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Sangue bianco

La campagna di crowdfunding è terminata, ma puoi continuare a pre-ordinare il libro per riceverlo prima che arrivi in libreria

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Consegna prevista Ottobre 2022

Una tempesta di neve costringe due persone profondamente diverse tra loro a rimanere imprigionate in una baita di montagna. Simone, uno sprovveduto escursionista che si era avventurato sugli Appennini nel tentativo di trovare la morte, viene accolto da Arthur, burbero proprietario di casa, con degli oscuri segreti provenienti dal passato.
Nel corso della permanenza forzata all’interno dell’abitazione, i due protagonisti inizieranno a sviluppare una diffidenza che li spingerà ad azioni sempre più brutali, nel tentativo di scoprire la vera natura dell’altro. Al centro delle paranoie di Simone, l’ordine categorico di non entrare all’interno di una specifica stanza della baita, la cui chiave è costantemente tenuta al collo di Arthur. Spinto dai dubbi sulle sue reali intenzioni, Simone farà di tutto per guadagnarsi l’accesso a quella stanza. Ma il giovane escursionista è tutt’altro che innocente: nasconde dei segreti che il proprietario di casa è intenzionato a scoprire.

Perché abbiamo scritto questo libro?

Sangue Bianco nasce da una sfida che ci siamo posti: riuscire a scrivere un romanzo a quattro mani in maniera asincrona. Ognuno di noi due poteva controllare solo il proprio personaggio, senza comunicare direttamente con l’altro autore e senza poter prendere decisioni assieme; in questo modo era impossibile avere idea di cosa l’altro avrebbe scritto e, allo stesso tempo, le reazioni e le azioni dei due protagonisti sarebbero risultate il più possibile realistiche e imprevedibili.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Il tempo continuava inesorabilmente a scorrere; la neve continuava di gusto a ricoprire la baita, non curante di quanto stesse accadendo nell’abitazione, forse divertita dal paradosso di contenere all’interno di una stanza due mostri tanto perversi ma che ironicamente non avevano sputato neanche una goccia di sangue. Sembrava quasi come se stesse volontariamente aumentando la permanenza dei due all’interno della baita, al fine di testare un qualche strano tipo di esperimento psicologico sui due: un tentativo di vedere qualche interessante reazione da poter studiare.

Eppure era solo neve…

Arthur sapeva bene che le speranze di Simone di una squadra di soccorsi che li stava cercando era qualcosa di impossibile: a malapena sapevano dell’esistenza della baita, non si aspetterebbero mai che qualcuno ci viva tutto l’anno; inoltre il ragazzo è arrivato qui su col tentativo di uccidersi e di far sparire il proprio cadavere, quindi non potevano esserci persone che sapevano dove si trovava. Anzi, mite e pieno di problemi qual’era probabilmente nessuno sapeva neanche della sua esistenza.

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I pensieri di Arthur stavano iniziando ad innervosirlo, sempre un pochino di più man mano che passavano le ore, ma non voleva perdere il controllo; almeno non per primo.

La notte era ormai alle porte e non aveva intenzione di dormire: non si fidava di Simone e non avrebbe abbassato lo sguardo per nessun motivo al mondo.

Avrebbe voluto finirsi la bottiglia di Whiskey sul tavolino, ma preferiva non permettere all’alcool di calmare i suoi sensi: doveva essere lucido, calmo, attento a quanto lo stava circondando.

Simone era un pericolo, ma quella era casa sua, non si sarebbe lasciato fregare con così poco.

Dentro al bagno di casa nella testa di Simone ardeva un’ostica discussione:

“Certo che ci siamo cacciati proprio in un bel guaio è?!”

“Sta zitto, sta zitto, non ti voglio più ascoltare: è tutta colpa tua se adesso sono in questa situazione, con quel pazzo di là che vuole solo vedermi morto! per quanto lui possa resistere e dire di essere cambiato lo so che alla fine ci finirò secco!”

Intanto girava intorno nel piccolo bagno su e giù facendo attenzione a non incrociare il proprio sguardo nello specchio accanto a lui.

“Beh, non vedo quale sia il problema, era il tuo intento no?! Adesso lo sa anche lui, può alleviare le tue pene.”

“Era il mio intento prima… e forse lo sarà in futuro… sinceramente sono confuso, non lo so se il suicidio è la via giusta, ma so per certo una cosa… l’ultima immagine che dovrò vedere di certo non sarà la faccia di quell’uomo, assolutamente no; prima esco da questa situazione e poi penso al mio futuro.”

Simone muoveva freneticamente le mani grattandosi di tanto in tanto i palmi tanto da lacerarsi il dorso di una di queste già indebolito dal freddo subito.

“Posso intanto complimentarmi per la tua splendida interpretazione di prima, niente labbra tremolanti, niente sudore, sembrava proprio che volessi farti uccidere da lui…”

“Non sei divertente!”

“No no, sono serio, sono molto orgoglioso, sembra che una certa parte di me qualche volta prenda il sopravvento in te, stiamo facendo progressi.”

“Stai zitto, per favore…”

La mano iniziò a sanguinare, subito la sciacquò nel lavandino cercando di non guardarsi allo specchio sopra di esso, la paura di non vedervi raffigurata la propria faccia era stupida e infantile, ma in quel momento non c’era un singolo pensiero razionale nella sua testa.

Subito dopo essersi “curato” la mano si girò e guardò la finestra del bagno. Non sapeva che fare e l’idea di scappare si faceva sempre più insistente; provò ad aprirla ma la neve continuava a scendere fitta senza far intravedere niente al di là di un metro. Allungò la mano ferita fuori per constatare il livello d’intensità della nevicata; questa si fece completamente bianca dopo pochi secondi.

Richiuse le ante e iniziò ad imprecare sottovoce contro una situazione che ormai gli era completamente sfuggita di mano.

Prima di uscire dal bagno riguardò verso il lavandino, e con coraggio alzò lo sguardo sempre più in alto fino allo specchio… il volto era il suo e di nessun altro.

Tirò un sospiro di sollievo, prese un asciugamano, ci si avvolse dentro il pugno sano e con un colpo secco ruppe in pezzi l’odiato pezzo di vetro e chi c’era dentro.

Dopo riaprì la finestra buttando i cocci taglienti nell’innocente neve.

Si riguardò la mano ferita, dove adesso la neve si era sciolta e si era unita al sangue raggrumato nella piccola porzione di pelle tra le nocche ed il polso… una piccola goccia di sangue bianco iniziò a colare per terra, Simone si asciugò la mano sui vestiti e con forza pestò ciò che era gocciolato in terra come se dovesse spegnere una cicca o uccidere una formica.

Il sangue e la neve non dovrebbero mai entrare in contatto. Troppo dolore in qualcosa di candido e puro. Troppa bontà per guarire qualcosa di marcio per definizione.

2022-04-30

Aggiornamento

Sangue Bianco ha raggiunto l'obiettivo della campagna! Per noi significa veramente tanto e ci teniamo a ringraziare tutti coloro che hanno deciso di darci fiducia e hanno creduto nel nostro progetto. Raggiungere le 200 copie non è stato semplice, ma grazie al vostro contributo e al vostro supporto oggi possiamo festeggiare un evento molto speciale, per questo dedichiamo una birra ad ognuno di voi. Ora inizierà la fase di editing e di verifica per farvi arrivare il libro nella migliore versione possibile. Alla vostra e a presto. Riccardo e Francesco

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Francesco Gatti e Riccardo Valentini
Francesco Gatti nasce a Roma nel giugno del 1994. dopo aver conseguito il diploma di maturità scientifica si iscrive alla facoltà di Lettere dell'Università degli studi di Roma Tre, conseguendo la laurea nel novembre del 2018. Nel 2015 pubblica il suo primo libro: “Nove Menti in Una” (Edizioni Opposto – collana “Under 28”); dal 2015 al 2016 collabora con la casa editrice “Edizioni Conoscenza” e con la rivista “Articolo 33”; nel 2017 pubblica la sua prima raccolta poetica: “L'Urlo degli Anonimi” (Arduino Sacco Editore). Fra gli interessi, oltre alla narrativa e la letteratura, vi sono psicologia, filosofia e musica. Dal 2018 si cimenta nello sviluppo di videogiochi, credendo fermamente che questi rappresentino la forma più completa di narrazione raggiungibile nell’epoca moderna; nel 2021 rilascia il suo primo videogioco: “Nightmare Zone”.

Riccardo Valentini nasce a Roma il 23 settembre. Dopo il diploma di maturità scientifica si iscrive alla facoltà di Lettere Moderne all'Università degli studi di Roma Tre, laureandosi nel 2018. Nel 2017, tramite la casa editrice romana Arduino Sacco, ottiene la sua prima pubblicazione: “Una cattiva giornata”, una raccolta di racconti collegati tra loro da un'unica trama comune. Nel 2016 pubblica per la rivista “ART33” (N.2 ) il racconto “Accadde una notte”; nel 2018 pubblica per la rivista “Sentiero Rosacrociano” (N.52) il racconto “Il vecchio e il pesce”. Oltre alla letteratura, è appassionato di musica, fumetti, McNuggets e magliette nere a maniche corte. Crede fermamente che un giorno riuscirà a campare scrivendo libri, anche se ad oggi la cosa non sta funzionando.
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