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Sogni di Cristallo

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Consegna prevista Dicembre 2024

Fu proprio in quel piccolo foro che trovai un cristallo della grandezza di una mano, di un rosso intenso, incastonato in una sfera trasparente. Lo presi con attenzione, e con mia grande sorpresa, appena lo avvicinai al petto iniziò a pulsare al ritmo del mio cuore. Le parole udite poco prima risuonarono nella mia mente: “Il tuo cuore lo renderà più efficace e sarà il suo scudo.”
Diario di Dora 1959

Nella stanza dei ricordi, avvertii l’essenza del mondo antico, con la conoscenza e il sapere dell’umanità racchiusi in una grotta magica. Mi chiesi se questa esperienza così intensa, avrebbe avuto un impatto sul mio viaggio nel tempo. Una profonda paura si fece strada dentro di me, ma ricordai le parole di mia madre: la paura può diventare un alleato se impari a gestirla.
Diario di Alicia 2046

Perché ho scritto questo libro?

L’esigenza di scrivere il mio libro nasce da un sogno straordinario che ha aperto la porta ad un mondo di possibilità narrativo, spingendomi a dare voce alle storie che si intrecciano nella trama della mia esistenza. Con il mio libro desidero condividere le emozioni, i sogni e le esperienze che hanno plasmato la persona che sono diventata. Il mio messaggio è trasmettere magia e speranza a chiunque si immerga nelle sue pagine.

Diario di Dora

                                                                                                                                            01/05/1959 “I Sogni”

La prima volta che le mie mani sfiorarono il Cristallo, non avevo ancora compreso gli incredibili eventi destinati a segnare la mia esistenza. Perché proprio io? A cosa mi sarebbe servito? Interrogativi che hanno affollato la mia mente per anni, e, nonostante i miei sforzi nel cercare risposte, il velo del mistero persisteva. Ogni volta che i tormenti dell’incertezza mi assalivano, trovavo rifugio nella scrittura. Oggi, tuttavia, ho deciso di iniziare questo diario con una finalità ben precisa: so che queste pagine non saranno d’aiuto a me stessa, ma a qualcun altro. Ma andiamo al punto di partenza.

Quando i miei genitori mi regalarono il mio primo diario, avevo appena compiuto sei anni. La scoperta del potere della scrittura era appena iniziata per me, e ricordo vividamente il modo in cui ogni pagina diventava il palcoscenico dei dettagli che mi circondavano: chi erano mamma e papà, la scuola, i miei compagni e le passioni che rendevano ogni giornata un’avventura indimenticabile. Sebbene quel primo diario sia andato perduto, la sensazione di quel momento persiste: la penna danzante sul foglio, la corsa lenta della mia mano e l’emozione che trasformava i pensieri in parole scritte.

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  Le notti sono sempre state il mio rifugio, un portale segreto per esplorare mondi sconosciuti. Da bambina, scrivere era il mio passaporto per l’ignoto, una chiave che apriva le porte delle sensazioni più profonde e misteriose. Ricordo vivamente quelle notti in cui il mio corpo, immerso in uno stato di dormiveglia, sembrava varcare un tunnel luminoso, catapultandomi in una dimensione misteriosa e al contempo familiare.

    In quel momento, la mia anima si separava dal corpo disteso sul letto, e mi ritrovavo a fluttuare sopra di esso, con l’universo come sfondo. Un’emozione intensa mi risvegliava, ma quella sensazione di sospensione tra cielo e terra rimane ancorata a me come nuvole bianche in attesa di trasformarsi e tornare all’infinito.

   Oggi, ventenne, i sogni sull’universo continuano a regalarmi benessere. Spesso sogno di volare su una casa volante tra pianeti sconosciuti e l’immensità delle galassie, dove il tempo scorre senza paura, rafforzando nuove consapevolezze. Questa sensazione d’infinito mi attraversa all’improvviso, svegliandomi in uno stato di completo benessere.

   Esiste una fase del sonno in cui percezioni e pensieri inconsci ci connettono con il nostro io più profondo, con l’anima. I sogni diventano il terreno fertile di ogni possibilità. C’è chi li vede come riflessi dell’inconscio, esplorando desideri proibiti, e chi li interpreta come frammenti confusi della vita quotidiana, veicoli di simboli astratti difficili da decifrare.

   In questo viaggio notturno attraverso l’universo dei sogni, ho imparato che la mente è un vasto oceano inesplorato e la penna, la mia fedele compagna, è la nave che solca le acque della mia immaginazione. Ogni pagina diventa una mappa di nuove terre da esplorare e di emozioni da scoprire.

  Il buio della notte diventa il palcoscenico dove i sogni, come gentili ospiti, bussano alla mia porta. Quando decido di aprirgli, si insinuano nella mia realtà come una brezza misteriosa, portando con sé frammenti di vita da tempi lontani e luoghi remoti. In questa danza onirica, il passato si mescola al presente, e il futuro si svela attraverso una serie di visioni intrise di mistero.

  Rivivo momenti carichi di intensità, viaggiando nel tempo e nello spazio dove le emozioni sgorgano come fiumi in piena. La trama dei sogni si dipana, rivelando segreti, passioni, tristezze, gioie, paure e frustrazioni. Inizialmente, queste emozioni si presentano come un labirinto confuso, ma presto trovano una loro logica, un senso profondo nel loro disordine apparente.

   Mi avventuro verso mete sconosciute, in un viaggio senza limiti, rifugiandomi o fuggendo a seconda della natura di ogni sogno. Talvolta, il futuro si dipinge davanti a me come un quadro ancora da completare, anticipando eventi a me sconosciuti, come se il sonno fosse una profezia di quello che verrà.

   Anche il mio nome, Dora, ha una storia magica, manifestatasi nei sogni di mia madre. Dopo anni di speranze e tentativi di concepire, il destino si rivelò in una notte speciale. Mia madre sognò di una donna di nome Dora che le consegnava un misterioso regalo. Inizialmente titubante, ma dopo un breve istante di riflessione, decise di accettare quel dono destinato a lei. Circa due mesi dopo quel sogno, la gioia dell’attesa si concretizzò quando mia madre rimase incinta, decidendo di chiamarmi proprio come quella figura onirica.

   Il significato intrinseco del mio nome, “Dono” o “Regalo”, si svelò in seguito grazie alle parole di una sagace signora del nostro paese. Quando condivisi questa scoperta con mia madre, la connessione tra il sogno e la mia esistenza prese vita. Ero davvero un dono, un regalo prezioso per la mia famiglia.

In quel momento, forse non comprendevo appieno la portata e lo scopo della mia vita, ma sentivo che c’era un significato profondo dietro questa storia. Era come se il mio destino fosse stato predeterminato dal respiro sottile di un sogno, aprendo le porte a una vita che avrebbe svelato il suo scopo con il passare del tempo.

Vivo a Piana degli Albanesi, un luogo che mantiene intatte le sue radici e tradizioni. I nostri antenati, provenienti dall’Albania, si stabilirono qui molti anni fa, integrandosi con la popolazione locale e preservando le proprie usanze, dalla lingua alla letteratura, sino alle tradizioni religiose. Parliamo due lingue distintive, e durante le festività natalizie e pasquali, sfoggiamo con orgoglio i nostri costumi tipici, ricamati con fili d’oro e d’argento, che sfilano tra le strade del corso principale. L’atmosfera in quei giorni è permeata di gioia e folklore.

In questo angolo di paradiso, immerso in una natura incontaminata, l’aria è pura rispetto alla città, dove le fabbriche generano tristezza e inquinamento. La mia casa in pietra si trova a breve distanza dal magico lago, un luogo che ha sempre rappresentato il mio rifugio nei momenti cruciali della mia vita.

Un giorno, mentre scendevo la collina che conduce al lago, mi fermai e mi sdraiai sull’erba. Chiusi gli occhi e dentro di me risuonarono queste parole: “Quando ci fermeremo sulla collina, le nostre mani attireranno amore infinito.” Sembrava quasi che qualcuno mi sussurrasse queste parole all’orecchio, e in quei momenti di suggestione, mi fermavo a guardare attorno. Un brivido attraversava il mio corpo e la mia mente, solo per svanire improvvisamente.

Il lago si erge come il custode silenzioso dei miei pensieri più intimi, un confidente fedele a cui mi piace svelare le emozioni che sfuggono all’occhio umano. In quel rifugio naturale, credo fermamente che la magia si nasconda, un incantesimo palpabile solo agli occhi del cuore. Ogni tramonto, ogni panorama mozzafiato sembra custodire un’essenza superiore, un segreto universale che si svela solo a chi sa guardare al di là della superficie.

Le acque tranquille del lago fungono da specchio per l’anima, riflettendo non solo il cielo sereno, ma anche i riflessi più profondi delle mie emozioni. È come se la natura stessa partecipasse a un dialogo segreto, sussurrando al mio cuore i misteri della vita.

In questo rifugio sereno, sento che la connessione tra la terra e l’anima è palpabile, e la bellezza del paesaggio diventa un portale per immergersi nell’infinito. Ogni onda che accarezza la riva sembra portare con sé una melodia sottile, un canto antico che risuona nel profondo della mia essenza.

Con mio padre, spesso andiamo in paese a vendere il raccolto ai mercanti provenienti dalla città. La nostra ricotta è molto apprezzata, e papà mostra un attaccamento profondo alla terra e ai suoi frutti. A volte sembra che parli con pomodori e patate, e quando lo fa, io e mamma scoppiamo a ridere mentre lui si offende e va nella stalla a chiacchierare con cavalli, pecore e maiali. “Menomale che ho voi che mi ascoltate senza giudicare; quelle due non capiscono niente”, dice sempre papà, accarezzando le pecore. Contribuisco spesso ad aiutarlo con gli animali, ma la mia passione principale è cucinare con mamma. Non sopporto quando dice: “Sarai una brava moglie.” Amo cucinare semplicemente per il piacere di farlo, e mentre le altre ragazze sognano di trovare un fidanzato, io preferisco dedicarmi a preparare cibi deliziosi per le persone a cui voglio bene: i miei genitori, i vicini, i parenti. Il profumo del mio pane inebria tutti i presenti. Metto amore in ogni piatto e credo che gli altri possano percepirlo. Quando papà assaggia i miei piatti, resta in silenzio con gli occhi chiusi, gustando intensamente ogni boccone. Alla fine, mi dice sempre: “Tu riesci a fare magie col cibo.” È un’esperienza di alchimia fatta di odori e sapori, dove chi assapora i miei piatti si sintonizza con le mie emozioni. In quei momenti, mi sento davvero felice.

E poi ci sono i cavalli. A otto anni, mio padre mi insegnò a cavalcarli. L’affetto per questi nobili animali è diventato un legame indissolubile, un’ardente passione alimentata da fiducia reciproca, grazia e una connessione spirituale. Tra le dolci curve delle loro criniere e l’energia che trasmettono ad ogni passo, si cela un’affinità unica capace di colmare l’anima di chi li ama, creando un legame intenso al di là delle parole. Sento una sensazione di libertà quando cavalco il mio Alex lungo il lago; tutto scorre veloce, e mi immergo nella natura incontaminata.

Il vento sfiora i miei capelli, e le mani stringono saldamente le redini per sentirmi più sicura. Quando raggiungo il mio albero speciale, scendo e mi siedo accanto ad esso; il mio sguardo si perde nel riflesso del lago. In uno di quei giorni, mi distesi sotto l’ombra dell’albero, dove una fresca brezza accarezzava il mio viso. In questa meravigliosa sensazione, chiudendo gli occhi, iniziai un viaggio dentro di me.

Il mio respiro si fece sempre più profondo, e il peso del mio corpo svanì. Ero così leggera che sembrava fluttuassi sull’erba. Immagini apparvero davanti a me; ero ancora lì, ma in una dimensione diversa. Tutto intorno sembrava una onda magnetica, persino il lago assumeva colori e forme nuove. Poi una luce abbagliante tagliò i monti in due; quel fascio luminoso indicò un punto specifico, e vidi una casa volante con persone all’interno.

In un primo momento, credevo fosse uno di quei sogni vividi che mi assalgono di notte, ma quando mi resi conto di essere completamente sveglia, attribuii l’insolito scenario alla mia fervida immaginazione. Poi, riflettendo sui delicati confini tra sogni e realtà, mi colse il sospetto che tutto potesse essere autentico. Quell’istante, l’avevo realmente vissuto? Le nuove dimensioni sembravano dispiegate di fronte a me, palpabili, e io, estasiata, potevo percepirle nell’aria circostante.

2024-04-09

Aggiornamento

Buongiorno a tutti! 😍 Sto per raggiungere le 200 copie di preorder e voglio celebrare con voi con l'estrazione di questa magica bambolina fatta a mano. Continuate a sostenermi, manca davvero poco al traguardo! 🌟
2024-03-19

Aggiornamento

Sono felice di scriverti per esprimerti la mia più profonda gratitudine per aver effettuato il preorder del mio libro "Sogni di Cristallo" tramite il crowdfunding. Il tuo sostegno significa molto per me e mi riempie di gioia sapere che credi nel mio lavoro.

Il tuo contributo non solo mi permette di portare avanti questo progetto che mi sta tanto a cuore, ma mi dà anche la fiducia e l'energia necessarie per continuare a coltivare la mia passione per la scrittura.

Vorrei invitarti a condividere il nostro progetto con i tuoi amici, familiari e colleghi. Ogni supporto e ogni parola di incoraggiamento sono preziosi per noi e possono aiutare a far conoscere il libro a un pubblico più ampio.

Ancora una volta, grazie di cuore per aver creduto nel mio sogno. Non vedo l'ora di condividere con te il frutto del mio lavoro e spero che "Sogni di Cristallo" ti regali emozioni e avventure indimenticabili.

Con affetto,

Ketty

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Ketty Falsaperla
Sono Ketty Falsaperla, nata a Catania nel 1976, ho iniziato la mia carriera lavorativa a 22 anni come sales assistent presso la Rinascente di Palermo. Da un anno sono anche una Networker nel settore del benessere. Oltre la scrittura, coltivo passioni artistiche come la pittura e la musica. Anche la cucina è diventata il mio laboratorio creativo. Sognatrice con uno sguardo al futuro, trovo ispirazione nella bellezza che mi circonda.
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