ANTEPRIMA NON EDITATA
«Sam, Saaam… i bei ricordi Sam, i bei ricordi!», era buio intorno a me, non riuscivo a vedere nulla, una leggera voce mi ronzava in testa, mi avventurai ad esplorare l’oscura stanza, non riuscivo a capire dove mi trovassi, mentre una voce nella mia testa gridava,
«Sam, prendi il controllo! Sam, sei tu a comandare!», non sapevo chi fosse, non capivo chi stesse gridando, non riconoscevo la voce, trovai un muro nero lucido, sembrava quasi uno specchio, rifletteva la mia immagine, non quella vera, in quel riflesso apparivo nella mia forma da licantropo, facevo davvero paura, facevo persino io fatica a guardarmi, l’immagine di me era fissa immobile, non seguiva i miei movimenti come quando sei riflesso in uno specchio, poi capii, ero intrappolato nella mia mente, stavo combattendo la mia parte oscura.
«Sam aiutami!», la voce si fece sempre più forte,
«Ryan!», gridai, era la sua voce, era in pericolo, ricordai tutto, stava affrontando me nella versione più folle che ci potesse essere, dovevo prendere il controllo, mi concentrai il più possibile sui bei ricordi, cominciai a pensare ai miei genitori, a mio fratello Timmy, a zio Ronald, per un attimo sorrisi, mi venne in mente quando mio padre passò un’intera mattinata ad insegnarmi a giocare a football, da allora ogni pomeriggio passavamo il tempo a giocare mentre Timmy ci rincorreva per tutto il giardino, mamma invece urlava ogni volta che rotolavamo a terra dicendoci di andare subito a fare una doccia o saremmo rimasti tutti e tre senza cena, poi mi passò in mente il ricordo di zio Ronald, un uomo praticamente perfetto sotto ogni punto di vista, un secondo padre, il giorno del mio diciassettesimo compleanno quando portò me e Gary a Las Vegas di nascosto dalla signora Stevens, ci divertiamo un mondo a bere e giocare al casinò con dei documenti falsi che era riuscito a procurare proprio zio Ronald ed infine una volta tornati a Washington D.C. mi regalò una collana con un amuleto in pietra su cui vi era raffigurato un lupo, apparteneva a mio padre.
D’un tratto ripensai al giorno della morte dei miei genitori e mio fratello Timmy, poi alla scomparsa di zio Ronald, sprofondai in un’immensa tristezza, i bei ricordi non riuscivano ad aiutarmi per riprendere il controllo, poi di colpo vidi un ghigno malefico nel mio riflesso, mi concentrai il più possibile sui bei ricordi, non so per quale assurdo motivo ma mi venne in mente Sophie, trovai il coraggio di affrontare la mia parte animale, ma non sapevo come, vedevo il riflesso immobile mentre io ero nel panico, poi capii… dovevo solo accettare quella parte di me, guardai il riflesso, tesi la mano verso di esso e la poggiai sullo specchio, fece lo stesso, le nostre mani si toccarono e di scatto fui scaraventato via dalla mia mente, avevo finalmente accettato quella parte di me senza averne paura.
«Sam, Sam siamo amici, siamo amici Sam!», ripresi il controllo del mio corpo, guardai alla mia destra e notai il braccio alzato con i lunghi artigli all’estremità, il braccio sinistro teneva Ryan bloccato per terra con una mano sul suo petto, allora intuì, la mia parte animale voleva squarciargli la gola e bere il suo sangue da una coppa d’argento,
«Ryan!»,
«…Sam, ce l’hai fatta, che sollievo!» disse respirando profondamente,
«si amico ce l’ho fatta, grazie a te!», schioccai le dita e tornai alla mia forma umana, aiutai Ryan ad alzarsi,
«cos’è successo di preciso? Non dovevi avere tutto sotto controllo?»,
«non mi va di parlarne per adesso, sappi solo che ho decisamente sottovalutato le tue capacità!», risi,
«grazie mille!»,
«ma non riprovare a squarciarmi la gola o la prossima volta ti troverai tu in pericolo di vita!», risi di nuovo,
«ricevuto amico, adesso torniamo indietro!», lo accompagnai alla sua auto e tornammo da Gary e Sophie.
Tornammo al bunker di Ryan, una volta entrati trovammo Sophie da sola a giocare ai videogames,
«bentornati, com’è andata? Siete stati via molto!» disse Sophie,
«per poco non lo facevo secco!» dissi,
«naah! Avevo tutto sotto controllo, l’ho solo fatto sfogare un po’! Dove si è cacciato l’idiota?»,
«credo sia leggermente triste, sapete l’ho stracciato a tutti i videogames!»,
«un vero assassinio per il suo orgoglio!» dissi sorridente,
«giuro ragazzi, non so quale sia il suo trucco ma sono sicuro che bari! Cioè ha battuto me non ad uno ma ben a venti videogiochi!» disse Gary spuntando dalla stanza in cui vi era il letto di Ryan, sembrava davvero sconvolto, Ryan ed io non riuscimmo a trattenerci dal ridere,
«non ho barato idiota! Sono semplicemente più brava di te!», Sophie gli fece la linguaccia,
«impossibile!»,
«rivincita?»,
«accetto!»,
«bene ragazzi, io e Ryan ne approfitteremo per riposare un po’, siamo stremati, conviene anche a voi riposare, stasera andremo a caccia di wendigo!»,
«puoi dirlo forte amico, diamo fuoco a quell’inutile bestiaccia!» replicò Ryan,
«…e riprendiamoci i miei genitori e lo zio di Sam!»,
«vuoi giocare si o no?», come sempre gelammo tutti Gary con lo sguardo, tranne Sophie, in effetti lei lo gelò mettendo in mostra le zanne da vampiro,
«ok forse è meglio riposare un po’…», ridemmo e poi
andammo a riposarci per la grande sfida.
Mi svegliai, erano le 23:07, cominciai a fare esercizi per riscaldare i muscoli e nel frattempo provare la mia
trasformazione, Gary stava studiando un piano per impedire al wendigo di scappare, Sophie si mise a rifare i letti e Ryan si munì di armi e munizioni sotto il lungo giaccone nero, notai i pesi di Ryan in un angolino, li unì per un totale di 375 Kg per lato, i ragazzi mi guardarono stupiti, Ryan tentò di fermarmi,
«Sam non credo sia una buona id…», non fece in tempo a finire la frase che rimase di sasso,
«figo!» esclamò Gary stupefatto, grazie alla mia
trasformazione ero riuscito ad alzare tutti quei chili con facilità, quasi fossero gomma piuma.
Salimmo sulla barracuda nera e ci dirigemmo verso il National Mall, tutti sapevamo che il wendigo era un’abile cacciatore di giorno e infallibile di notte, era una missione davvero pericolosa ma sapevamo che se non fossimo
intervenuti e avessimo temporeggiato ancora un altro giorno avremmo causato altre vittime.
Arrivammo in una decina di minuti, Gary rimase in auto visto che era l’unico non addestrato, andammo avanti io, Sophie e Ryan,
«eehi wendigo, è pronta la pappa vieni a prenderci!», Ryan sapeva come istigare una persona o meglio ancora una mostro, d’un tratto una sagoma si fece avanti, eccolo era lui,
«ma che piacevole sorpresa, del cibo spontaneo!», la sua voce era pesante, forte, oscura, insomma terribile, la prima volta non ebbi modo di inquadrarlo bene, stavolta era proprio lì davanti a me, era una creatura strana, corpo scheletrico, metà uomo e metà qualche strano animale, forse un alce, delle lunghe corna intrecciate spuntavano proprio sulla sua nuca, era alto più di due metri, il viso era umano, trasmetteva in un solo sguardo una cattiveria paurosa, fece un movimento col naso per odorare intorno a sé,
«un vampiro, un cacciatore ed un lupo, un trio davvero esilarante!» esclamò scoppiando in una risata,
«non riderai molto dopo che ti avremo ucciso!», le minacce di Sophie la rendevano davvero sexy,
«allora? Vogliamo dare inizio alle danze?», il wendigo si fece avanti con una velocità spaventosa, io e Sophie sfoderammo artigli, zanne e tutto il resto in meno di un secondo e respingemmo il suo attacco in grande stile,
«allora, dov’è mio zio?»,
«che vuoi che ne sappia io? Non mangio carne di lupo, ma c’è sempre una prima volta!», cominciò a ridere, da dietro Ryan lo attaccò con una spada, cercò di colpirlo alla nuca ma il wendigo si spostò velocemente e lo schiantò contro un albero con la sola forza di un calcio, Sophie lo attaccò con i suoi artigli, il wendigo la respinse facilmente bloccandolo le braccia e scaraventandola a terra, toccò a me affrontarlo, saltai da un albero all’altro cercando l’effetto sorpresa, sembrava che il piano riuscisse bene, mi avventai su di lui accecandolo con i miei micidiali artigli, ebbe comunque la prontezza di colpirmi con i suoi alla schiena mentre ero in caduta verso il suolo, ci riprovò Ryan che stavolta mirò ad un polpaccio e lo colpì, il wendigo urlò per il dolore agli occhi e alla gamba, poi Sophie gli inflisse un colpo al petto, mi avventai su di lui per farla finita, d’un tratto imitò la voce di mio zio,
«Sam, aiutami Sam, mi hanno catturato, aiutami ti prego!», rimasi immobile, ero al quanto scombussolato, tremavo, risentire la voce di zio Ronald mi aveva letteralmente spiazzato, il wendigo scoppiò in una risata senza fine e notai che stava per darsela a gambe con una velocità assurda,
«adesso Gary!» gridai, attorno a noi si accese un cerchio di fuoco, era stata un’idea di Gary, avremmo dovuto intrattenere il mostro mentre lui accerchiava il campo di battaglia con truciolato e benzina in caso di fuga, l’unica arma in grado di sconfiggere un wendigoera il fuoco allora decidemmo di intrappolarlo costringendolo a lottare,
«sei in trappola mostro! allora dove sono i nostri familiari?» chiesi,
«mi dispiace, non sono al corrente di nessun rapimento!»,
i wendigo sono creature perfide e subdole, sanno bene come mentire, Sophie lo colse di sorpresa ferendolo all’altra gamba, Ryan lo infilzò al petto con la sua spada, era stato neutralizzato ma sarebbe stata solo questione di tempo affinché si riprendesse grazie alla guarigione veloce, mi avventai su di lui con una rabbia spaventosa, lo afferrai per il collo gettandolo a terra, lo avevo in pugno stavolta,
«allora ti decidi a parlare si o no?», continuava a ridere, mi diede davvero sui nervi, alzai il braccio destro mentre con quello sinistro lo tenevo bloccato a terra,
«allora? Hai qualcosa da dire?», imitò ancora una volta la voce di zio Ronald,
«Sam…», feci scendere rapidamente il braccio squarciandogli la gola con gli artigli, infine lo alzai di peso lanciandolo tra le ardenti fiamme del cerchio.
Era finita, avevamo sconfitto il wendigo e con lui avevamo perso ogni speranza di ritrovare i nostri cari, non avevamo più una pista da seguire, la missione era fallita prima ancora di cominciare, mi gettai a terra disperato, deluso, amareggiato,
«ehi amico, lo troveremo te lo prometto, li troveremo tutti!», Gary cercò di risollevarmi su il morale,
«su ragazzini, cosa sono quelle facce da funerale? Ricordo di avere promesso che vi avrei offerto il mio aiuto o sbaglio? Sveglia, sono un cacciatore, trovare mostri è il mio lavoro!», Ryan riuscii ad accendere ancora una speranza nei nostri cuori, se c’era qualcuno in grado di ritrovarli di certo quello era lui, abbozzai un sorriso e mi rialzai più determinato che mai, non era ancora finita, non mi sarei dato per vinto così facilmente e lo stesso i miei amici.
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