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Sol della Creazione - La Torre Elisya

Sol della Creazione - La Torre Elisya

La campagna di crowdfunding è terminata, ma puoi continuare a pre-ordinare il libro per riceverlo prima che arrivi in libreria

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Consegna prevista Novembre 2022
Bozze disponibili

Sol, uno schiavo del castello di Mann, quattro anni dopo essersi risvegliato in un villaggio senza ricordi, si ritrova improvvisamente protagonista di spiacevoli incidenti che lo portano quasi alla morte, ma gli permettono di incontrare una ragazza di nome Nina, indomabile come il fuoco.
Lei e le chiavi magiche che porta al collo, in grado di plasmare la materia, fanno parte del passato di cui Sol non ha ricordi.
Così mosso dalla speranza di tornare alla sua vera casa Sol si imbarca insieme a Nina in un viaggio rocambolesco, pieno di insidie e ricordi che il ragazzo aveva dimenticato e che gli sveleranno chi era.
Ma quanto di questo viaggio cambierà Sol?

Perché ho scritto questo libro?

Il fantasy è la mia passione. Vedere persone costruire mondi interi solo grazie alla propria mente mi ha sempre affascinata, quindi ho deciso che lo avrei fatto pure io e quando Sol si è presentato alla mia porta sapevo che lui era quello giusto, che sarebbe stato il paladino del mio mondo.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Prologo

L’unica cosa che riuscivo a ricordare era quel fastidioso bianco che possedeva i miei occhi e una mano che cercava di afferrarmi.

Era lontana, però riuscivo a sentirne il calore.

Lo ricordavo così intensamente, era piacevole, era familiare, era unico.

Era qualcosa che desideravo con tutto me stesso.

Anch’io cercavo di raggiungerla disperatamente, come se fosse necessario per la mia sopravvivenza.

Perché siamo così lontani?

Non riuscivo a vedere a chi appartenesse quella mano, ma sentivo che era importante per me e io per… chi?

Chiunque fosse, così mi piaceva credere.

Poi arrivò il buio.

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Era dannatamente freddo, volevo sentire ancora sulla mia pelle quel calore ma era scomparso.

L’oscurità si aggrappò a me e mi trascinò in fondo, non permettendomi di scappare e, proprio cullato da quel freddo e da quell’oscurità, mi addormentai.

In quel momento qualcosa si strappò.

Qualcosa di veramente importante.

Faceva male.

Stavo sprofondando.

Riaprire gli occhi fu qualcosa di nuovo ed inaspettato. Era come se mi fossi risvegliato da un lungo sonno, appena schiuso come una crisalide.

C’era un fischio assordante nelle mie orecchie e l’unica cosa che sentivo era una stanchezza che ricadeva sul mio corpo immobile ed intorpidito. La mente era vuota.

Vedevo solo il viso sorridente di una donna dalle labbra sottili e rosee, il viso magro, la pelle chiara e gli occhi castani mentre qualche ciocca scura le ricadeva elegantemente sulla fronte e sulle guance.

Non l’avevo mai vista prima.

Chiusi gli occhi.

Una risata fu il primo vero suono che riuscii a percepire.

«Svegliati» la sua voce era gentile.

Ascoltai le sue parole e posai lo sguardo su lei, ma ancora non riuscivo a riconoscerla.

Allora osservai la stanza quasi buia e vuota. C’erano solo il letto su cui ero steso e altri due l’uno a fianco all’altro, un comodino con sopra una candela da cui proveniva l’unica luce e una finestra in fondo, chiusa.

No, ancora non ci riuscivo.

Mi faceva male la testa, la sentivo pesante, eppure era così vuota.

Ogni sforzo era una spina in più che si aggiungeva alle fitte che mi torturavano.

Mille domande affollavano la mia mente: dov’ero? Chi era quella donna? Ma soprattutto…

«Chi sono io?» quelle furono le mie prime parole.

Ero sicuro di aver pronunciato io quella frase, eppure sentivo quella voce per la prima volta.

Non riuscivo a ricordare niente, nemmeno la mia stessa voce.

Non riuscivo a staccare i miei occhi affaticati e sul punto di piangere da quella donna, lei doveva darmi una risposta!

Invece rimaneva in silenzio mentre il suo viso non sembrava minimamente sconvolto, con le labbra ancora incurvate in un sorriso dolce e affettuoso.

«Chi sei tu? Dove sono?»

Ancora silenzio, ancora quel maledetto sorriso.

Mi limitai a guardare il soffitto con occhi vuoti, non riuscii a fermare le lacrime.

Non ricordavo niente…

Mi era rimasta solo quella mano.

No, ormai l’avevo persa. L’unica cosa che potevo fare era rimpiangere di non averla raggiunta in tempo.

«Bene, ragazzi, salutate Sol.»

Mi nascosi dietro la gonna della donna, stringendola tra le piccole dita.

«Forza, Sol, non essere timido.»

La guardai negli occhi, spaventato. Nascosi il viso tra la stoffa e scossi il capo pieno di ricci dorati.

«Va tutto bene, non devi aver paura.»

Sollevai lo sguardo e osservai i bambini che mi stavano davanti. Erano tre, tutti dagli occhi curiosi.

«Lui,» indicò l’unico maschio. «È Damian. Forza, avvicinati.»

Il ragazzino dai corti capelli castani fece solo qualche passo, come intimorito, ma mantenendo sempre quella scintilla di felicità mista ad interesse che gli illuminava il viso.

Tese la piccola mano con un sorriso che andava da orecchio a orecchio, mentre io con le mie mi limitavo a stringere la gonna della donna.

«Ciao!» disse con un tono di voce insolitamente alto. «Sono il tuo nuovo fratello.»

«Sol, saluta…» la sua voce era talmente tanto dolce e gentile che non potei dirle di no, ma appena sfiorai quelle dita così calde in confronto alle mie, gelide, sussultai.

La donna si piegò sulle ginocchia, la sua mano sulla mia spalla e le labbra che mi sfioravano le orecchie. «Lei è Julia» indicò una ragazza dai lunghi capelli scuri raccolti in una treccia, visibilmente più grande di me; poi passò alla bambina accanto dai magnetici occhi celesti e una chioma bionda. «Lei è Annette.»

«Damian» guardai il bambino che mi stava di fronte. «Julia» sorrise. «Anne… Anna…»

Tutti e quattro risero, mentre sentivo l’imbarazzo crescere.

«Mamma, si chiama “Sol” perché ha gli occhi come il sole?» chiese Damian tirando la gonna della madre.

Gli occhi come il sole…

Come erano i miei occhi? Non lo ricordavo…

«Sì, Damian, non è bello come il sole? Che gli dei siano benedetti per questo piccolo miracolo.»

Guardai la donna, di cui non conoscevo ancora il nome. Come dovevo chiamare lei?

«Mamma…?»

Si fermò. Si voltò verso di me con gli occhi granati e un sorriso dipinto sul volto. Le sue braccia mi circondarono, infondendomi un calore che non credevo di aver mai sentito prima.

Mi sentivo bene.

Quella era una famiglia, io avevo un nome, avevo qualcosa a cui appartenere.

Perdere i ricordi forse non era stato una disgrazia.

Potevo farmi una vita.

Una nuova.

2022-03-16

Aggiornamento

Siamo arrivate al primo goal delle 60 copie! Un piccolo successo a cui deve succederne un altro: le 200 copie!
2022-03-20

Evento

Ristomacelleria - Le Officine Prima presentazione ufficiale del libro Sol della Creazione. Venite a conoscere l'autrice del mondo di Sol, le sue esperienze e il linguo viaggio che ha intrapreso insieme ai suoi personaggi durante la scrittura e pubblicazione del suo libro. Un evento tranquillo che metterà in contatto lettori e autrice, in buona compagnia e buon cibo.

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Francesca Amato
Sono Francesca Amato, una giovane ragazza che sin da piccola ha avuto la passione per la scrittura. Sono nata a Palermo il 18 Marzo 2002 e da allora la mia mente viaggia tra realtà e fantasia. Frequento l'Università degli Studi di Palermo e, nonostante la scrittura e la fantasia siano il mio pane quotidione, coltivo anche una forte passione per la matematica e fisica, ritrovandomi così iscritta al corso di Ingegneria Cibernetica. In fondo non esisterebbe sapianza senza prima un pizzico di immaginazione.
Coltivo gli hobby più vari, da lettura e scrittura, ad ascoltare musica e guardare serie TV e persino intagliare il legno ogni tanto.
Posso sembrare un po' strana, ma è così che sono fatta e mi piace.
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