A volte basta una scoperta per mettere sottosopra tutto ciò che credevamo di conoscere.
La protagonista si trova improvvisamente davanti a una verità che non avrebbe mai sospettato, una verità capace di incrinare gli equilibri della sua famiglia e di farle mettere in discussione tutte le sue certezze.
Con uno sguardo sincero, leggero e a tratti ironico, questo racconto parla di famiglia, di segreti, di amore e di quelle verità che arrivano quando meno ce lo aspettiamo.
Perché anche quando la vita ci scombussola, forse c’è sempre un modo per rimettere insieme i pezzi… e scoprire che, a volte, proprio da ciò che ci ferisce può nascere qualcosa di nuovo.
Perché ho scritto questo libro?
Ho scritto questo libro quando ero una segretaria un po’ caotica, tra mille impegni, pensieri e giornate sempre di corsa. Allora scrivevo quasi senza pensarci, seguendo semplicemente la voglia di raccontare una storia. Dopo tanti anni, mai avrei creduto di ritrovare la scrittura sulla mia strada e, soprattutto, di ritrovare dentro di me la stessa voglia di allora. Riprendere a scrivere è stato come riaprire una porta che credevo chiusa e vorrei sottolineare che non è una storia autobiografica.
ANTEPRIMA NON EDITATA
Capitolo 1
Una vita perfetta? La mia.
Ogni giorno la solita storia. Uscita dall’ufficio corro a fare la spesa per ‘lamata e la dolce meta’.
La mia lista contiene: latte, biscotti, pappette, pastine e verdure rigorosamente congelate. Pane integrale, cereali, e snack biologici privi di ogni tipo di agente lievitante. Ovviamente questi ultimi prodotti sono per me al fine di mantenere una linea accettabile.
Il bello viene quando arrivo a casa…che gioia vedere i miei figli Matteo dieci mesi e Martina di sei anni. E che meraviglia osservare come mio marito Massimiliano, che senza togliere il sedere dal divano e gli occhi dalla TV (casomai si perdesse qualche partita…riesca comunque (secondo lui) a vigilare sui bambini… che, cocchi di mamma, a loro due non sembra vero di essere controllati in questo modo. Così fanno tutto quello che voglion, Ossia, impastare il gatto con la farina la mia Martina ed infilarsi le perline nel naso il mio Matteo!
In tutto ciò il maritino come mi vede entrare così carica di buste da coprirmi la faccia, mi chiede con aria paciosa: cara serve una mano? Decido di ignorare la sua domanda superflua…
Mi catapulto in cucina dopo aver controllato il nasino di Matteo.
Aspiro tutte le perline che riesco a scovare. Salvo Molla il nostro amato e super paziente micio, lo ripulisco e gli offro una via di fuga che lui coglie al volo sparendo in un secondo.
Mi catapulto in cucina, incastro il bimbo nel seggiolone, contemporaneamente preparo la pastina, riesco a prendere l’altra peste, la invito a lavarsi le mani e con gesto da acrobata la metto seduta e mentre sono alle prese con la cena per tutti, apparecchio anche la tavola. E nel mentre penso che è proprio vero che il senso pratico è donna…
E la mia dolce metà? Lui arriva quando è tutto pronto avanzando la solita scusa: mi hai chiamato cara? Perchè sicuramente non ho sentito…anche questa volta decido di ignorare la sua banale scusa…non serve far polemiche. Questa storia va avanti dalla notte dei tempi…
Capitolo 2
Terminata la cena mi appresto a riordinare la cucina con una mano. Mentre con l’altra tengo in braccio Matteo.
Martina che per non aver assecondato il suo ennesimo capriccio…ha deciso di piagnucolare attaccata alla mia gamba così che sono costretta a trascinarla tipo straccio mentre sbrigo le ultime faccende.
Dopo che la cucina e’ tornata vivibile porto i pargoli in bagno per il il bagnetto. Questa operazione mi porta via un ora!
Dopo essere uscita viva dalla lotta contro i bambini che a loro volta combattevano contro l’acqua saponata mi serve quasi un altra ora per metterli nei loro lettini e farli addormentare. Aspetto i loro primi segni di cedimento e volo verso la lavatrice la riempio e ciclo breve. Intanto mi occupo di Molla che come per magia è ricomparso appena si è reso conto che i due piccoli mostriciattoli erano fuori combattimento.
Cibo, acqua fresca, sabbietta pulita. Ciclo breve terminato e panni stesi.
Dovrei stirare, ma stendo così bene che spesso quello è sufficiente a non mandare in giro la mia famiglia come se fosse appena uscita dal letto. Me compresa.
Finalmente arriva il mio momento…posso dedicarmi alla mia persona.
Mi chiudo in bagno,mi chiudo in bagno. Preparo la vasca: sali profumati e bagnoschiuma mille bolle e lamette per la depilazione.
Tolgo ciò che è rimasto del trucco, vorrei farmi una maschera d’argilla, ma sono troppo stanca quindi mi immergo nella vasca e strofino bene il mio corpo affinchè le cellule morte scendessero via come vorrei che scendesse via anche la mia stanchezza.
Riesco a depilarmi una gamba e tutte e due le ascelle. Poi lo sento… Il pianto di Matteo.
Raggiungo il suo lettino in accappatoio con una gamba ancora da depilare. Gli rimetto il ciuccio e torno in bagno. L’acqua intanto si è freddata quindi velocemente depilo l’altra gamba, tampono i capelli, mi lavo i denti, mi infilo nel mio maxi pigiama anti sesso e vado a chiamare Massimiliano che è crollato sul divano.Poverino! Chissà che fatica per lui assistere ai mie molteplici doveri domestici…
Lui arriva a letto a tastoni. Io inserisco le varie sveglie : alle sei e mezza per lui e alle sei per m, ( inutile spiegare il perchè…).
E con un occhio aperto e l’altro semichiuso, con un orecchio tappato e l’altro allertato ecco che sprofondo ( per così dire) in un sonno caotico e nonostante ciò riesco anche a sognare una vita perfetta e rilassante. Ma in questo sogno non c’erano Martina, Matteo, la mia dolce metà e il mio adorato Molla…in pratica la vita di un altra…
Ammetto che la vita, quella vera è più faticosa, ma non riesco nemmeno ad immaginarmela una vita senza di loro…
Capitolo 3 E’ ora di alzarsi, è ora di alzarsi, è ora di alzar…clik!
No ! ecco che ci risiamo! Odio la mia sveglia, odio la sua voce meccanica. Ma se ne avessi scelta una più soft e chi l’avrebbe sentita?
Così stacco la faccia dal cuscino, entro in bagno per riuscirne due minuti dopo.
Come un automa mi dirigo in cucina, preparo il caffè, nel frattempo svuoto la lavastoviglie della sera prima.
Intanto Molla è sbucato da chissà dove e come ogni mattina inizia a strusciarsi sulle mie gambe, la coda alta, gli occhi socchiusi da finto sornione e quel miagolio da : mamma ho fame…
Una volta sistemato il micio, il che comporta: pulizia lettiera,riempire la ciotolina con i suoi croccantini preferiti e messo acqua pulita a sua disposizione.
Nel mentre il caffè è straripato. Massimiliano mi raggiunge in cucina in stato catatonico mi rivolge un impastato buongiorno..
Dopo il caffè è il suo turno di occupare il bagno da cui riesce lavato, pettinato e vestito dopo 45 secondi circa … assurdo!
Ci salutiamo con un bacio frettoloso, ma carico di cose buone.
Mi catapulto in bagno, ma mi ci vuole decisamente più tempo di mio marito per prepararmi.
Inizio a svegliare Martina e tutte le mattine la stessa richiesta:- Ancora un minutino mammina ti prego … il primo minuto glielo accordo, il secondo non posso. Ma solo dopo aver cacciato un urlo che manco Tarzan saprebbe fare meglio, ecco che Martina corre in bagno dove io precedentemente le ho già preparato i suoi vestitini.
Poi è la volta di Matteo. Con lui è tutto più ovattato ancora essendo il cucciolo di casa. Lo prendo dal lettino mezzo addormentato e tra baci e carezze lo preparo.
La mia Martina intanto si presenta in cucina vestita di tutto punto e stranamente non ha battuto ciglio sul vestiario … anche se devo dire che è una cosa insolita dato che da quando ha iniziato la prima elementare, sistematicamente tutti i giorni ha da ridire perché vuole scegliersi da sola cosa indossare …
Quando la principessa di casa si viene a sedere non posso fare a meno di notare che si fa sempre più bella.
Colazione fatta. Un ultima fermata in bagno per lavaggio denti ed intanto le faccio una coda di cavalo
. Ha dei capelli splendidi di un bellissimo biondo rame. E mentre le sistemo i capelli le faccio notare che sono molto contenta perché è la prima volta che non sta facendo capricci su niente e come risposta da parte sua ricevo un sorrisone sdentato che mi fa sciogliere letteralmente il cuore.
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