come un enorme guscio tutto il castello che si trovava sollevato magicamente insieme a parte del terreno sottostante. 

“Sono ormai settimane che mantiene in piedi questo schieramento di forze. Ma come fa? Sta consumando un sacco di aura” si chiese ancora Ethos, mentre rientrava per prendere in mano il calamaio ed iniziare a scrivere le cronache di quei giorni, come ormai era solito fare in tutte le guerre a cui aveva partecipato negli anni. 

Al suo fianco la sua spada, un’arma che a causa delle enormi dimensioni aveva sempre creato timore nei propri avversari. Da giovane era stato un ottimo guardiano anche lui. Aveva dedicato la sua giovinezza all’esercito, era partito come soldato semplice, fino a scalare gradino dopo gradino tutti i gradi e ora era comandante in capo dell’esercito del regno. E tutto questo con la sua fidata spada, e con l’aiuto del suo combattivo spirito. Doveva molto anche a lui, in fondo la sua forza era spaventosa e più volte aveva invidiato quell’enorme orso capace di battersi per ore senza mai fermarsi. Ma ormai non se la sentiva più di andare avanti così, era ora di dedicare più tempo alla famiglia. 

“Se ne esco vivo mi ritiro a vita privata” continuava a pensare, mentre la mano stringeva la penna di piuma di oca che si muoveva sul foglio. 

 

Capitolo I. 

LA PERGAMENA 

 

 

Anno 734 c. 

Il sole, alto quella mattina, riscaldava l’aria gelida di quel mese di febbraio. Il suono della vita quotidiana riempiva le strade e i vicoli della città di Raven. 

La stanza in cui si trovava era avvolta dalla penombra, di tanto in tanto una fioca luce risplendeva. Un attento osservatore avrebbe avuto l’impressione di essere circondato da una miriade di piccole lucciole. 

Le pesanti tende di velluto viola con un fine bordo dorato erano troppo spesse per permettere ai raggi del giorno di entrare nell’ampia stanza. Solo pochi squarci di sole riuscivano a penetrare quella barriera eretta per tenere al riparo la collezione di libri di cui era fornita la biblioteca della città, così da dare l’idea di essere inespugnabile. Khay, con l’aiuto delle varie lampade ad olio, messe a disposizione dal vecchio bibliotecario, riusciva a malapena a leggere le pagine consumate dal tempo di quel vecchio manoscritto. Il libro ormai logorato dagli anni stava scomparendo alla vista dei lettori, si riconosceva la fattura elfica ed era quasi sicuramente appartenuto ad un guardiano di spiriti.  

Il sogno della sua vita era quello di diventare un guardiano di spiriti, ma ancora non era riuscito a diventarlo. In quel momento, infatti, non era nemmeno in possesso di un vincolo che gli avrebbe conferito lo status di guardiano di spiriti e con quello la possibilità di evocare il proprio spirito. Non aveva, comunque, perso tutte le speranze: anche i suoi due più grandi amici lo erano diventati non da molto. Ran aveva la sua età anche se a differenza sua era alto e ben piazzato, non grasso, ma grosso e, dalla sua corporatura, dava di più l’idea di essere un uomo. Lohir che pur non essendo più muscoloso di lui, infatti, entrambi avevano dei corpi esili era alto circa un palmo in più. Khay pensava che dipendesse dall’età: i sui quattordici anni, non ancora compiuti, ma era solo questione di pochi mesi pensava il ragazzo, contro i sedici di Lohir. Si trovava lì proprio perché quest’ultimo l’aveva convocato e, aspettando che si liberasse, si era messo come sempre a leggere.  

Il libro, rilegato a mano, aveva la copertina di cuoio nero, con le incisioni pressate in oro. Il suo valore era sicuramente storico, non conteneva altre informazioni, se non quelle relative alla grande guerra che aveva sconvolto un centinaio di anni prima le terre dell’Endorian. Era passato quasi un secolo da quegli avvenimenti, ma la storia che era narrata nel libro era per Khay come il concime per la terra, in lui cresceva, leggendola, la voglia di diventare al più presto un guardiano di spiriti. Nella sua fantasia Khay si vedeva partecipe di avvenimenti che avrebbero fatto la storia dell’Endorian. Non immaginava nemmeno che di lì a poco la sua vita e quella dei suoi amici sarebbe cambiata per sempre. Continuava a sforzarsi di mettere a fuoco i caratteri che con i secoli si erano sbiaditi quasi completamente. Passava gran parte delle giornate in biblioteca dove Lohir lavorava da tempo per prendere il posto del vecchio Baku che, data la sua età avanzata, si era deciso a preparare un suo possibile successore: dopo molto tempo si era soffermato su Lohir, un ragazzo molto intelligente ed acuto, mai una parola di troppo e dal volto impassibile. Dal momento in cui aveva iniziato il praticantato in biblioteca, si era subito dimostrato un valido allievo e degno di fiducia, tanto da dare la possibilità al bibliotecario di intraprendere viaggi nelle città vicine, alla ricerca di manoscritti per arricchire il catalogo della biblioteca, senza dover necessariamente chiuderla per mancanza di personale adeguato. Diciamo che Baku era sempre stato molto geloso dei “suoi” libri. Anche oggi mancava dalla biblioteca, si era recato nella città di Villant alla ricerca di qualcosa di interessante da acquistare. All’improvviso una mano sulla spalla richiamò dalle sue fantasie Khay. Dietro di lui, un ragazzo dagli occhi color del cielo, capelli biondi e lungi legati con un nastro nero con rifiniture in fine argento. 

“Per tutti gli spiriti! Lohir così mi farai prendere un accidente” disse Khay, cercando con i suoi occhi neri che non si erano ancora ben abituati a quella penombra, il viso del ragazzo che ormai aveva di fronte.  

“Khay ho una cosa interessante da farti vedere” disse. 

“Cosa?” rispose curioso.  

Se Lohir voleva mostrargli qualcosa era sicuramente qualcosa per cui valesse la pena parlare, non si sarebbe dato pena per cose futili, era una delle persone più pragmatiche che fino ad allora avesse mai conosciuto.  

“Vieni con me, andiamo nello studio di Baku” e così facendo, Lohir si avviò verso lo studio del bibliotecario. La sua lunga veste bianca con l’ampio cappuccio sulle spalle indicava le sue origini nobili, origini di cui non si era mai vantato e che non aveva impedito loro di diventare quei buoni amici che erano ormai dalla nascita, legame di cui faceva parte anche Ran. Entrati nello studio, Lohir fece avvicinare l’amico ad un tavolino dove erano disposte numerose pergamene che, ad occhio, sembravano non troppo vecchie, perlomeno non come il libro che aveva avuto tra le mani fino a pochi minuti prima. Sullo sfondo un camino scoppiettava e il calore, in quella giornata assolata ma gelida, visto l’inverno ormai inoltrato, faceva piacere. Si accomodarono sulle due delle tre poltrone che si trovavano intorno al tavolo di forma rotonda. Lohir appoggiò il lungo bastone che non lasciava mai sul lato destro della sedia sorretto dal braccio della stessa. 

“Ecco” disse mentre stendeva la pergamena “leggi questo”. 

Gli occhi di Khay scorsero velocemente quello che c’era scritto. Come aveva ipotizzato non era antica, aveva, a occhio e croce, una quindicina di anni e il suo contenuto lo confermava. Era un resoconto dettagliato sulla guerra scoppiata contro il famoso Urial, quello che era considerato tra i più potenti guardiani di spiriti mai esistiti che, per la seconda volta, aveva sconvolto con le sue mire di potere le terre dell’Endorian. Erano ormai passati precisamente quindici anni da allora, ma nessuno in città ne parlava, l’argomento era evitato da tutti. Molte volte aveva chiesto ai suoi genitori cosa fosse successo, ma loro avevano eluso sempre il discorso. Sia sua madre che suo padre erano guardiani di spiriti, per questa ragione pensava di avere tutte le carte in regola per essere anche lui un guardiano di spiriti. Ma fino ad allora non aveva dato nessun segno particolare che possedesse questo dono. Inoltre, a differenza di Ran e Lohir, che entrambi, possedevano il loro vincolo per evocare lo spirito – il primo la sua formidabile spada con la quale poteva evocare lo spirito della forza Arth e il secondo il bastone, donatogli proprio da Baku, con il quale poteva evocare lo spirito del vento Pend – lui era l’unico che non aveva ancora nessun vincolo. Ma non disperava che presto il destino lo mettesse in condizioni di trovare il suo spirito, che immaginava di classe alta e che lo avrebbe reso un potente guardiano di spiriti. 

“Sapevo che ti avrebbe fatto piacere leggere queste pergamene” disse intanto Lohir guardando l’amico visibilmente eccitato dalla scoperta.  

“è un dispaccio militare di quel periodo” continuò Lohir “credo si tratti di corrispondenze di un soldato verso il generale della guarnigione schierata contro Urial.” si fermò per un attimo di modo da permettere a Khay di dare un’occhiata più approfondita alle diverse lettere che si trovavano di fronte a lui. 

“Con queste potrai sicuramente saziare la tua curiosità” nello sguardo di Lohir si percepiva qualcosa di non detto.  

Khay faceva cenno di si con la testa per far capire all’amico che era d’accordo con lui, che quelle lettere potevano aiutarlo a capire il perché di tutto quel mistero intorno a Urial e soprattutto, perché lui stesso era così preso da quell’evento. All’improvviso si trovò tra le mani una pergamena, differente dalle altre, sia per il contenuto sia per l’autore.  

“Guarda qui” disse Khay mostrando la scoperta “questa, secondo te, cos’è?”  

“Non saprei proprio” Lohir era sorpreso quanto Khay da quella particolare scoperta “quando le ho sfogliate prima non mi sembra di averla vista, ma devo dire che non ho fatto molta attenzione” si giustificò. 

Entrambi erano perplessi e incuriositi da quella scoperta, entrambi vennero colpiti da un particolare che conteneva la pergamena. Al suo interno era impresso, in un fine argento, il disegno di una rosa stilizzata circondata da cinque simboli che formavano idealmente una stella. Il simbolo alla testa dell’ideale stella era una clessidra che segna il tempo, scendendo sulle due punte più esterne, in contrapposizione l’uno all’altro c’erano il simbolo del fuoco e dell’acqua e sulle ultime due punte erano raffigurate la terra e l’aria. I due amici si guardarono sapendo che stavano pensando la stessa cosa: quattro di quei simboli erano gli stessi che Khay aveva impressi fin dalla nascita. Infatti i dorsi delle mani e dei piedi di Khay avevano questi particolari segni e, non si sa per quale motivo la madre l’aveva sempre costretto a tenerli nascosti alla vista di tutti. Era sempre stato in disparte quando i ragazzi della sua età partivano per le gite in riva al fiume, nessuno si era mai domandato nulla, gli unici a sapere la verità erano Lohir e Ran, perché, come diceva sempre “la vera amicizia si basa sulla fiducia”. Ran, quando l’amico gli aveva mostrato per la prima volta quei strani segni, non aveva fatto altro che dargli una pacca sulla spalla e con il suo solito buon umore gli aveva detto “Amico mio ti fai un problema per nulla, quello che conta è quello che sei qui” toccandosi con la mano il petto all’altezza del cuore “e qui” spostando la mano alla testa “e tu sei entrambe le cose, buono e intelligente” e dopo era scoppiato in una grossa risata. Al contrario Lohir aveva avuto una reazione a suo avviso allarmante. Lui gli aveva consigliato di non mostrare a nessuno quei segni. 

“Ne hai parlato con qualcuno?” una volta gli aveva chiesto con aria preoccupata, il suo sguardo in quelle occasioni si faceva penetrante, Khay si sentiva scrutato e quella sensazione non gli piaceva affatto, lo metteva in imbarazzo. 

“Solo con Ran, ma sai com’è fatto, no?” aveva risposto ignaro del perché Lohir avesse avuto quella reazione. 

“Va bene.. va bene, con Ran ci parlerò io” aveva detto lui visibilmente preoccupato. “ma tu non parlarne con nessun altro e per nessuna ragione”  

Per questo motivo, fin da piccolo Khay era costretto dai suoi stessi genitori a portare intorno ai palmi delle mani delle bende che servivano a coprire questo suo segreto. Con il tempo comunque il suo interesse per quei segni non era minimante calato e con l’aiuto di Lohir e della sua libertà di movimento all’interno della biblioteca si era messo alla ricerca di informazioni, anche se fino a quel momento nessun tentativo era andato a buon fine. Ora, dopo tanto ricercare, i due amici si trovarono davanti ad una scoperta che forse avrebbe chiarito qualcosa di quel mistero. I simboli tracciati su quella pergamena erano gli stessi che Khay aveva impressi sul suo corpo.  

Con il tempo avevano quasi abbandonato la speranza di riuscire a trovare documenti che potevano chiarire la situazione, avevano più volte pensato di lasciar perdere quell’estenuante ricerca ed ora, finalmente, si trovavano di fronte ad un importante ritrovamento. 

“Hai visto?” chiese Khay ancora incredulo. 

“Si” rispose Lohir anch’egli incredulo e al tempo stesso perplesso per la scoperta “Questo ci conferma che i tuoi segni hanno un legame con la realtà.” 

“Adesso che abbiamo questa pergamena come prova potremo chiedere a Baku che cosa ne pensa, lui saprà dirci sicuramente qualcosa” la sua eccitazione era palpabile tanto da perdere quasi il controllo. La sua voce riecheggiava nella stanza, non riusciva a stare fermo dondolando avanti ed indietro. 

“Shhh!” Lohir si portò un dito alla bocca per far abbassare la voce all’amico “non urlare, vuoi che tutti sappiano che cosa stiamo facendo?” continuò e meccanicamente mise una mano intorno al bastone, quasi avesse paura che qualche nemico stesse origliando nell’ombra alla ricerca di quello che avevano scoperto.  

 

2024-02-27

Aggiornamento

A 48 ore dal lancio della prevendita del mio libro , ho sentito la necessità di riorganizzare il materiale e le idee che ho usato per la stesura del romanzo. Guardate un po’? È saltato fuori questo schizzo preparatorio di Liana Recchione. Seguendo le mie idee ha immaginato il protagonista della mia storia. così. Da quel momento per me Khay ha queste fattezze nella mia mente.
2024-02-25

Aggiornamento

Ed è iniziata questa nuova avventura con il team di Bookabook!
Ho bisogno dell'aiuto di tutta la community per poter arrivare al goal di 200 preordini. Vi terrò aggiornati su questo viaggio fatto di speranza e sogni!

Commenti

Ancora non ci sono recensioni.

Recensisci per primo “Reunion Saga: Avventure fantastiche di un guardiano di spiriti”

Condividi
Tweet
WhatsApp
Salvatore Carlucci
Nato a Potenza il 23/12/1976, laureato in Tecniche della comunicazione e della web economy. Vive a Rieti con la sua famiglia. Fin da piccolo ha coltivato una profonda passione per manga, anime e romanzi, sognando di poter un giorno scrivere un proprio romanzo. Questo desiderio si è fuso con l'amore per l'innovazione, conducendolo alla nascita di una startup di sviluppo software focalizzata su app per la sicurezza personale. La sua vita rappresenta un intreccio tra la volontà di raccontare e il desiderio di innovare.
Salvatore Carlucci on FacebookSalvatore Carlucci on Instagram
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors