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Ciao mamma, vado a fare lo scrittore – parte seconda

Fare o non fare lo scrittore? Tra dubbi, svenimenti, gin tonic e scuole di scrittura creativa continua l’avventura del nostro aspirante scrittore.

 

 

Ciao mamma, vado a fare lo scrittore

Episodio 2: le motivazioni

Dove ci eravamo lasciati: vi siete appena laureati e avete tentato, fallendo, di dare la nefasta notizia a vostra madre. Tra svenimenti, urla, pianti, minacce ve la siete cavata con una risata. In fondo, perché rovinarsi la festa? Ci sarà tempo prima di dover vuotare il sacco.

Ora l’errore che si potrebbe commettere, passata la sbornia del post-laurea e riprese almeno parzialmente le proprie facoltà intellettive, è quello di sedersi a tavola con la faccia seria e composta di un monaco benedettino e annunciare nuovamente la lieta novella. No, evitatelo. Siete appena sopravvissuti a notti allegre e lo sanno tutti che quando si trascorrono giornate troppo allegre si è pronti a prendere decisioni sulle ali dell’entusiasmo. Non è ancora il momento.

Innanzitutto sono tre giorni che vi svegliate alle quattro del pomeriggio e andate in giro per casa spargendo fumi alcolici e perdendo per strada calzini, pantaloni, dignità. Vostra madre vi guarda comprensiva. Vostro padre vi vorrebbe uccidere. I vostri fratelli e sorelle più piccoli vorrebbero essere voi, ma anche quelli più grandi se potessero tornerebbero alle notti post-laurea. Dicevo: sono giorni che vi svegliate alle sedici, fate colazione alle diciassette, alle diciotto vi fate una doccia e alle diciannove siete pronti per l’ennesimo aperitivo. La vostra vita si è trasformata in un delizioso eterno fine settimana. Non spezzate l’incantesimo.

Sfruttate piuttosto queste giornate di bagordi per verificare le vostre reali e profonde motivazioni. Siete di fronte a una scelta che, se non ve la cambierà, vi renderà la vita estremamente più difficile. Vi state scagliando contro le norme sociali del comune buon senso: vi state tuffando in acqua dopo aver mangiato, state uscendo di casa appena dopo esservi fatti una doccia, state addentando l’ennesimo pezzo di sushi a un all you can eat a 10,00 euro bevande incluse. Perciò tra il primo spritz delle 19:39 e il settimo gin tonic delle 02:21 prendetevi dei momenti di assoluta introspezione. Chiedetevi a gran voce:

Cosa diamine sto facendo?

E non mi riferisco all’altalena alcolica spritz – gin tonic, sulla quale comunque avrei da ridire, ma alla vostra carriera universitaria, il Master, lo stage, il contratto a prestazione occasionale, poi quello a tempo determinato, forse quello a tempo indeterminato, lo studio privato, lo studio da associato, l’incarico di dirigente, di primario, il matrimonio, il mutuo, la casa delle vacanze al mare. Infine il divorzio, i figli bastardi che vi succhieranno anche l’anima, le cartelle esattoriali, la crisi, la bancarotta, la fuga in Messico. Davvero volete rinunciare a tutto questo? Se la risposta è sì, bene. Sono felice per voi. Ma perché volete farlo? Ci sono molti modi per sfuggire a un destino segnato, la scrittura non è sicuramente la strada più semplice.

Sapete realmente a cosa state andando incontro? Vi state gettando tra le fauci del drago.

Essere uno scrittore vuol dire saltellare tra la gioia e la più profonda disperazione, immergersi in fiumi di caffè e valli di lacrime, entusiasmo e depressione: per questo alle persone normali non salterebbe mai in testa di intraprendere questa strada. Ma voi non siete normali, ve l’ho già detto? Proverò a elencare una serie di ottimi motivi per fare lo scrittore e altrettanti terribili motivi in grado di farvi pentire di aver abbandonato la carriera tanto auspicata dai vostri genitori.

  • Il primo pagamento per il vostro lavoro, racconto, articolo o romanzo che sia: verrete pagati in voucher, in buoni sconto, difficilmente in moneta sonante. Incredibile felicità. Siete pronti a farvi bastare la soddisfazione di un lavoro potenzialmente gratuito?

  • Tutti i rifiuti, le lettere di diniego, le mail preimpostate, in breve tutte le volte che vi ritroverete a pensare che nessuno vi capisce. Purtroppo i vostri lavori potrebbero davvero non essere all’altezza. Siete pronti a ingoiare il rospo?

  • La ricerca di un agente che magari non troverete mai, che non vi farà strappare accordi milionari, che non vi farà pubblicare con il vostro editore tanto sognato, che vi scroccherà cene, aperitivi, che vi farà aspettare settimane per quell’incontro importantissimo. Però potrebbe sempre andarvi alla grande e trovare qualcuno che crederà davvero in voi e nel vostro lavoro. Pronti a correre il rischio?

  • Essere un aspirante scrittore sembra fantastico, non è vero? La gente che vi domanda cosa state scrivendo e quando arriverà in libreria il vostro capolavoro, vostra madre che vi chiede se la dedica in prima pagina sarà per lei, le ragazze che stanno lì a guardarvi mentre nei caffè vi rinchiudete per ore in un silenzio interrotto solo dal borbottio del caffè e dalle dita che scivolano sulla tastiera. Tutto fantastico, non è vero? Non dormire la notte perché il vostro protagonista ha deciso di ribellarsi alla storia e no, il postino non lo vuole fare per niente. Andare in giro come piccoli fantasmi interessati soltanto alla vostra storia che proprio non ne vuole sapere di illuminarvi le giornate. Dover sopportare le domande, la curiosità, gli stereotipi: Vivi in periferia? Non mangi da settimane? Qual è il tuo modello di ispirazione? Avrei anche io un’idea, quando hai un po’ di tempo ti va di prenderci un caffè così te ne parlo?

Siete davvero pronti a tutto questo?

Avete già molte cose su cui riflettere. Per oggi direi che basta così, non vorrei avervi depresso troppo.

Fine secondo episodio – ci vediamo la prossima settimana, sempre che per allora non avrete cambiato idea (trovate qui il primo episodio).

Francesco Spiedo
Francesco Spiedo, sangiorgese classe ’92, istruttore di Kung-Fu e laureato in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio. Ha pubblicato racconti sparsi e romanzi misti, ama la definizione scrittore emergente e guai a chiamarlo esordiente. Frequenta il corso annuale a Belleville – La scuola con la speranza di entrare nella vecchia e cara Repubblica delle Lettere. Nel frattempo scrive per la testata giornalistica online Libero Pensiero, occupandosi principalmente di ambiente, e collabora con Bookabook, senza apparenti meriti letterari.
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