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Ritrovarsi a Honfleur

Ritrovarsi a Honfleur

La campagna di crowdfunding è terminata, ma puoi continuare a pre-ordinare il libro per riceverlo prima che arrivi in libreria

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Consegna prevista Febbraio 2023

“Ciao… che succede… sembri triste, vuoi un caffè?”
Una frase destinata a cambiare il destino di due persone sconosciute ma con un mondo in comune.
Paolo e Isabelle e un incontro fortuito, casuale che stravolge la normalità di una vita vissuta ben dentro ad una confort-zone che non alimentava da troppo tempo la linfa vitale dei loro sogni.
Un viaggio di speranza per ritrovare sé stessi in una terra, la Normandia, molto cara e conosciuta ad Isabelle quanto completamente oscura per Paolo.
Un percorso a tappe che aiuterà i protagonisti a mettere la loro vita davanti a tutto e a riscoprire l’esigenza primaria della loro esistenza, quella di essere felici.
“Sei tu l’amore?
Io non so cosa sia ma tu dipingi la tela sul mio cuore e fai vibrare la mia anima.”
Ritrovarsi a Honfleur racconta una storia di vita profonda fatta di sacrificio, sofferenza, passione, amore e tanta follia.

Perché ho scritto questo libro?

Scrivere un libro è da sempre un mio grande sogno.
Durante il lock down ho avuto tempo per riflettere su cosa avrei voluto fare “da grande” e quel sogno incompleto tormentava i miei pensieri.
Ho iniziato a riflettere su cosa volessi raccontare e ho immaginato quanto sia difficile nella vita riuscire a realizzare i propri sogni.
Il libro nasce dal nulla e durante il tempo speso per scriverlo mi sono sentito quasi posseduto dalla necessità di completare questo importante passo della mia vita.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Mi ritrovo sommerso da pensieri soffocanti da solo in un bar dopo aver finito la mia giornata a lavoro.

Il concetto di bello sembra svanito dalla mia vita e la tristezza ha preso il sopravvento.

Ciao… che succede… sembri triste, vuoi un caffè?

Alzo gli occhi e penso… no non può essere vero.

Singhiozzo e parlo a stento… Si…

Timidamente esce solo questo verso dalla mia bocca con una voce talmente flebile che quasi non viene percepita.

Lei bellezza leggendaria da romanzo… una di quelle che credi non possano nemmeno esistere al mondo.

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Mi chiamo Isabelle e tu sei?

Paolo…

Mentre sorseggio il mio caffè e la guardo in tutto il suo splendore penso…

Da quando parlare è così bello?

In fondo io ho sempre odiato il dialogo con altre persone, specialmente con chi non conosco.

Nella mia mente penso…a quando il prossimo caffè?

Il tempo si è fermato… le lancette dell’orologio osservano in religioso silenzio cosa sta succedendo intorno.

Per te è normale parlare come stai parlando con me?

No… non lo è affatto.

Allora com’è possibile che anche per me lo sia e soprattutto com’è possibile che mi sembra di avere i tuoi occhi tatuati nei miei… in fondo nemmeno ti conosco.

Io nemmeno… ma ti stavo aspettando da tutta la vita… e ora sei arrivato.

Le parole di Isabelle risuonarono come un tuono nel cuore di Paolo che, totalmente impreparato la osservò in silenzio mentre usciva da quel bar.

Rientro a casa e ho lo stomaco in subbuglio.

Rifletto su cosa sia successo… quel maledetto caffè, è sembrato un dannato idillio di perfezione che ha appagato tutti i miei sensi.

Non riesco a pensare ad altro… troppi dettagli mi perseguitano.

I suoi capelli che profumavano di lavanda.

I suoi occhi segnati dalla fatica, ma luminosi e vogliosi di riprendere il cammino della felicità.

Il suo seno che ho provato in tutti i modi a non guardare ma che richiamava la mia attenzione fino al midollo ad ogni movimento che faceva.

Le sue gambe sinuose, valorizzate da una scarpa alta che faceva splendere il suo corpo.

Il suo profumo agrumato che ricordava l’estate.

Io non ho mai creduto nell’amore… anzi l’ho sempre rifiutato e odiato con tutto me stesso chi diceva di provarlo.

Allora perché diavolo mi sento così sottosopra?

I miei pensieri risultano mono direzionali e ho solo voglia di riprendere un altro dannato caffè.

L’attesa dell’indomani mi provocava ansia e mi chiedevo se avrei avuto nuovamente la possibilità di vederla e parlare con lei.

Riuscirò a vederla anche solo un secondo?

Ora basta… è ora di dormire… ma temo sarà una nottata insonne.

Perché mi ha invitato a prendere un caffè? Perché mi ha detto che mi aspettava da una vita?

Forse è pazza… forse sono pazzo… forse siamo…

Questa serata non passa più e i pensieri rimangono latenti nella mia testa.

Cosa posso fare?

In fondo io non so davvero nulla dell’amore e ho un modo di approcciarmi al mondo femminile decisamente non memorabile…

Mi preparo un caffè ristretto con una zolletta di zucchero e mentre scende quel delizioso nettare mi sbuccio una mela.

Sorseggio il caffè con calma apparente, mentre dentro di me suona la nona di Beethoven.

Cerchiamo di stare calmi… non sai nemmeno come si chiama!

Anzi… forse sì… il suo nome è Isabelle.

Avevo sentito nel racconto al bar in effetti che aveva origini francesi e arrivava da un paese in Normandia…

Magari è su facebook…

Come immaginavo… ci sono centinaia di Isabelle…

Questa ha un amico in comune.

Vediamo se per caso…

Oddio forse è lei… certo che sei davvero uno sfigato primordiale Paolo… stai tremando come un teenager alla prima cotta.

Profilo inaccessibile settato ai massimi livelli di privacy… le chiedo l’amicizia… speriamo l’accetti a breve.

Mi giro e rigiro nel letto per un paio d’ore.

Più che un tentativo di addormentarmi sembra un match di boxe dove perdo per k.o dopo quindici rounds.

Sto per cedere, ma prima di farlo prendo il telefono per controllare se ha accettato l’amicizia… ma la richiesta risulta ancora inviata e la mia mente partorisce solo immagini di lei che si bacia con il fidanzato… altro che pensare a me.

Vado a dormire sconsolato ma prima alzo la suoneria del telefono a duecento decibel perché non si sa mai che accetti la richiesta stanotte e io non senta la notifica.

Dopo qualche ora di battaglia nel letto, suona la sveglia… più che aver dormito mi sembra di essere svenuto ed essere andato in coma.

Fitto mal di testa a darmi il buongiorno.

Corro in cucina e mentre accendo la macchina del caffè mi idrato con un succo d’arancia condito da frutta secca per avere un po’ di energia.

Preparo il mio espresso ristretto e lo appoggio sul tavolo.

Ma ad un certo punto il mio stato post letargo si interrompe e mi sovviene che io debba controllare il telefono!

Mi giro urtando il caffè che dolcemente si prende gioco di me scendendo e gocciolando su tutto il mobile della cucina.

Impreco pensando che se il buongiorno si vede dal mattino sarà una giornata memorabile.

Prendo il telefono con grande foga in mano e tento di sbloccarlo… pin errato… riprovo… pin errato… Paolo vorrai mica bloccare il telefono penso?

Al terzo tentativo sono dentro… mi sento un hacker del mio stesso telefono.

Richiesta accettata.

A noi due Isabelle Lazalte… oggi forse ti potrò finalmente rivedere!

Vediamo se ha messo un post sul nostro incontro.

“In Viaggio verso Honfleur per rivedere mia nonna… non vedo l’ora nonnina mia”.

Apro Google…sono in totale confusione mentale… ignoro questa località… realizzo che Honfleur è in Normandia… Svengo.

Passata un’ora dalla mazzata ricevuta cerco di riprendermi e realizzo che al bar, Isabelle mi avesse in effetti condiviso le sue origini francesi.

Quel post su facebook però è stato del tutto inaspettato ed estremamente doloroso.

Paolo iniziò a parlare da solo…Isabelle Lazalt… ecco come ti chiami… piacere io mi chiamo Paolo… al caffè non te l’ho nemmeno detto talmente ero nel pallone o forse sì ma non ricordo assolutamente nulla di cosa sia successo.

Paolo nei suoi primi 35 anni era sempre stata una persona estremamente equilibrata e ora all’improvviso sembrava come se avesse il cervello di un organismo unicellulare.

Era ora di andare a lavorare per Paolo ma la sua mente non poteva far altro che elaborare il pensiero di Isabelle che lo pressava come un martello pneumatico in testa.

Mi vesto per andare in ufficio ma una tristezza letale mi avvolge.

I miei sogni di vederla si sono completamente infranti a causa di quel tremendo post su facebook.

Entro in macchina e sono in viaggio verso l’azienda… anche il tempo non è dalla mia parte… una cappa di umidità preclude al cielo la sua voglia di splendere.

Mi sento in uno stato di malessere generale con senso di nausea, mal di testa e occhi pesanti e segnati.

Mi rendo conto di non essere in grado di lavorare perché l’unica cosa che vorrei in questo momento è vederla e parlarle.

Prendo il telefono in mano e mando un messaggio al mio responsabile… scusa ma oggi non sto per niente bene e non sono in condizioni di lavorare.

“Riprenditi… ci vediamo lunedì”

Risposta concisa ma ottengo quello che desidero e mi va bene così.

Apro Internet e cerco un treno per Honfleur e realizzo che il primo parte tra un’ora.

Ma quante fermate fa questo dannato treno?

Arrivo previsto ore diciannove.

Torno verso casa, il traffico non mi aiuta nell’impresa, parcheggio la macchina in garage e appena il tempo di preparare una mezza valigia e sono di nuovo pronto ad andare verso la stazione.

Mancano dieci minuti alla partenza del treno, riesco a fare un biglietto al volo e a mettermi in coda per prendere il treno.

Mi sento strano, quasi come se avessi avuto il famoso colpo di fulmine… il mio istinto è incontrollabile quasi primitivo.

Il treno arriva e io salgo consapevole che sia una follia e conscio di non parlare nemmeno Francese.

Mentre il treno si allontana ripenso alla mia vita e mi rendo conto che dopo tanti “no” detti e ricevuti sia giunta l’ora di diventare uno “Yes Man” e prendere in mano il controllo della situazione.

Cosa stai facendo Paolo?

Seriamente stai andando incontro ad una sconosciuta in Francia?

Non mi importa…meglio dormire.

Isabelle si era appisolata nel tragitto che la portava verso Honfleur.

All’improvviso l’annuncio che la risvegliò dal mondo dei sogni… “Prochaine fermè Honfleur”.

Sono arrivata pensa… finalmente rivedrò la mia adorata Nonna… sembrano passati secoli.

Non vedeva nonna Marie da tre anni, sempre presa tra lavoro, sport e la sua passione per la pittura che considerava un passatempo, con la speranza che un giorno potesse diventare il suo lavoro principale.

Isabelle era alta un metro e settanta e aveva tratti somatici italiani con particolari francesi di cui il suo nasino stretto e un po’ arricciato verso l’alto rappresentava una prova inconfutabile.

Capelli color castano chiaro luminoso… sì era appena regalata una seduta dalla parrucchiera che le aveva azzardato un taglio mosso con una frangetta sbarazzina che la rendeva irresistibile.

Le lentiggini sul naso e sulle guance rendevano infine un quadro già perfetto in un vero capolavoro d’arte moderna.

Era decisamente bella e ne era consapevole, ma non le era mai capitato di approfittare della sua bellezza nei rapporti con gli uomini.

Sapeva di essere un tipo di donna che piaceva, ma considerava lei e la sua vita come i fattori primari che avevano precedenza su tutto.

Quel giorno indossava un vestito floreale color pesca legato in vita con una sottile cintura nera.

Occhiali a goccia con montatura oro e lenti rosate, un trucco leggero e un lucidalabbra color ciliegia… un vero e proprio patrimonio dell’umanità.

Decide di fare il tragitto verso casa di sua nonna a piedi e quel giorno in giro per la città si poteva respirare un certo fermento.

Le barche dei pescatori stavano rientrando al porticciolo dalla pesca mattutina e portavano con loro le amate ostriche che per Isabelle erano la ghiottoneria più grande che poteva capitarle.

Avvicinandosi ad una barca ne comprò tre enormi, chiedendo al pescatore di aprirle per lei.

Il pescatore non poteva credere ai suoi occhi acciecato dalla bellezza di Isabelle che dopo aver spruzzato un po’ di limone si gustava le sue amate ostriche provando un senso di déjà-vu che le ricordava il passato.

Continuando la passeggiata verso casa di sua nonna, Isabelle si fermò a riflettere su quanto fosse bella la sua città.

Ma ad un tratto le sovviene il pensiero di Paolo…

Cosa starà facendo? Starà pensando a me?

All’improvviso da lontano riconosce la sagoma della nonna che piangendo le corre incontro.

Dopo un interminabile abbraccio e un pianto interminabile di gioia, nonna Marie sussurrò ad Isabelle, “Je suis fou de joie mon petit fleur… je t’aime en mourir”.

Quell’abbraccio sembrò interminabile e nonna Marie, sempre in lotta con i suoi tanti acciacchi per le ottantatré primavere che portava comunque in maniera egregia, era così emozionata che le lacrime scendevano come fossero le cascate del Niagara senza che potesse in alcun modo placarle…

Erano passati tre anni dall’ultima volta e si sentivano pesantemente sul cuore di Isabelle e nonna Marie.

Perché ci hai messo tanto Isabelle?

Lo sai che nonna non è eterna…

Nonna, quando avevo sei anni ti ricordi cosa ti ho chiesto?

Si amore della nonna… mi hai chiesto di non morire mai e sai che per te farei qualunque cosa, ma oggi sei una donna e lo vedi che tua nonna è molto affaticata…

Nonna non ci provare nemmeno… Una promessa è una promessa!

Con quel sorriso materno, che da sempre la contraddistingueva, nonna Marie, accarezzando i capelli della nipote prediletta, sussurrò… “Amore hai ragione, manterrò la promessa”.

Quel preciso istante, degno di un quadro di Monet, vedeva due donne di generazioni diverse, abbracciarsi in silenzio proprio sulla riva del porticciolo di Honfleur dove Isabelle passò la sua infanzia a cantare con i gabbiani, tra una vela e l’altra delle navi dei pescatori e con intorno casette colorate non sempre perfette che rendevano quella città il posto più bello del mondo.

Andiamo a casa nonna…ho bisogno di rivedere le mie cose e di rivivere la mia infanzia… prima però passiamo da DuPont che ho un assoluto bisogno dei suoi Macarons alla ciliegia.

Paolo, nel frattempo, era arrivato ad Auxerre e il treno faceva capolinea.

Il treno che l’avrebbe portato ad Honfleur sarebbe ripartito dopo un’ora e mezza e Paolo odiava perdere tempo.

Decise di uscire dalla stazione per assaporare piccole pillole di una delle città più affascinanti di Francia.

Il fiume Yonne quel giorno brillava e il sole disegnava cristalli colorati sull’acqua.

Lungo il fiume vide persone felici che conversavano, anziani che giocavano a scacchi con tavolini da campeggio e sedie colorate ripieghevoli.

Da lontano la Cattedrale Gotica di cui tanto aveva letto.

Il tempo stava volando e in un secondo la sua ora di libertà era evaporata.

Ci rivedremo presto Auxerre.

Forse è meglio che prenoti una sistemazione per la notte pensò Paolo immerso nei suoi pensieri più nascosti.

Cosa sto facendo? Sono davvero così disperato da inseguire una donna fino in Normandia…Dopo anni che non faccio un viaggio mi ritrovo a prendere un treno da dieci ore per andare ad Honfleur solo per una frase detta in un bar bevendo un caffè?

2022-11-09

Aggiornamento

Buongiorno! Il libro ha terminato la sua fase di editing e si procede spedito verso gli ultimi steps! Non vedo l'ora di sentire il profumo delle pagine di Ritrovarsi a Honfleur! Grazie a tutti!
2022-09-22

Aggiornamento

Buongiorno! Le domande su quando potrete leggere il libro mi rendono molto felice! Significa che ho suscitato davvero il vostro interesse nella lettura del mio romanzo.. Seguiranno aggiornamenti sulle varie fasi ma sappiate che la consegna è prevista per Febbraio 2023.. Manca tanto lo so.. ma l'attesa è sempre la parte più bella quando si desidera fortemente qualcosa! Buona giornata dal vostro scrittore preferito. Un abbraccio Stefano
2022-09-12

Aggiornamento

Il tempo passa ma l'emozione di tenere il libro in mano sale sempre di più... Anche se il crowdfunding è terminato potete ancora acquistare il libro "Ritrovarsi a Honfleur"! Fammi sapere cosa ne pensi e scrivimi a stefano.finotto@gmx.com Grazie Stefano
2022-07-01

Aggiornamento

Cari amici sono orgoglioso di comunicarvi che grazie al vostro impagabile supporto sono riuscito a raggiungere l'obbiettivo di vendere 200 copie del mio libro. Le sensazioni che avevo erano positive ma la conferma ha un gusto ancora più bello. Grazie di cuore perchè non lo considero minimamente scontato. What's next? Organizzare un evento di presentazione, parlare con librerie nella mia città, organizzare tutto ciò che può essere utile per continuare a fare numeri in questa meravigliosa campagna di prevendita. Per qualsiasi cosa sono raggiungibile a questa mail: stefano.finotto@gmx.com Grazie e ad maiora semper!
2022-06-14

Aggiornamento

Mancano solo 11 copie alla realizzazione del mio sogno... grazie di cuore a tutti coloro che hanno creduto in questo meraviglioso progetto.
2022-05-24

Aggiornamento

Buongiorno a tutti! Tanto è stato fatto, tanto è ancora da fare. Dopo 10 giorni di campagna siamo al 76% dell'obiettivo delle 200 copie. Ci tengo davvero tanto a raggiungere questo obiettivo per cui chiedo ancora la collaborazione di tutti per aiutarmi a condividere con tutti i contatti questo progetto! Ad maiora semper e rimanete sintonizzati! Il vostro scrittore Stefano.
2022-05-16

Aggiornamento

Dopo pochi giorni dall'inizio della campagna di crowdfunding abbiamo raggiunto il 65% delle prevendite necessarie per realizzare il mio grande sogno di pubblicare il mio primo romanzo: "Ritrovarsi a Honfleur". Questa prima fase della campagna è stata esaltante e mi sono trovato dentro ad un vortice di emozioni difficile da spiegare. La base di ogni esistenza deve proprio essere quella di provare emozioni perchè attraverso di esse alimentiamo il nostro bisogno primario di essere felici. Ma non voglio fermarmi qui. Sto lavorando su idee per continuare l'opera di diffusione del romanzo in più modalità possibili. Vi chiedo quindi di rimanere connessi per seguire tutti i prossimi emozionanti steps che ci attendono per il raggiungimento di questo grande sogno. Leggendo il libro potrete visitare con la mente e con il cuore un posto meraviglioso come nella foto che vedete in allegato. Aiutami a sognare!

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Stefano Finotto
Mi chiamo Stefano Finotto, ho 43 anni e sono un uomo che ha ricevuto in dono dalla vita un'anima gemella, mia moglie Simona e due figli meravigliosi Alessandro e Andrea.
Mi sono sempre considerato un uomo creativo con il chiodo fisso del "What's next".
Difficilmente riesco a placare la mia mente e cerco di impegnarla leggendo, studiando, scrivendo e cerco di soddisfare la mia quotidiana esigenza di apprendimento.
La passione per la scrittura nasce da un richiamo interiore di difficile spiegazione.
Ti svegli un giorno e senti un'esigenza primaria di raccontare qualcosa e anche se non sai cosa, capisci che devi farlo.
Diventa un punto ufficiale della mia to-do list e un giorno, quasi per scherzo, inizio a scrivere qualche frase su un foglio di carta.
Queste poche frasi si trasformano in pagine, capitoli e diventano un libro.
Il mio mantra è: Nulla è sufficiente se non è il meglio.
Stefano Finotto on Facebook
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