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Riconoscersi – Storia d’amore e di mare

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Andrea è un giovane avvocato imbrigliato in una lunga e stanca relazione con Letizia. Durante una vacanza sull’isola greca di Antiparos, il suo sguardo incrocia casualmente quello di Virginia: è il prologo di un incontro fatale che cambierà per sempre gli orizzonti di entrambi. Il loro è amore a prima vista, tanto forte da convincere all’istante Andrea a porre fine alla storia con Letizia per iniziare una nuova vita con Virginia. Ma è soltanto l’inizio: la strada per la felicità sarà lunga e impegnativa e molti saranno gli imprevisti e le prove che i due innamorati dovranno affrontare.

CAPITOLO 1

Quel giorno, il profilo di Despotiko si stagliava nel cielo azzurro come se fosse stato tratteggiato con mano decisa da un bambino su un cartoncino colorato.

Andrea ne conosceva a memoria ogni curva, rilievo, declivio, che riper-correva più e più volte con lo sguardo senza mai saziarsi di tanta bellezza e armonia di forme e di colori.

Steso sul lettino, sotto uno degli ombrelloni collocati sulla spiaggia attrezzata di Agios Georgios, continuava a leggere distrattamente il suo libro per avere il pretesto di contemplare in pace il mare azzurro e il paesaggio circostante, spesso cercando di mettere a fuoco i contorni del santuario di Apollo sull’isoletta di fronte e di immaginarlo nel suo massimo splendore, brulicante di vita e pervaso di sacralità. Quell’ozio contemplativo era forse la parte più appagante della sua vacanza estiva ad Antiparos, che ormai da qualche anno era divenuta un appuntamento irrinunciabile, cui aderiva in-condizionatamente, nonostante tutto, al culmine di una sorta di religiosa at-tesa che lo accompagnava per tutto il resto dell’anno.

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Anche quel giorno della seconda metà di luglio il cielo terso, il sole caldo, mitigato da una brezza moderata che aveva preso il posto del Meltemi furioso dei giorni precedenti, il mare calmo dalle mille sfumature di blu e i colori riposanti del paesaggio circostante gli avevano consentito di perdersi nei suoi pensieri e di estraniarsi dal chiacchiericcio incessante e fastidioso di Letizia, di sua sorella e della loro madre, che ogni estate parevano scorrere sotto l’ombrellone la rubrica delle loro amicizie e conoscenze, riservando a tutte aggiornamenti e commenti spesso impietosi.

Non riusciva più a nascondere a se stesso la stanchezza del rapporto con Letizia, che ormai emergeva con sempre maggiore intensità all’inizio di ogni estate, quando la voglia di libertà e spensieratezza gli risvegliavano istinti quasi adolescenziali, poco compatibili con la sua età e con l’evoluzione di quella relazione della quale tutti attendevano una svolta.

A Letizia lo legava un profondo affetto, nel quale, tuttavia, suo malgrado, non riusciva più a riconoscere i contorni dell’amore.

Nei suoi sogni, più o meno inconsapevolmente, c’era una donna completamente diversa e l’accentuarsi negli anni delle spigolosità caratteriali di Letizia avevano maturato in lui una certa insofferenza, che sempre più frequentemente faticava a contenere.

Quando cercava di immaginare una ipotetica vita matrimoniale con lei, si sentiva mancare l’aria e questo lo aveva portato da tempo a escludere di poter mai fare il grande passo, anche se non poteva sottrarsi a qualche ragionamento con chi – parenti e amici – talvolta lo incalzava a riguardo.

I pretesti e le motivazioni per temporeggiare e rinviare una decisione, tuttavia, cominciavano a scarseggiare o a perdere credibilità, essendosi da tempo consolidata, tra l’altro, anche la sua posizione professionale di avvocato, che gli avrebbe consentito di “metter su famiglia” senza grandi affanni… se solo lo avesse voluto. Questo ultimamente gli creava frequenti imbarazzi, nonostante Letizia non lo pressasse in alcun modo e, anzi, ostentasse un atteggiamento di apparente indifferenza sul tema.

Mentre era immerso in questi pensieri, che incrinavano in qualche misura il senso di benessere indotto dalla contemplazione del paesaggio, un interrogativo poco edificante si era insinuato nella sua mente, turbandolo ancor di più. Si era chiesto se il superamento delle sue ormai reiterate crisi “adolescenziali” di inizio estate non fosse meschinamente riconducibile al mi-raggio della vacanza ad Antiparos, cui non poteva pensare di rinunciare.

La vacanza era un rituale che si ripeteva da qualche anno, da quando i genitori di Letizia avevano cominciato a prendere in affitto una spaziosa casa sul mare ad Agios Georgios e l’avevano subito invitato a raggiungerli.

L’isola lo aveva permanentemente stregato, dopo un colpo di fulmine iniziale dal quale non si era mai ripreso. Di Antiparos amava tutto, incondizionatamente, trovandovi concentrate tutte le peculiarità della Grecia e del popolo greco che gli erano più congeniali. La bellezza del mare, l’accoglienza della gente e i rapporti di sincera amicizia costruiti con tante persone, il buon cibo gustato nelle numerose genuine taverne, la Chora ridente e animata nelle ore serali, i ritmi rilassati di quella vacanza e l’atmosfera informale del luogo costituivano un richiamo irresistibile, che di norma Andrea assecondava senza discutere, temporaneamente accantonando il malessere che affliggeva la sua vita sentimentale.

Cercando di allontanare dalla mente quella scomoda riflessione e auto-convincendosi che non potesse essere così, il suo sguardo, che spaziava da

un’estremità all’altra dell’orizzonte con la regolarità di una telecamera di sorveglianza, si era soffermato su una figura che avanzava lungo il bagnasciuga provenendo dal vertice più lontano della spiaggia, quello verso Captain Pipino’s e le altre taverne.

Immerso com’era nei suoi foschi pensieri, alimentati dall’incessante quanto molesto e familiare flusso di gossip che proveniva dall’ombrellone vicino, impiegò qualche minuto prima di realizzare cosa o chi stesse fissando e il motivo di tanta attenzione.

La graduale acquisizione di tale consapevolezza sembrò risvegliarlo dallo stato di torpore nel quale trovava, spazzando via in un attimo, come per un improvviso rigurgito di Meltemi, i cupi pensieri che lo angustiavano.

In quella prima reazione istintiva, Andrea avrebbe tempo dopo riconosciuto l’embrione e la premessa della svolta inaspettata che la sua vita avrebbe avuto di lì a breve.

Quella figura si armonizzava perfettamente con la bellezza del paesaggio che la circondava, restituendo a forme, colori, suoni e profumi del luogo quel potere taumaturgico che avevano sempre esercitato su di lui e che quella mattina non riuscivano a lenire i suoi tormenti.

Più la figura si avvicinava, meglio Andrea riusciva a metterne a fuoco i contorni e a decifrare la singolarità e incontrollabilità dell’interesse che in lui stava destando.

Si rese presto conto che ad attirare la sua attenzione non erano tanto e solo le forme esplosive della ragazza – cui non era certo insensibile, al pari, come stava constatando con fastidio, di altri maschi presenti in spiaggia –, ma la grazia del suo incedere, la tenerezza con cui interagiva con i due bimbetti che la accompagnavano, la delicatezza con cui si chinava per raccogliere con loro invisibili conchiglie e il sorriso che illuminava il suo volto alle esclamazioni di gioia dei bimbi di fronte al loro bottino.

Rapito da tale visione, si lasciò cadere in grembo il libro e si augurò che nessuno avesse colto il suo turbamento, incapace di distogliere lo sguardo da lei, anche solo per controllare prudentemente la situazione alla sua destra, confortato, tuttavia, dal ritmo incessante dei pettegolezzi di famiglia.

Quando la ragazza e i due bimbi – un maschietto e una femminuccia – furono a pochi metri, tentò vanamente di ostentare indifferenza, ma il cuore gli batteva all’impazzata senza che ne capisse il motivo e il suo sguardo, dopo una rapida e rassicurante incursione sotto l’ombrellone vicino, tornò a posarsi sfacciatamente sulla sconosciuta, cui il vento scompigliava i lunghi capelli castani.

Andrea si aspettava e temeva che il terzetto sfilasse velocemente davanti al suo ombrellone e che quel lampo di luce si dileguasse in un attimo, quando un inaspettato colpo di fortuna fece sì che i due bambini trovassero un giacimento di conchiglie quasi di fronte alla sua postazione, costringendo la ragazza a una sosta prolungata.

Paralizzato dall’emozione e incredulo di fronte alla propria reazione, cercò di darsi un contegno aggiustando la sua posizione scomposta sul lettino e, dopo un’altra rapida occhiata sulla destra, tornò a posare lo sguardo sulla ragazza, cogliendone la bellezza fuori dal comune, l’abbronzatura dorata e una sensualità quasi inconsapevole e innocente.

A quel punto accadde ciò che non aveva previsto e che lo colse del tutto impreparato.

La ragazza improvvisamente si girò nella sua direzione, forse sentendosi osservata, e incrociò una prima volta il suo sguardo, soffermandosi breve-mente a fissarlo con evidente sorpresa prima di riabbassare imbarazzata gli occhi verso il bagnasciuga e rivolgersi con voce delicata – in italiano – ai bambini.

Incapace anche di respirare, Andrea aveva visto in quegli occhi scuri e profondi una luce che aveva ulteriormente accresciuto la sua emozione e il suo turbamento, elevandoli a livelli che non riusciva a giustificare.

Quando, poi, quello sguardo si era rialzato timidamente verso di lui ancora un paio di volte e lo aveva cercato con apparente interesse, credette che il cuore gli si fermasse e abbozzò spontaneamente un sorriso, che la ragazza ricambiò prima di proseguire la ricerca di tesori con i due bimbetti cinguettanti che la strattonavano.

Qualche goccia di sudore gli scese dalla fronte e pregò Dio che la scena fosse passata inosservata a Letizia e a sua sorella: quando voleva, Margherita sapeva essere particolarmente caustica e sgradevole.

Appurato che nessuno si era accorto di niente, Andrea poté seguire ancora per qualche minuto il terzetto che si allontanava, coccolandosi quello scambio di sguardi e di sorrisi come un tesoro di valore inestimabile.

Si stava già pregustando il passaggio di ritorno dei cercatori di conchiglie, quando la voce di Letizia spezzò l’incantesimo e lo ricondusse bruscamente alla realtà.

2022-07-18

Aggiornamento

Che dirvi, se non un enorme GRAZIE! Oggi ho raggiunto il goal delle 200 copie preordinate e ne sono felice e sollevato al tempo stesso: felice perché è un sogno che si è realizzato, sollevato perché non andranno deluse le aspettative delle tante persone che mi hanno dato fiducia. Grazie, in particolare, a questa nutrita categoria di lettori, a chi, senza alcun ritorno, ha creduto incondizionatamente alla bontà dell'iniziativa e mi ha accompagnato ed affiancato con entusiasmo in questa avventura. Grazie anche ai tanti nominativi sconosciuti che hanno prenotato il libro, a cui invio un forte abbraccio virtuale. Grazie, infine, anche a chi, nonostante grandi proclami, non mi ha dato fiducia ed è rimasto solo ad osservare passivamente: l'importante è ... riconoscersi, anzi, riconoscerli!

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Un primo capitolo intrigante! Spero che il crowdfunding vada in porto perché la curiosità è molta

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Alberto Gyulai
, avvocato, classe 1962, esercita la professione forense a Treviso e vive nella campagna trevigiana con la moglie Alessandra e le figlie Costanza ed Elisabetta. Riconoscersi - Storia d’amore e di mare è la sua prima esperienza di scrittura, vissuta come una momentanea via di fuga dall’aridità degli scritti giudiziari.
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