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Thalassa

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Un mistero da svelare, un’avventura piena di colpi di scena: benvenuti a Thalassa, una terra lontana, celata da un antico sortilegio. Proprio lì, in un arcipelago abitato da bucanieri, mercanti ed esseri fantastici, maghi, draghi e sirene, si sta celebrando la Festa dei Sospiri del Grano: bancarelle, merci stregate e un vociare concitato animano l’evento. In questi giorni lieti, Garamond, un giovane mago soggiogato da bracciali incantati, incontra la misteriosa Moira, che sembra sapere molto sulla sua infelice condizione. Chi è quella donna? Potrà aiutarlo a liberarsi dalla sua maledizione?

Erano le quattro di pomeriggio, quando accadde. Un urlo risuonò improvviso nella fredda aria dicembrina di Tabulas Street. Alcuni passanti, forse pensando a un’esplosione, si aggrapparono ai lampioni a cherosene che fendevano il far della sera.

Era una situazione insolita, poiché nella via dei cartografi non si era mai udito niente di più rumoroso del fruscio dei calami o del ronzio dei mappamondi.

«Cosa è stato?» si chiese qualcuno.

Intanto l’urlo aveva richiamato in strada diversi studiosi, professori e dottori in cartografia. Tra loro esisteva una cortese rivalità, fatta di indiscrezioni nell’ombra e di sorrisi alla luce del sole. E tuttavia, per un fattaccio come quello, la solidarietà di classe imponeva di comportarsi come un sol uomo.

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«Cosa è stato?» ripeté uno dei cartografi, stavolta a voce un po’ più alta per attirare l’attenzione dei colleghi, i cui sguardi vagavano nel cielo delle prime stelle.

Nessuno aveva una risposta. Nessuno, eccetto un ragazzotto di nome Jack, garzone e idraulico di Sir Mallory, uno dei cartografi più in vista di Tabulas Street, e dunque della città. Prima di esprimersi, Jack tossì leggermente, abituato com’era a parlare soltanto col permesso dei gentiluomini. «Ehm,» esordì «signori, voi… non so se avete visto… però io, ecco, credo proprio che…»

Il garzone lanciò un’occhiata di sbieco verso uno dei più eleganti edifici dell’intera strada, sul quale a quell’ora i lampioni si divertivano a disegnare piccoli collage di ombre. Per la precisione, il suo sguardo puntò sul secondo piano della palazzina, dove il lume di una lampada creava baluginanti macchie dorate attraverso una finestra aperta. Era quello lo studio privato di Sir Emerald Rose.

Al che, molti dei cartografi scesi in strada per l’indecoroso urlo del collega si lasciarono scappare un sorriso. Dalle loro espressioni, era difficile capire se fosse maggiore la soddisfazione o la pietà.

«Ben gli sta» commentò qualcuno.

Si dava il caso, in effetti, che Sir Emerald Rose fosse al tempo stesso il più ammirato e il più odiato tra i cartografi: rompendo una secolare regola della professione, egli aveva accettato dal governo di Londra l’incarico di tracciare una rotta che i più ritenevano stregata. Non che un qualsiasi gentiluomo di Tabulas Street avrebbe mai osato esprimere quel pensiero a voce alta, sia chiaro. Ma, come in molti avevano riferito allo stesso Sir Rose, nel tentativo di dissuaderlo dall’impresa, non ce n’era bisogno! Certe rotte, fuori dalle vie commerciali, lontane dalle abituali mappe, erano stregate, punto. Alcune avevano la capacità di sottrarre la memoria a chi provasse a disegnarle. Certe altre facevano regredire le facoltà mentali di chi tentasse di descriverle. Ogni cartografo doveva saperlo, compreso Sir Rose.

Ma egli aveva osato contravvenire all’insegnamento che i cartografi si tramandavano da generazioni, e ora eccolo lì, in quel suo studiolo al secondo piano, a dannarsi e a strapparsi i pochi capelli che la mano del tempo non aveva già provveduto a rubargli.

«Maledizione!» sbottò l’uomo, lanciando una boccetta di inchiostro incolore, dono di un mercante. «Maledizione, maledizione e ancora maledizione!»

Le urla si sentirono nuovamente dabbasso, ma la politica dei sorrisi alla luce del sole indusse tutti gli altri cartografi a non oltraggiare la sofferenza di Sir Rose con una protesta formale. Era meglio, oltre che più divertente, lasciarlo cuocere nei suoi patimenti.

«Maledizione!» ripeté nuovamente il poverino. «Avrei forse dovu- to dar retta a quei menagrami? Avrei forse dovuto rifiutare l’incarico, come i miei pavidi colleghi? No, no, certo che no. Dev’esserci una spiegazione, e io la troverò.»

Con queste parole, Sir Rose recuperò la calma e il calamo e tornò a sedersi alla sua scrivania. Di fronte a lui si apriva una mappa disseminata di punti, di collegamenti, di nomi. Il resto della stanza, invece, sembrava una specie di museo di storia. Beneficiava, cioè, di tutti i ritrovamenti e i doni che il cartografo aveva accumulato nel corso degli anni. C’erano oggetti vagamente sinistri, come la boccetta di inchiostro incolore appena frantumata al suolo (senza lasciar traccia), e altri più normali, come il mezzobusto di un re dell’antichità, recuperato dalle acque durante una vecchia spedizione.

E poi, a proposito di ritrovamenti in mare, giaceva in un angolo quel baule, unica testimonianza del recente viaggio che tanto stava angosciando Sir Rose.

Il cartografo riusciva a scorgere ogni cosa, nitida, nella sua mente: la Galapagos III, fiore all’occhiello delle industrie nautiche, a bordo della quale era salpato dal porto di Londra con l’intenzione di scrivere la storia e tappare la bocca ai superstiziosi; i due mesi di navigazione, trascorsi tra i mugugni di un equipaggio mosso solo dalla brama di portare a casa il pane; quella cittadina tra le nebbie, priva di una conformazione precisa, priva di una logica, addirittura. E poi quelle onde altissime e inspiegabili! Le ricordava bene, Sir Rose. Erano spuntate dal nulla in una giornata senza vento, come se a muoverle fosse stata la loro stessa volontà di ostacolare la scoperta di quella rotta ancora ignota alla società civile.

Sir Rose aveva ben impressa nella mente la sensazione di trovarsi all’improvviso nel mezzo di un ciclone che la scienza non avrebbe saputo spiegare. Eppure, ogni volta che tentava di appuntare quel fenomeno, o che provava a disegnare i confini delle isole che aveva intravisto, accadeva qualcosa di sinistro. E anche quel pomeriggio non aveva fatto eccezione: il cartografo sembrava aver misteriosamente smarrito la capacità di tracciare una semplice linea su un foglio. E, da ciò, l’urlo che aveva sconvolto Tabulas Street.

«Ora,» si disse Sir Rose «proviamo a capirci qualcosa. C’era quella… quell’insenatura… ecco, sì, sembrava una specie di molo, proviamo a… a disegnarla…»

Intinse il calamo nell’inchiostro, certo che stavolta sarebbe stato finalmente in grado di mettere da parte tutte le ridicole suggestioni dei suoi colleghi e di testimoniare per iscritto lo spettacolo cui aveva assistito. Ma non appena appoggiò la punta del calamo sul foglio, cadde addormentato. Quando si risvegliò, un’occhiata all’orologio a pendolo che adornava la parete, appena al di sopra del camino acceso, gli restituì la notizia di aver dormito per tre ore filate. Erano quasi le otto di sera e il suo stomaco iniziava ad avvertire una certa fame.

Prima di uscire a rifocillarsi, qualcosa lo spinse ad accostarsi al vecchio baule che gli stava facendo perdere il senno. Era pieno di diari incartapecoriti e di libri che avrebbero anche potuto passare per manuali di studio, se solo non avessero avuto titoli come Acque delle Terre di Sotto: benefici e proprietà o Principi base delle applicazioni alchemiche di Lunares o ancora Avventure e creature del mare.

Sir Rose si concentrò su quest’ultimo. Lo sfogliò fino a raggiungere il capitolo quindici, che si intitolava “Guida all’addomesticamento del Kraken selvatico”.

«Che robaccia!» commentò con uno sbuffo.
Chiuse il libro e recuperò la giacca per recarsi a mangiare.

2020-09-03

Aggiornamento

Stasera vi propongo la seconda 𝑻𝒉𝒂𝒍𝒂𝒔𝒔𝒂 𝑻𝒂𝒍𝒆. Il racconto si intitola 𝑰𝒍 𝒔𝒆𝒈𝒓𝒆𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝑽𝒊𝒍𝒍𝒂 𝑨𝒎𝒂𝒓𝒂𝒔 e coinvolge un'antica dimora nobiliare, un ladruncolo di periferia e un libro dagli ignoti poteri. Il racconto completo è già disponibile su Wattpad a questo link: https://www.wattpad.com/story/239563850-il-segreto-di-villa-amaras Se invece non avete un account su Wattpad, potete leggere la prima parte del racconto sul mio blog (le altre due parti saranno presto disponibili): https://alexintothegalaxy.wordpress.com/2020/09/03/il-segreto-di-villa-amaras-thalassa-tales-n-2-parte-1-3/ Buona lettura! 😊
04 agosto 2020

Aggiornamento

Oggi voglio proporvi il primo di una serie di racconti che sto scrivendo appositamente per la campagna di Thalassa, le "𝑻𝒉𝒂𝒍𝒂𝒔𝒔𝒂 𝑻𝒂𝒍𝒆𝒔". Il racconto si intitola “𝑳𝒆 𝒑𝒂𝒕𝒖𝒓𝒏𝒊𝒆 𝒅𝒊 𝑺𝒊𝒓 𝑬𝒎𝒆𝒓𝒂𝒍𝒅 𝑹𝒐𝒔𝒆” e coinvolge un illustre cartografo, una strana spedizione marittima e un losco mercatino della domenica. Se vi va di leggerlo, ecco il link al racconto: https://alexintothegalaxy.wordpress.com/2020/08/04/le-paturnie-di-sir-emerald-rose-thalassa-tales-n-1/
29 luglio 2020

Aggiornamento

*** 𝐋𝐞 𝟏𝟎 𝐜𝐨𝐬𝐞 𝐝𝐢 𝐓𝐡𝐚𝐥𝐚𝐬𝐬𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐢𝐧𝐨𝐬𝐬𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐫𝐢𝐯𝐞𝐥𝐚 *** ...𝑈𝑛 𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑠𝑡𝑖𝑛𝑎𝑡𝑜 𝑎𝑖 𝑐𝑢𝑟𝑖𝑜𝑠𝑖, 𝑚𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑎 𝑐ℎ𝑖 𝑎𝑚𝑎 𝑙𝑎𝑠𝑐𝑖𝑎𝑟𝑠𝑖 𝑠𝑜𝑟𝑝𝑟𝑒𝑛𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑑𝑎𝑙 𝑝 𝑝𝑖𝑐𝑐𝑜𝑙𝑜 𝑑𝑒𝑡𝑡𝑎𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑑𝑖 𝑢𝑛 𝑙𝑖𝑏𝑟𝑜... 𝟏. Il giovane mago Garamond è quasi sempre presente nella narrazione, ma il romanzo offre anche il punto di vista di alcuni altri misteriosi personaggi. 𝟐. Non a caso, gli intrighi politici e le sfavillanti isole di Thalassa sono al centro di una vicenda più ampia. 𝟑. La 𝐹𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑑𝑒𝑖 𝑆𝑜𝑠𝑝𝑖𝑟𝑖 𝑑𝑒𝑙 𝐺𝑟𝑎𝑛𝑜 è allietata dalla presenza dei mercanti 𝐼𝑡𝑖𝑛𝑒𝑟𝑎𝑛𝑡𝑖, che portano con sé meraviglie come il 𝑅𝑜𝑠𝑠𝑜 𝑑𝑖 𝑆𝑒𝑟𝑎, l'𝑂𝑙𝑖𝑜 𝑑𝑖 𝐺𝑜𝑚𝑖𝑡𝑜 e le 𝑀𝑎𝑠𝑐ℎ𝑒𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑉𝑒𝑟𝑒𝑐𝑜𝑛𝑑𝑖𝑎. 𝟒. Il 𝐿𝑎𝑛𝑡𝑒𝑟𝑛𝑎𝑖𝑜 di Thalassa sembra avere qualcosa da nascondere, almeno a detta di chi lo ha visto girare in città. 𝟓. Nel libro c’è spazio sia per tranquilli momenti di navigazione, sia per intensi arrembaggi. 𝟔. Se vi spingete al largo di Bloomarine, e precisamente verso lo 𝑆𝑐𝑜𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝐺𝑟𝑎𝑛𝑐ℎ𝑖𝑜, potrete incontrare le 𝑆𝑖𝑟𝑒𝑛𝑒 (sempre che abbiano voglia di farsi vedere). 𝟕. Galeoni e velieri non sono gli unici mezzi di trasporto marittimo presenti nel libro. Ce ne sono alcuni capaci di andare più… 𝑖𝑛 𝑝𝑟𝑜𝑓𝑜𝑛𝑑𝑖𝑡à… 𝟖. L’alchimia consentirà davvero di rimpicciolire le cose? Forse nel libro se ne parla... 𝟗. Se non ne potete più del chiasso delle taverne, dirigetevi verso l’isola di 𝑆𝑢𝑛𝑎𝑠𝑡ℎ𝑖𝑚𝑎: vi attende un fine settimana di tutto riposo! 𝟏𝟎. Si mormora che il vento di Nord-Est sia in grado di parlarvi dei vostri desideri. Sarà così?
24 luglio 2020

Evento

Evento Online
Ciao a tutti! Domani, 25 luglio, alle 15.00, sarò in diretta Facebook sulla pagina del blog Trail the Whale per una chiacchierata su THALASSA e sulla scrittura. Ci sarà spazio per curiosità, informazioni e dietro le quinte sul mio libro.
Se siete interessati a seguire la diretta, ecco il link che fa per voi:
https://www.facebook.com/trailthewhale
 
09 luglio 2020

Aggiornamento

"Beardgold stava sfogliando l’Eco di Thalassa, un giornale che poteva vantarsi di essere un perfetto specchio dei propri tempi: si soffermava con morbosità sugli aspetti più immorali delle vicende che descriveva, e veniva stampato in una squallida officina di Ergasia per abbattere il costo della manodopera."
ECO DI THALASSA, EDIZIONE STRAORDINARIA, N. 1: "AVVISTAMENTO DI UN VELIERO SOSPETTO: LA TESTIMONIANZA DI UN ONESTO CITTADINO"
ECO DI THALASSA

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Ho letto Thalassa con lo spirito di chi legge fantasy di rado, perché trovo che sia un genere solitamente un po’ slegato dalla realtà. Quello che ho trovato in questo romanzo è stato invece il giusto equilibrio tra personaggi ben definiti ed elementi fantastici che si intersecano nelle vicende dei protagonisti, senza essere predominanti.
    L’intreccio della trama è molto avvincente e ben strutturato tanto che, pur essendoci molti personaggi e diversi piani di narrazione, si riescono a seguire tutte le vicende narrate con molta tranquillità.
    Il filo conduttore è sicuramente l’amore, che si manifesta sotto diverse forme e detta il ritmo della storia e dei colpi di scena. Questi ultimi sono per lo più concentrati negli ultimi capitoli, nei quali l’autore, con il suo stile scorrevole, svela le vere intenzioni dei personaggi e le ragioni che li hanno spinti ad agire in determinati modi durante il racconto.
    Posso sicuramente dire che la frase più ripetuta nella mia testa leggendo le ultime pagine è stata “Non ci posso credere! Non l’avrei mai detto” (e solitamente leggo romanzi gialli, quindi avrei dovuto essere “allenata” a capire alcuni retroscena della trama).
    Insomma, consiglio Thalassa a tutti, anche a chi solitamente non legge il genere fantasy, perché, come indicato nella sinossi, è una storia di mare, magia e mistero, ma nessuno dei tre elementi prende il sopravvento.

  2. (proprietario verificato)

    Thalassa è un fantasy che sa di mare, d’amore, di grandi navi che intrecciano le vele, di uomini sapienti sopraffatti dalle passioni. La narrazione si snoda attraverso un coacervo molto articolato di personaggi, luoghi e colori tutti necessari a creare la giusta ambientazione. E’ una lettura che ho trovato sotto diversi aspetti interessante, soprattutto perchè mi ha dato la possibilità di conoscere scenari nuovi e molti termini del gergo marinaresco che ignoravo. Pur essendo un fantasy, il profilo magico della storia non è invadente, lascia spazio alle sfumature umane dei protagonisti e rende la storia più vicina al lettore.
    Non manca neppure una giusta dose di mistero e devo dire che le ultime pagine del romanzo hanno il carattere di un’esplosione e svelano il senso della sequenza dei fatti e dei personaggi.
    E’ una lettura che ho apprezzato molto.

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Alex Romano
nato nel 1989, fin da piccolo si nutre di romanzi e videogiochi. Laureato in Giurisprudenza, ama il mare e le storie misteriose, quelle con un pizzico di magia. Thalassa è il suo romanzo d’esordio.
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