Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages

Viola di Sera

Viola di Sera
100%
200 copie
completato
24%
38 copie
al prossimo obiettivo
Svuota
Quantità
Consegna prevista Febbraio 2023
Bozze disponibili

Riccardo è un bimbo di sei anni che vive in una stanza di un palazzo di periferia a causa di ciò che la madre Caterina chiama una “allergia all’aria”. A portar respiro nella sua claustrofobica esistenza vi è però un piccolo oblò, unica interfaccia con il mondo esterno che gli permette di dedicarsi alle sue attività preferite: la pittura e lo spionaggio del vicinato. Al di là di quella stanza, separata da una porta chiusa a chiave, Caterina vive una difficile convivenza con Patrizio, disoccupato con un passato da delinquente. Una sera in cui un tramonto colora di viola il cielo, un uomo appare improvvisamente al di là dell’oblò, comunicando con Riccardo tramite gessetti e lavagnetta. Il suo ritratto verrà intitolato Viola di sera. Il nuovo venuto esaspera i sentimenti del bambino: da un lato il forte desiderio di libertà, contro la paura della sua presunta allergia. Il passato dell’uomo misterioso viene così a galla, rivelando un segreto che Caterina sperava di aver sepolto per sempre.

Perché ho scritto questo libro?

Una sera di molti anni fa stavo ammirando un magnifico tramonto quando, improvvisamente, si mise a piovere. Il caratteristico profumo dell’asfalto bagnato, il rosso quasi viola del cielo e una finestra con le inferiate perché al piano terra dipinsero nella mia mente l’immagine cardine sulla quale ho poi costruito questo libro. Una poetica chiamata alle armi, se vogliamo.

ANTEPRIMA NON EDITATA

1

Riccardino è allergico all’aria. L’ha detto la mamma, e quel che dice la mamma non si discute. Per questo motivo la sua intera vita, ben sei anni terrestri, è stata spesa all’interno del solito spazio angusto circondato dalle stesse quattro mura. A portar luce nella sua claustrofobica esistenza c’è però un piccolo oblò, un angolo spesso addobbato da ragnatele, che offre uno sguardo sul mondo esterno, quello vero, che Riccardino non ha mai potuto toccare. La posizione è privilegiata: tra tutti gli edifici che lo circondano, il palazzo di Riccardino svetta non solo per altitudine, ma anche per eleganza. La bianca tinta delle pareti, infatti, è piacevolmente contrastata da un blu scuro e deciso, che lo snellisce, facendolo apparire ancora più alto. Non che ce ne sia bisogno, ben inteso. Il suo palazzo è infatti il più alto dell’intero vicinato. In assenza di miopia, se si guarda con attenzione il nono piano, è possibile intravedere il piccolo oblò. Da lassù, Riccardino può osservare, o meglio spiare, chiunque passi nei dintorni. Al contrario, nessuno riesce ad accorgersi di lui, sperduto puntino difeso da un oblò nel cielo. Tale posizione appare quindi perfetta per un pittore come lui il quale può osservare e interpretare il mondo che lo circonda.
Continua a leggere

Continua a leggere


Nonostante la sua giovane età, Riccardino è infatti un artista. Non certo uno qualunque, ma uno decisamente in gamba. Glielo dice sempre la mamma, e quel che dice la mamma non si discute. A testimonianza di ciò, la sua stanza è disordinariamente piena di tavolozze, fogli, matite, pennelli, gomme e tanti, tanti manuali e libri di pittura. Tra questi, Caillebotte occupa un posto speciale. Immagini di quadri del suo artista preferito tappezzano infatti ogni metro quadro disponibile e comprendono riproduzioni dipinte, e firmate, da Riccardino stesso. Proprio da Caillebotte il piccolo prende spunto quando dipinge. Il suo sguardo al mondo è realista ma con aggiunte particolari e personali, che ama definire impressioniste. Si concentra molto, forse più del dovuto, ogni volta che dipinge. Dopo una rapida occhiata dal suo oblò, sempre da una angolazione diversa, chiude gli occhi e inizia a dipingere o disegnare, senza guardare né giudicare il risultato preliminare. Questo per evitare che un primo sguardo possa influenzare, se non rovinare, la buona riuscita dell’opera. Come sempre, la sua concentrazione durante l’atto pittorico è tale da non accorgersi di presenze aliene, anche molto vicine a lui.

Caterina è infatti seduta sul suo lettino da almeno dieci minuti, in religioso silenzio. Un timido raggio di luce riesce a farsi strada e, come un proiettile di un cecchino, si infrange sul volto della donna, facendone risaltare la bellezza. Mai stufa di osservarlo, ma impaziente di vedere l’ultima creazione di Riccardino, cerca di farsi notare fingendo alcuni colpi di tosse.

«Richard» dice con il suo accento francese, «fammi un po’ vedere che cosa hai dipinto oggi, dai».

La voce, che sembra provenire da un’altra dimensione, fa sussultare il bambino riportandolo velocemente alla realtà. I suoi riflessi da lince lo soccorrono e gli evitano una potenziale rovinosa caduta dallo sgabello sul quale è accovacciato.

«Mamma!» urla lui, scendendo dal suo trespolo «quante volte ti ho detto di bussare prima di entrare nella mia stanza. Sto lavorando, non vedi?».

Caterina, abituata all’estro del figlio, sorride e attende qualche secondo prima di rispondere.

«Richard, ma se avrò bussato almeno tre volte. Ho anche aspettato, così per cortesia, prima di aprire la porta. Ma niente, come al solito sei sordo come un pesce».

Riccardino ride, di gusto.

«Come una campana. Si dice sordo come una campana, mamma. Il pesce è quello muto. Sai, muto come…»

Caterina lo interrompe.

«È uguale, via! Campana, pesce. Comunque sia, io avevo bussato. Adesso fammi vedere cosa hai dipinto, forza».

Riccardino si arrende decidendo di non lamentarsi e non ripetere il suo solito mantra che intona “l’opera è ancora incompiuta, ci sono ritocchi da fare, è solo una bozza…”. Si arrampica di nuovo sullo sgabello, per raggiungere l’oblò dove aveva incastrato la piccola tela.

«Ecco qui…» mormora, cedendo la bozza alla mamma.

La donna estrae un paio di occhiali dalla tasca della camicia e, come per darsi un tono, li indossa iniziando a elencare una serie di terminologie tipiche dei critici d’arte, come quelli che vede sempre in tv. Parole come “tocco”, “spennellata”, “colori accesi” e “prospettiva” escono come un fiume in piena dalla sua bocca fino a quando, notando lo sguardo fisso e assente di Riccardino, si arrestano per lasciare spazio a un linguaggio meno professionale.

«È bellissimo, Richard. Come tutti gli altri».

Lui sorride a malapena, cercando di mantenere un’aria composta.

«Vedi di finirlo in fretta, però, che tra poco ti porto il pranzo» aggiunge lei, smorzando il momento di imbarazzo creatosi.

«Oh, bene! Avevo giusto fame. Sai, tutto questo lavoro prosciuga le mie energie. Cosa mi hai preparato oggi?».

«Il tuo piatto preferito, gnocchi al pesto» dice, sorridendo.

Riccardino urla di gioia e si esibisce in una lunga danza, al contempo ridicola e curiosa. È così concentrato sulle sue mosse da non accorgersi che Caterina è già dall’altro lato della porta della sua cameretta, che si preoccupa di chiudere a chiave con cautela e bloccarla, infine, con un chiavistello.

2022-06-20

Aggiornamento

Articolo su "Gazzetta d'Alba"
2022-06-07

Aggiornamento

Cari Lettori, Il primo traguardo è ora raggiunto. Mando a tutti un enorme grazie dal mio più profondo del mio cuore per avermi supportato in questa impresa: mi avete commosso. Un caro saluto e... stay tuned per i prossimi aggiornamenti! Davide Risso
2022-06-06

Aggiornamento

Articolo sul giornale IDEA
2022-05-21

Ideawebtv.it

https://www.ideawebtv.it/2022/05/21/viola-di-sera-e-il-nuovo-libro-dellalbese-davide-risso/

Commenti

Ancora non ci sono recensioni.

Recensisci per primo “Viola di Sera”

Condividi
Tweet
WhatsApp
Davide Risso
Davide Risso nasce nel cuore delle Langhe ma si forma a Pisa, Bologna, Washington e Seattle. Laureato in scienze naturali e biologiche, dottorato in genetica del gusto, lavora in una multinazionale del settore alimentare ed è autore di numerose pubblicazioni scientifiche. La scrittura è una delle sue più grandi passioni e lo ha portato ad essere premiato nei concorsi I brevissimi del premio letterario Energheia e Parole dal Futuro del festival di letteratura e musica Collisioni. Suoi racconti, sia in Italia che negli Stati Uniti, sono apparsi sulle riviste Carie, Risme, RumbleFish Press, Flash Fiction Magazine e in varie antologie. Viola di sera è il suo primo romanzo.
Davide Risso on Wordpress
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages

Questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti per aiutarci a migliorare la tua esperienza di navigazione quando lo visiti. Proseguendo nella navigazione nel nostro sito web, acconsenti all’utilizzo dei cookie. Se vuoi saperne di più, leggi la nostra informativa sui cookie