Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

Ma tanto… l’utente lo sa

Svuota
Quantità

In un mondo sempre più interconnesso e digitale, tutti possiamo immedesimarci nell’utente medio: Mario Rossi.
È lui il protagonista di questo manuale che cerca di spiegare gli errori più diffusi nella comunicazione – digitale e non –, quelli che spesso i designer commettono quando si tratta di rendere usabile un servizio e che catapultano il povero Mario Rossi di turno all’interno di infografiche poco chiare, parole dai significati ambigui o scatole di gelati difficili da aprire.
Tra fraintendimenti lessicali, “stitichezza” verbale e fruizione al limite dell’impossibile, questa guida cerca di rendere comprensibile quello che tanti designer, per pigrizia o incapacità, realizzano per rendere difficile la vita a noi utenti.

IL MESTIERE DI FARSI CAPIRE

USABILITÀ E COMUNICAZIONE

 

Quante volte ci siamo imbattuti nei meandri di un prodotto web e nei suoi impraticabili processi di navigazione?
Quante volte ci siamo ritrovati a districarci in macchinosi e laboriosi percorsi interattivi dove a regnare sovrani fossero solo sconcerto e incertezza?
Ecco, lo scopo del professionista dell’usabilità e dell’esperienza utente (il cosiddetto UX designer) è aiutare l’utente a navigare, senza il rischio di naufragare nello sconfinato mare del web.           

Continua a leggere

Continua a leggere

Ma chi è questa sconosciuta denominata “usabilità”? Un prodotto usabile, tendenzialmente, viene confuso o assimilato a uno strumento funzionante, un componente che si lascia “usare” con successo in quanto scevro – tecnicamente parlando – da esiti inattesi o fallimentari. Niente di più bugiardo.

Un contesto digitale o cartaceo, una segnaletica stradale, una qualsivoglia istruzione, una mera indicazione, un’interfaccia web, eccetera, si definiscono “usabili” se rispettano (e soddisfano appieno) l’esigenza legittima e sacrosanta dell’utente-fruitore di vedere ridotto a zero il proprio sforzo cognitivo mentre si adopera a interagire col prodotto/servizio finale.

Sono l’efficacia del sistema e l’immediatezza dei contenuti – concisi e incisivi – a distinguere un elaborato mediocre e ordinario da un artefatto di successo.

È quindi necessario che l’intero flusso rifletta una logica lineare, conforme a modelli e pattern mentali universali, elementari, alla stregua di un’icona o ideogramma che racchiuda in sé un significato univoco, mai fraintendibile.

Un esempio? La scritta “Toilette” accompagnata dal noto pittogramma rappresenta un messaggio assolutamente inequivocabile.

Quella di User Experience designer, pertanto, è una professione incentrata non esclusivamente sull’applicazione della compostezza formale, della coerenza stilistica e sul tentativo spasmodico di realizzare prodotti appetibili aventi il solo obiettivo di stupire e appagare la vista dell’osservatore, bensì di sottoporre al Mario Rossi di turno dei riferimenti lampanti che lo guidino efficacemente alla corretta consultazione o compilazione di un’anagrafica, all’espletamento di un servizio, all’acquisto di un viaggio o alla prenotazione di un albergo.

Il tutto deve compiersi senza grattacapi né arrovellamenti che il nostro Mario Rossi, già abbondantemente martoriato da problematiche di natura personale ed esistenziale, non merita e non desidera in alcun ambito della propria quotidianità.

Durante la lettura di questo manuale, alcuni passaggi potranno risultare cinici, drastici; riscuoteranno il disprezzo di tanti designer e progettisti sedicenti tali. Lo scopo di questi racconti non è quello di acquisire consensi, bensì di spronare alla (ri)valutazione e ottimizzazione dei processi comunicativi che ci circondano e sviluppare il senso critico e l’onestà intellettuale utili a promuovere i percorsi interattivi andati a buon fine e demolire quelli assolutamente fallimentari.

La rinuncia a eventuali tecnicismi correlati a iter progettuali o modalità di costruzione dei prodotti è dovuta proprio a questa esigenza: rivolgermi, nel design come nella scrittura, a una platea ampia e altamente eterogenea; svincolarmi a tutti i costi dall’urgenza dell’anglicismo; avvalermi di un linguaggio accessibile a tutti, ricco di metafore e scenari esemplificativi, affinché il lettore possa riconoscere, riconoscersi e rintracciare il concetto di usabilità in qualsivoglia ambito della vita quotidiana.

Instaurare un rapporto empatico con l’interlocutore è possibile, ma soprattutto doveroso. L’empatia migliora l’esistenza e la soddisfazione del fruitore finale, nonché la gratificazione del cosiddetto disegnatore dell’esperienza utente.

2022-10-11

Evento

YouTube "THE iNCIPIT" NEWS: G.G. Pintore prosegue la lettura (e interpretazione) della storia "IN FORMA VERITAS" tratta dal libro "MA TANTO... L'UTENTE LO SA" Siete curiosi? https://youtu.be/q2dfwcj0I_w?t=27
2022-05-10

Evento

YouTube Buongiorno amici, con enorme piacere mi è stato comunicato da G.G Pintore (appassionato artista, utente e autore di storie inedite raccolte sul sito THe_iNCIPIT) di aver appena pubblicato la lettura di una delle mie storie (in FORMA VERITAS) su YouTube. Complimenti per la splendida [e divertente] interpretazione: https://www.youtube.com/watch?v=bAPehUzlzHk&t=1260s

Commenti

Ancora non ci sono recensioni.

Recensisci per primo “Ma tanto… l’utente lo sa”

Condividi
Tweet
WhatsApp
Mafalda Signorino
classe 1983, è designer e art director. Laureatasi presso l’AANT (Accademia delle Arti e Nuove Tecnologie) di Roma, inizia la sua carriera nel 2005 come UI/UX designer e webmaster di importanti realtà come Il Sole24ORE, Niuma e l’attuale Gruppo Retelit, nell’ambito del “progetto Toyota”. È docente di UI/UX Design presso la scuola Labfortraining di Roma e autrice dell’irriverente blog “Usabilità è Comunicazione”.
Mafalda Signorino on FacebookMafalda Signorino on Wordpress
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors