Una casa che respira è una guida concreta e accessibile per trasformare gli spazi quotidiani in ambienti più sani, belli e sostenibili. Dalla gestione dell’energia e dell’acqua alla qualità dell’aria interna, dalle ristrutturazioni sostenibili agli arredi ecofriendly, fino al ruolo delle piante e dell’illuminazione circadiana: ogni capitolo offre strumenti, esempi e consigli per progettare – o ripensare – la propria casa con maggiore consapevolezza.
Non servono rivoluzioni radicali: anche piccoli cambiamenti possono ridurre l’impatto ambientale e migliorare la qualità della vita, perché una casa sostenibile non è solo efficiente, ma è soprattutto un luogo capace di accogliere, rigenerare e mettere in connessione con ciò che conta davvero.
Capitolo 1.
Introduzione alla biofilia
Ti ho accennato che avremmo parlato di questo argomento e non voglio farti aspettare, quindi il primo capitolo lo dedico completamente alla biofilia e al biophilic design! Mi sono specializzata con un corso sull’argomento anni fa, ho letto moltissimi libri a riguardo e ogni giorno, nel mio lavoro, faccio il possibile per utilizzare questo genere di approccio al progetto, aumentando il benessere delle persone che vivranno la casa e migliorando la connessione con la natura.
Facciamo un passo indietro, risaliamo al 1984 e al biologo statunitense Edward O. Wilson, uno dei primi a parlare del concetto di biofilia nel suo omonimo libro Biophilia. Egli la descrive come il bisogno degli esseri umani di entrare in contatto con altri esseri viventi, tra cui il mondo vegetale. A partire da questa prima traccia ha preso avvio il movimento del biophilic design.
Architettura e design d’interni sono infatti alla riscoperta di un equilibrio quasi perduto tra gli esseri umani, i nostri spazi vitali e la natura, anche all’interno delle città. Sicuramente l’innovazione tecnologica e lo sviluppo di nuovi materiali sostenibili aiutano notevolmente a trovare soluzioni che includano il verde come elemento di costruzione e rivestimento. Non si tratta solo di creare edifici sostenibili che rispettino tutti gli standard LEED, tendenza ormai assodata, ma bisogna riallacciarsi alla profonda esigenza dell’essere umano di essere in contatto con la natura. Quello che si sta provando a fare è creare spazi efficienti dal punto di vista energetico che integrino anche quelle qualità naturali che aiutano le persone a sentirsi a proprio agio e ispirate.
La progettazione biofilica è il deliberato tentativo di creare ambienti che stimolino la biofilia. Dove si può intervenire? Si applica a spazi artificiali come case private, scuole, ospedali, uffici e luoghi pubblici in generale. Come? Privilegiando l’illuminazione naturale e la vista verso aree verdi, ponendo la massima attenzione alla qualità dell’aria e alla ventilazione naturale, scegliendo con cura quali piante inserire, preferendo materiali di origine naturale per arredi e finiture, oltre a tonalità cromatiche ispirate ai colori della natura. Ma non solo, il biophilic design esplora tutti e cinque i sensi, riavvicinandoli alla calma intrinseca del mondo naturale.
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Questo genere di progettazione può ridurre lo stress, accrescere la creatività e la lucidità del pensiero, migliorare il nostro benessere e accelerare la guarigione. Il potere curativo determinato dal legame con la natura è stato dimostrato da un importante studio di Roger Ulrich, il quale ha confrontato i tassi di recupero dei pazienti con e senza un rapporto visivo con la natura: avevano un tempo minore di ricovero post-operatorio, una condizione emozionale migliore e una riduzione delle complicazioni come nausea persistente e mal di testa. Poiché voglio scrivere un testo che sia di ispirazione e non un saggio scientifico, non riporterò tutti gli esperimenti e le ricerche fatte sull’argomento, che sono davvero tante. Ritengo però sia utile citare ricerche fatte su persone con il cancro, dove la natura viene usata come distrazione e comporta una riduzione di ansia e di dolore rispetto ad ambienti dove la natura non è presente; ma anche pazienti con piante in stanza post-operatoria che hanno avuto pressione sanguigna più bassa, minor dolore e maggiore soddisfazione rispetto al gruppo senza piante; e infine anche pazienti esposti a scene naturali virtuali durante esami invasivi che hanno mostrato meno ansia e dolore percepito rispetto al gruppo di controllo! Interessante, parlando di architetture ospedaliere in linea con questo argomento, è sicuramente il progetto del Khoo Teck Puat Hospital di Singapore, del gruppo RMJM: attraverso i suoi ampi corridoi luminosi permette un contatto costante con la vegetazione, un ricircolo dell’aria creato attraverso accorgimenti tecnici e all’avanguardia, una migliore condizione dei fruitori, che si rispecchia anche nell’animo dei pazienti. Un esempio virtuoso di come il contatto con la natura può alleviare il dolore della malattia.
Uno studio recente del Journal of Environmental Psychology ha rilevato che basta fissare un’immagine di natura per quaranta secondi per innescare nel cervello uno stato più rilassato. Al di là della sensazione di rilassamento, i soggetti che hanno guardato un prato anziché un muro di cemento hanno ottenuto risultati significativamente migliori anche nelle prove di attenzione effettuate subito dopo. Altri studi hanno dimostrato che l’esposizione a suoni di acqua corrente o a odori del bosco ha effetti marcati sullo stress e su altri fattori fisiologici, come la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna. È ormai chiaro, quindi, l’impatto che il biophilic design ha sul morale e la motivazione, specialmente su quella dei lavoratori, ma la realtà attuale è che la media dei lavoratori di ufficio è intrappolata in ambienti privi di finestre o con poca illuminazione naturale e totalmente sconnessa dal mondo vegetale. Il controsenso è che, nonostante essi restino a lungo in questi locali sterili e bui, ci si aspetta una forte motivazione lavorativa e una produttività altissima. Ovvero una richiesta praticamente impossibile. Integrando il design e la biofilia negli edifici per uffici, sia all’interno che all’esterno, le aziende possono allineare il proprio ambiente di lavoro ai valori del proprio marchio. Si riesce ad attrarre i migliori talenti, riducendo l’assenteismo del personale e aumentando la produttività dei lavoratori. La progettazione di uffici secondo il biophilic design aiuta a creare un ambiente di lavoro sano, produttivo e che abbia un impatto positivo sui profitti di un’azienda. Un esempio? Il SelgasCano office trova collocazione in un’area verde all’interno della città di Madrid e i suoi dipendenti sono quotidianamente in contatto con la natura circostante grazie a una grande finestra curva di vetro spesso due centimetri che copre tutta la lunghezza degli uffici posti sotto la chioma degli alberi. La parete posta a sud, invece, in fibra di vetro e poliestere, protegge i dipendenti dai raggi solari e un sistema di carrucole e aperture consente la ventilazione degli ambienti.
Anche nelle proprie abitazioni il contatto con la natura è importante e permette di godersi il riposo in modo pieno e soddisfacente. Il famoso Bosco Verticale di Milano è da molti studiosi considerato un prototipo per le città del domani, uno dei grattacieli più belli al mondo. Il Bosco Verticale è un modo nuovo di pensare la verticalità e farla entrare in contatto con la natura e l’uomo. Un sistema di torri che, secondo i progettisti, contiene l’equivalente di diecimila metri quadri di foresta. Alla base vi è inoltre un grande parco che accentua l’attenzione sulla natura. Un esempio quindi ben riuscito di biophilic design che si può utilizzare come ispirazione per il futuro.
Per approfondire maggiormente il concetto generale, ci tengo anche a riportare i cinque principi fondamentali e universali del biophilic design che Stephen R. Kellert e Elizabeth F. Calabrese hanno individuato per ottenere l’efficace condizione di ambiente biofilo, così da darti una maggiore consapevolezza delle possibilità nella progettazione:
richiede un’interazione ripetuta e duratura con la natura;
si concentra sugli adattamenti umani al mondo naturale che nel corso dell’evoluzione hanno migliorato la salute, la forma fisica e il benessere delle persone;
incoraggia un attaccamento emotivo a particolari ambienti e luoghi;
promuove interazioni positive tra le persone e la natura, incoraggiando un senso più ampio di relazione e responsabilità verso le comunità umane e naturali;
incoraggia soluzioni architettoniche interconnesse, integrate e che si rafforzano reciprocamente.
Questi cinque principi offrono una guida concreta per orientare ogni fase del progetto verso un autentico dialogo con la natura. Integrare il biophilic design non significa solo inserire elementi verdi, ma costruire spazi che rispondano profondamente ai nostri bisogni evolutivi, stimolando benessere, senso di appartenenza e responsabilità verso l’ambiente. Conoscerli e applicarli consapevolmente permette di creare ambienti più umani, empatici e sostenibili, capaci di generare effetti positivi sia sul piano individuale che collettivo.
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