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A tu per tu con la vita

A tu per tu con la vita

La campagna di crowdfunding è terminata, ma puoi continuare a pre-ordinare il libro per riceverlo prima che arrivi in libreria

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Consegna prevista Novembre 2022

La vita di Amalia sembra perfetta: alla soglia dei quaranta anni ha trovato la serenità accanto al carismatico Edoardo, dirige con soddisfazione una scuola di danza, ha un’amica che è come una sorella e da cui si sente amata e protetta.
Improvvisamente le sue certezze iniziano a vacillare: entra in crisi col fidanzato, al quale si appoggia da anni, incontra persone che la porteranno a dubitare di ciò in cui ha sempre creduto e a scoprire nuovi lati di sé.
E sarà proprio quando si troverà di fronte ad una grande delusione e a una scelta importante che la nuova Amalia dovrà prendere in mano la sua vita e decidere dove condurla.

Perché ho scritto questo libro?

Questo libro è nato come tutti gli altri racconti e romanzi che ho scritto, ma che sono rimasti nel cassetto: dalla voglia di estraniarmi dalla quotidianità e di rifugiarmi in storie non mie, di creare personaggi e vite che poi mi tenessero compagnia nei periodi di pausa dai miei mille impegni.
Spero che vi affezioniate ad Amalia, Cristina, Edoardo, Ettore, così come è successo a me.

ANTEPRIMA NON EDITATA

La sveglia interruppe bruscamente il silenzio della casa col suo suono prolungato e fastidioso. Amalia allungò una mano per spengerla, continuando a tenere la testa affondata nel cuscino. Sbuffò. Non ricordava con precisione cosa stesse sognando, se non una serie di cappelli, tazze da tè, buffi conigli e carte da gioco.

Ma certo: Alice. Sarebbe stato il tema dello spettacolo di giugno e sicuramente si era addormentata con in testa il pensiero di uno dei tanti dettagli che andavano ancora sistemati. Quell’anno ricorreva il decimo anno dell’apertura della sua scuola e voleva mettere in scena un saggio indimenticabile. Entusiasmante. Appassionato. Proprio come erano stati quei dieci anni alla Tersicore. Un’avventura vissuta appieno, nonostante qualche alto e basso.

Con l’altra mano provò a sentire se Edoardo fosse ancora a letto. No, doveva essersi già alzato.

Lo trovò infatti, già vestito per andare al lavoro, mentre rispondeva ad una mail dal cellulare, appoggiato alla penisola della cucina. Nell’aria l’aroma del caffè appena fatto. Amalia lo abbracciò da dietro e gli stampò un bacio sulla bocca.

«Buongiorno.» le disse lui, mentre premeva su “Invia”. Poi si voltò verso di lei per baciarla di nuovo. «Siediti. Ti verso il caffè. È ancora caldo.»

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Amalia si sedette su uno sgabello e poco dopo Edoardo le passò una tazzina di caffè fumante. «È già zuccherato.» le disse e Amalia lo sorseggiò lentamente. Vide col pensiero la scena del Cappellaio Matto e della Lepre Marzolina mentre bevevano il tè. Si appuntò mentalmente una cosa da dire a Martina: dopo poche prove era già una Lepre convincente, euforica ed energica, ma avrebbe dovuto accentuare l’aspetto dell’imprevedibilità, caratteristico del personaggio di Carrol. Pensò anche a qualche accessorio eccentrico da aggiungere al costume che aveva ideato la signora Nilde.

«Vuoi che ti accompagni dal meccanico?» le chiese Edoardo, riportandola in un attimo nella cucina della loro casa. Amalia fece segno di no con la testa, mentre riponeva la tazzina vuota nel lavello.

«Ti faccio far tardi. Passa Cristina, tanto è di strada.»

«Allora scappo. Ci sentiamo dopo.» la salutò, baciandola sui capelli.

Amalia ripassò mentalmente le cose che doveva fare prima che arrivasse Cristina: una doccia veloce, jeans e maglietta, una lavatrice di capi bianchi se ci fosse stato tempo.

Una mattina come le altre. Iniziata come al solito, con il caffè di Edoardo e una breve chiacchierata alla penisola della cucina.

Quand’ecco quella sensazione.

Uno strano formicolio che saliva dalle ginocchia fino alla testa. Forse aveva scordato di fare qualcosa? Cosa mancava? Cominciava a sentirsi inquieta.

Era immersa in questi pensieri quando il display del cellulare si illuminò.

“Sono giù. Scendi”. Cristina.

Indossò la giacca, prese la borsa e uscì.

Cristina l’aspettava in macchina, col sedile troppo vicino allo sterzo e la schiena leggermente curvata in avanti. Amalia trattenne un sorriso: era buffa. Guidava da sempre così. Lei diceva perché non arrivava coi piedi ai pedali.

Aveva parcheggiato in doppia fila, con le quattro frecce accese, e Amalia intuì dal labiale che stava imprecando contro qualcuno che probabilmente le aveva suonato il clacson: per forza, aveva invaso mezza corsia.

Cristina era la sua migliore amica da che ne avesse memoria. Il loro sodalizio era nato da quando ancora gattonavano e giocavano per terra con i pupazzetti di gomma, mentre le loro mamme chiacchieravano in salotto e si lamentavano delle nottate insonni o del costo di pappe e pannoloni. Un’amicizia nata a prima vista e rafforzatasi col tempo, attraversando l’infanzia, l’adolescenza, fino ad allora, che erano due giovani donne, ciascuna col proprio lavoro e la propria vita.

Eppure ad una conoscenza superficiale, nessuno avrebbe potuto sospettare il profondo legame che le univa perché Amalia e Cristina erano molto diverse. Quanto una era riservata, l’altra era esuberante ed espansiva. Si compensavano, dicevano. La verità era che si volevano un gran bene ed erano state, l’una per l’altra, la sorella che non avevano mai avuto.

In macchina Cristina aggiornò Amalia sull’appuntamento della sera prima con un tizio conosciuto al lavoro.

«Bah, malaccio non è.» commentò. Amalia ricordò la foto che le aveva mostrato l’amica, quando avevano curiosato sul suo profilo Facebook. Male non era davvero. Due occhi azzurri, muscoloso al punto giusto senza arrivare all’eccesso che poteva far pensare ad un fanatico della forma fisica, curato nell’abbigliamento senza rasentare il tipo vanitoso che Cristina voleva assolutamente evitare.

«Lo rivedrai?» le chiese subito. Da un po’ Cristina non aveva una relazione fissa e sembrava che Amalia volesse accelerare quel momento per organizzare finalmente una delle uscite a quattro sulle quali avevano fantasticato tanto fin da ragazzine. Amalia era felice con Edoardo da diversi anni e avrebbe voluto che anche l’amica trovasse la persona giusta. Era così speciale… impossibile che non esistesse al mondo nessuno giusto per lei.

«Non devi pensarci.» le diceva spesso Edoardo quando gliene parlava. «Cristina è una tosta. Non ha bisogno di nessuno. E può stare bene anche da sola. Anzi, chi la sopporterebbe?»

Amalia ci restava male ogni volta.

Primo: anche lei si sentiva una ragazza tosta (non è che la sua vita fosse stata tutta rose e fiori!), eppure aveva bisogno di avere Edoardo accanto. Questo la rendeva meno tosta?

Secondo: Edoardo sottintendeva che lei non poteva stare da sola? Forse era vero, ma non sopportava che qualcuno glielo facesse notare.

Terzo: avrebbe voluto che ci fosse più simpatia tra le due persone più importanti della sua vita. Edoardo e Cristina si erano sempre frequentati solo perché entrambi amavano lei, ma era chiaro che non ci fosse altrettanto feeling tra di loro. Cristina pensava che Edoardo fosse in gamba, una mente brillante, ma non l’aveva mai convinta del tutto. Dal canto suo Edoardo riteneva che Cristina fosse deleteria per Amalia: un rapporto che spesso escludeva tutti gli altri, anche lui, un attaccamento al limite del morboso.

Amalia semplificava tutto, riducendo quell’antipatia reciproca a una banale gelosia, immotivata da entrambe le parti. Però stava zitta: non voleva ferire nessuno dei due, né tanto meno discuterci.

«Mi ha chiesto di vederci a cena sabato.» disse Cristina, continuando a guardare la strada. Voltò al semaforo e si diresse verso una strada senza uscita dove si trovava l’officina.

«Bene! Sei contenta?» Amalia era entusiasta. Già aveva organizzato nella sua testa un weekend sulla Costiera Amalfitana tutti e quattro insieme.

Cristina le lanciò un’occhiata fulminante e capì cosa avesse in mente.

«Niente cene a quattro. Niente gite alle Terme! Almeno per ora.» la liquidò, scendendo dalla macchina.

Amalia assunse l’espressione imbronciata di quando erano bambine e Cristina faceva la scontrosa.

«Veramente pensavo alla Costiera…» e le sorrise.

Cristina bofonchiò qualcosa tra sé e sé, ma dall’accenno di sorriso che le era spuntato sulle labbra, Amalia intuì che in realtà l’incontro col tizio della sera prima le fosse piaciuto.

Intanto un ragazzo si avvicinò a loro, pulendosi le mani in uno straccio. Indossava la tuta col nome dell’officina, ma non era lo stesso con cui Amalia aveva parlato quando aveva portato la sua auto a riparare. Aveva i capelli rossicci e lo sguardo simpatico. Era molto giovane, doveva aver appena finito le superiori.

«Sono venuta qui per la Punto. Mi ha chiamata ieri Paolo per avvertirmi che era pronta.»

«Amalia Franchi, giusto? Te la porto.»

Il ragazzo si allontanò, lasciando sole le due donne nell’officina.

«Comunque non te la cavi così. Dobbiamo finire il nostro discorso.» ridacchiò Amalia. Cristina stava per ribattere quando una voce le giunse alle orecchie, una voce conosciuta.

«Cristina!»

Le due donne si voltarono e videro un uomo alto, con i capelli cortissimi e gli occhiali da sole che veniva verso di loro.

«Non ci credo!» esclamò Cristina. Sembrava contenta di rivederlo. «Ettore!»

Cristina andò incontro all’uomo e si baciarono due volte sulle guance. «Che ci fai qua in giro? Pensavo fossi tornato a Torino!»

Fu in quel momento che ad Amalia squillò il cellulare e, dopo aver fatto un cenno di scusa ai due, si allontanò per rispondere. Le arrivavano dai due frasi a metà. Sembrava ci fosse confidenza tra di loro e si chiese chi fosse. Poi fu costretta a concentrarsi sulla telefonata: era Isabella, una delle insegnanti di danza della sua scuola, e sembrava importante.

Cristina intanto continuava a chiacchierare amichevolmente con l’uomo con gli occhiali da sole. Si erano conosciuti qualche anno prima ad un laboratorio di scrittura. O, meglio: Cristina frequentava il corso per evadere, almeno per qualche ora, dal lavoro grigio e ripetitivo nella ditta dei suoi e dare sfogo alla propria creatività; lui, che lavorava nella redazione di un mensile, si trovava lì per un articolo sulle scuole di scrittura. Aveva partecipato a qualche incontro, condiviso pareri su regole di scrittura ed estro creativo, si era cimentato nella composizione di due o tre poesie e aveva preso parte anche alla cena di fine corso in una trattoria sul Lungarno. Cristina lo aveva trovato una persona estremamente interessante e piacevole, ma, finite le lezioni, si erano persi di vista. La donna, che pure era un’esperta di social, non lo aveva rintracciato né su Facebook né su Instagram. Glielo disse, ridendo.

«Non sono sui social…» ammise «ma sono contento di averti rivista. Scrivi ancora?» le chiese.

«Un pochino.» disse Cristina, perdendo un po’ della sua solita sicurezza. Scriveva, era vero, ma solo per sé: non aveva mai fatto leggere a nessuno i suoi racconti, nemmeno ad Amalia, e parlarne la metteva un po’ in imbarazzo. «E tu?»

«Non racconti né poesie… tra il lavoro e il resto non ho più tempo. Non è che il mondo della letteratura abbia perso molto, comunque…» osservò ridendo.

Amalia li raggiunse, con l’espressione sconsolata.

«Che hai fatto?» le chiese Cristina. Poi si ricordò. «Ah, scusa. Amalia, questo è Ettore. Ci siamo conosciuti millanta anni fa ad un corso di scrittura. Ettore, lei è Amalia, la mia migliore amica.»

I due si diedero la mano. Ettore la squadrò. Amalia. La conosceva di nome: ricordava una poesia di Cristina, che aveva sbirciato sul suo quaderno, lasciato inavvertitamente sul banco.

Amalia era presa dai suoi pensieri.

«Sono nei casini.» disse Amalia, rivolgendosi a Cristina. «Il ragazzo che si occupa sempre di luci e suoni ai nostri spettacoli si trasferisce all’estero. Quindi a giugno niente Alice

Cristina cercò di rassicurarla. «Da qui a giugno manca ancora un po’. Ne troverai un altro.» Questo era parte del loro rapporto, i loro ruoli fissi: Amalia che si demoralizzava anche per un nonnulla, Cristina che la rincuorava e trovava la soluzione. L’ansiosa e la pratica.

Amalia annuì, poco convinta. Quella notte aveva sognato lo spettacolo e la mattina aveva sentito una strana sensazione. Che fosse stato un presentimento? Il sogno e poi la sensazione.

«Mi girano le scatole… pensavo di poter contare su di lui anche quest’anno.» si lamentò Amalia, accennando un sorriso solo perché era in presenza di uno sconosciuto. Se fosse stata sola con Cristina, sarebbe stata molto più giù di morale.

«A parte che…» Cristina si illuminò. Si voltò verso Ettore.

Cristina ricordava che era un musicista o qualcosa del genere. Probabilmente si intendeva anche di microfoni e amplificatori.

«Amalia ha una scuola di danza, la migliore della città.» gli spiegò. Amalia arrossì, ma non provò nemmeno a ridimensionare le parole dell’amica perché in fondo lo pensava anche lei.

«Nel mese di giugno allestiremo il nostro spettacolo.» continuò Amalia, con orgoglio, avendo già capito quale idea fosse baluginata nella mente di Cristina. «Alice nel Paese delle Meraviglie. Ci terrà impegnati per mesi e coinvolgerà tutti gli allievi e gli insegnanti della scuola.»

«Una cosa in grande. Come qui non hanno mai visto.» aggiunse Cristina, soddisfatta del lavoro dell’amica. «Avrebbero bisogno di qualcuno che stesse in regia ad occuparsi delle luci e dei suoni.» concluse, guardandolo speranzoso. Anche Amalia gli rivolse uno sguardo, carico di attesa.

«Bello!» esclamò Ettore, entusiasta. «Mi piacerebbe!»

«Grande!» Cristina gli tirò una pacca su una spalla.

«Si può fare… L’ho anche già fatto per alcuni spettacoli.» spiegò Ettore.

Il giovane rossiccio parcheggiò la Punto di Amalia di fronte all’officina e ne scese con dei fogli in mano. Li passò ad Amalia e le riconsegnò le chiavi.

Amalia fece un cenno a Cristina e Ettore perché l’aspettassero un momento e seguì il meccanico nell’ufficio per pagare.

«Grazie, eh.» disse Cristina a Ettore quando furono rimasti soli.

«È un piacere, davvero.»

Amalia tornò dopo poco. Stabilirono di sentirsi nei giorni successivi, magari lui sarebbe potuto andare alla scuola e avrebbero definito nei dettagli il lavoro da svolgere, l’impegno, la retribuzione.

Si salutarono e lasciarono Ettore a parlare col giovane rossiccio.

Cristina salì sulla sua macchina, mentre Amalia prendeva posto sulla sua. Mise in moto, presa da una nuova euforia, che non sapeva spiegarsi.

2022-05-13

Aggiornamento

Giovedì 19 maggio dalle ore 19,00 Presentazione del romanzo “A tu per tu con la vita” di Olivia Arzilli in diretta Facebook sul profilo dell’autrice. Dialogherà con Olivia la giornalista Ylenia Cecchetti.
2022-04-26

Aggiornamento

Ecco a voi i quattro personaggi principali del mio romanzo. Quale vi ispira più simpatia? E, secondo voi, quale sarà il mio preferito? 😜 Se vuoi leggere il mio romanzo prima che giunga nelle librerie, puoi pre-ordinarlo fino al 25 maggio su Bookabook
2022-04-22

Aggiornamento

"Cristina era la sua migliore amica da che ne avesse memoria. Il loro sodalizio era nato da quando ancora gattonavano e giocavano per terra con i pupazzetti di gomma, mentre le loro mamme chiacchieravano in salotto e si lamentavano delle nottate insonni o del costo di pappe e pannoloni. Un’amicizia nata a prima vista e rafforzatasi col tempo, attraversando l’infanzia, l’adolescenza, fino ad allora, che erano due giovani donne, ciascuna col proprio lavoro e la propria vita. Eppure ad una conoscenza superficiale, nessuno avrebbe potuto sospettare il profondo legame che le univa perché Amalia e Cristina erano molto diverse. Quanto una era riservata, l’altra era esuberante ed espansiva. Si compensavano, dicevano. La verità era che si volevano un gran bene ed erano state, l’una per l’altra, la sorella che non avevano mai avuto."
2022-04-12

Aggiornamento

ESTRATTO DEL MARTEDÌ Le dita iniziarono a scivolare sulla tastiera, in modo così naturale che sembrava fosse la cosa più facile del mondo. Amalia chiuse gli occhi, lasciandosi trasportare dalla melodia, che non conosceva, ma che le piaceva molto. La sala si riempì di note e Amalia sentiva una strana emozione nascere dentro di lei. Le formicolavano le gambe mentre Ettore suonava. Sentiva l’odore del suo dopobarba e si sorprese a fissare il suo profilo, mentre lui, preso dalla musica, sembrava non accorgersi di nulla. ("A tu per tu con la vita") Photo by Gabriel Gurrola on Unsplash
2022-03-08

Aggiornamento

Chi mi conosce sa quanto io ami il mare. E proprio su una spiaggia, di fronte al mare tranquillo di un giorno di gennaio, si svolge una delle “scene” più importanti del mio romanzo, “A tu per tu con la vita” (ed. Bookabook). Vuoi leggerlo e non lo hai ancora pre-ordinato? Puoi farlo al link https://bookabook.it/libri/tu-tu-la-vita/
2022-02-25

Aggiornamento

Abbandonato il sogno di diventare ballerina professionista a causa di un banale incidente, Amalia dedica tutta se stessa all’apertura di una scuola dove bambini e ragazzi possano coltivare l’arte della danza. Nasce così la "Tersicore", frutto di anni di dedizione, sacrifici e passione. È qui che si svolge parte del mio romanzo "A tu per tu con la vita". Se vuoi leggerlo, pre-ordinalo al link https://bookabook.it/libri/tu-tu-la-vita/
2022-02-23

Aggiornamento

Amalia è una giovane donna alla soglia dei quaranta anni. La sua vita scorre serena accanto al fidanzato storico e con il sostegno costante della sua migliore amica. Dopo anni di sacrifici ha realizzato il suo sogno e ora è la direttrice della scuola di danza più prestigiosa del suo paese. Eppure qualcosa o qualcuno turberà il suo equilibrio… Se volete conoscere la sua storia, correte a pre-ordinare il mio romanzo “A tu per tu con la vita” sul sito di Bookabook https://bookabook.it/libri/tu-tu-la-vita/
2022-02-16

Aggiornamento

GRAZIEEEEE! A poche ore dal lancio della campagna abbiamo raggiunto il primo obiettivo (200 copie) e, subito dopo, il secondo (250)! Si è creata una rete di contatti strepitosa gestita da parenti ed amici, che si stanno dando da fare perché il mio sogna possa divenire realtà: grazie di cuore a tutti coloro che mi stanno supportando in questa avventura!
2022-02-15

Aggiornamento

Che bello! Al mio risveglio, stamattina, ho visto che siamo già a 115 copie pre-ordinate del mio libro... e solo dopo poche ore dall’inizio della campagna! Scrivo “siamo” perché questo risultato è stato raggiunto grazie a tanti miei famigliari, amici ed amici di amici che hanno fatto passaparola. Continuiamo così! ❤️

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Olivia Arzilli
Olivia Arzilli ha 44 anni e abita a Capraia e Limite (Fi). Cresciuta col mito di Jo March e del Prof. Keating de L’attimo fuggente, ha coltivato fin da piccola i suoi sogni: insegnare e diventare una scrittrice. Il primo è ormai stato realizzato: da diversi anni insegna Lettere alla Scuola Secondaria di I grado del suo paese. L’altro è rimasto nel cassetto fino ad oggi, che ha deciso di proporre il suo romanzo ad un “vero” pubblico.
Socievole ed energica, quando non è al lavoro, collabora con una casa editrice per la stesura di testi scolastici, scrive, legge, divora serie TV e recita in teatro.
Sta per festeggiare le nozze d’argento con Riccardo, ha una figlia, Chiara, che è il suo orgoglio, ed è zia di due nipotini meravigliosi, Francesco e Pietro.
Quando può, scappa al mare e, su una spiaggia e sotto il sole, si ricarica per affrontare al meglio i suoi mille impegni quotidiani.
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