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Carezze tra anime

Carezze tra anime
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Consegna prevista Aprile 2022
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Su un’isola del Mediterraneo, che vive l’evento epocale della migrazione, s’intreccia la storia di Farah e Tancredi. Lui la salva dal mare, da un probabile annegamento, ma ne nasce un equivoco che li turberà entrambi. Fortemente, ma inconsapevolmente, attratti l’uno dall’altra, non riescono a chiarirsi, ma neanche a vivere più come prima d’incontrarsi.

In un paesaggio affascinante e selvaggio, i due giovani vengono attraversati da storie d’immigrazione, di amicizia, d’intolleranza, di legami profondi e di pura bellezza. Proprio da questa iniziano per affrontare le difficoltà procurate da quel salvataggio. Emergenze il passato, li insegue il presente. Lui si rifugia nel lavoro. Farah nello studio. Lontani per mesi, impareranno, ciascuno con sé stesso, a leggere nella profondità delle loro anime. Le rivolteranno, le scaveranno e verranno alla luce verità che non si sapeva di conoscere. Cambiano le prospettive, cambia il punto di vista. Loro cambiano? E il loro rapporto?

Perché ho scritto questo libro?

Quando ho iniziato a scrivere queste pagine, non sapevo che sarebbe venuto fuori un libro. Poi, ho capito che scrivendo stavo bene: ho conosciuto parti recondite della mia interiorità, ho riscontrato del bello. Mentre tutti, distrattamente, continuiamo a ripetere “la bellezza salverà il mondo”, il timore è che il mondo possa non riconoscerla e che in molti se la lascino passare vicino senza accorgersene. Il fallimento è sempre in agguato. Scrivere è provare a non fallire e magari anche riuscire

ANTEPRIMA NON EDITATA

“…Non ho avuto fiducia in noi. Sono stata lungimirante? Forse presuntuosa? Ho preso una cantonata? Mi sono ingannata? Ma che importa! So d’avere comunque fallito: quando le conseguenze di un’azione sono più gravi della stessa azione svolta vuol dire che abbiamo fallito. Quando nel nostro animo non troviamo più conforto, ma amarezza; quando adottiamo un rimedio senza trovare sollievo; quando ci convinciamo d’avere superato e, invece, alla prima occasione sprofondiamo ancora, abbiamo fallito.

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Qualsiasi rapporto d’amore merita di essere vissuto pienamente, quello con mio figlio, quello con il mio compagno, con i miei familiari, con le mie amiche. A nessun rapporto andrebbero tarpate le ali, anche a costo di rompere quello che riteniamo sia un equilibrio. Perché poi parlare d’equilibrio nei sentimenti? L’equilibrio è stabilità, è uno stato che non considera cambiamenti, oscillazioni, evoluzioni, caratteristiche, variabili invece, presenti in tutti gli ambiti relazionali. Perché impedirci di manifestare una variazione? Non si può vivere una vita di rimpianti, ma si può vivere con la consapevolezza che tutto, da un momento all’altro, può cambiare il suo stato. Può nascere, può concludersi, perché noi cambiamo, perché percorriamo strade diverse, perché andiamo verso posti diversi. Non si chiudono i rapporti senza averli vissuti. Meritano, almeno, una prova d’appello. Spetta a te, o spetta a me dire ‘riproviamo’? No, gioia mia, non spetta a te. Tu hai eseguito una mia disposizione, sei stata accondiscendente. Come sempre sei stata con me, dalla mia parte. Spetta a me, lo so, un bagno di umiltà e di maturità, chiedere scusa, sperando nella tua grandezza e nella tua comprensione. No, forse non spetta a nessuno delle due. Perché dovrei ripresentarmi e appellarmi a te? Non ho il diritto di entrare e uscire dalla tua vita quando mi pare. È andata come doveva andare, andrà come deve andare. È una fine? È qualcosa che dobbiamo attraversare? È una pausa? Lo deciderà il tempo, gli eventi, il destino. Ha ragione Oriana: ‘credere che noi siamo gli unici artefici della nostra vita è follia’. Io aggiungo che anche colpevolizzarci per quello che sentiamo profondamente, con tutto il nostro cuore, è follia.”

“Quanto spreco di tempo. Quanta perdita di energia, di sentimenti. Che peccato non avere più riso insieme. Che peccato non ascoltare il cuore, provare amore senza darlo. Vivere facendo finta di nulla, fingendo che dentro di te non stia accadendo nulla. Segnare i propri giorni con il tormento nascosto dalla finta indifferenza e non con l’entusiasmo delle belle, anche se sconcertanti, verità. Che spreco avere tanta capacità di donare e tenerla a freno. Il falso pudore, la paura, il non lasciarsi andare azzerano tutte le capacità affettive. La vita che sembra scorrere come sempre e invece perdere il sorriso ogni giorno, perdere ogni giorno un pezzetto di te. Non è vero che si può recuperare. Quello che poteva accadere in quel certo periodo è perso per sempre, non può abitare in questo presente e neanche nel più roseo futuro. Ogni volta che respingi qualcosa che ti tocca l’anima, ogni volta che non ti dai, è una perdita incommensurabile. Diciamo frasi, cerchiamo scuse e giustificazioni, scriviamo pagine intere come se vivessimo l’eternità e non un fugace passaggio. Devi saperlo vivere il tempo: è talmente limitato. Il tempo che dedichiamo ai sentimenti sembra ancora meno, ma è vivere l’amore che dà la consapevolezza di spenderlo bene. In quello che credi una marea di tempo, devi nuotare, non puoi sempre galleggiare. Le persone che ci scegliamo, quelle che ci appartengono, quelle che ci fanno vibrare, ci aiutano a nuotare, ci creano spunti per vivere. Le occasioni sono sparse nel tempo, sono spalmate in esso, ogni cosa devi coglierla quando si presenta, in quel momento li. In un altro momento, non avresti più una occasione uguale. Se un giorno volessi quella identica occasione, quella di prima, non l’avresti più, ne avresti un’altra simile, una copia stropicciata, forse… se ci sarà più tempo. Non diamo mai valore al ticchettio dell’orologio. A volte, lo percepiamo solo come un sibilo fastidioso. In realtà, scandisce esattamente come quello di una bomba a orologeria.

Adesso, questa è la nostra bomba, Lea, e ci sta scoppiando tra le mani, sul viso, dalla pelle alle viscere del nostro corpo. Si è fatto tardi. Ci siamo prese del tempo e troppo ne abbiamo sprecato. Non recuperiamo più nulla, gioia mia, ed io rimarrò sola, a brandelli, ma ad amarti fin quando si esaurirà anche il tempo determinato dalla miccia riservata a me.”

2021-07-14

Aggiornamento

Vi ringrazio uno per uno per avermi fatto raggiungere e superare il primo obiettivo!! Adesso, procediamo per arrivare sempre più in alto. Grazie per il sostegno che sono certa non mi farete mancare. Avanti tutta!!!

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Lidia Geraci
Lidia Geraci, nata a Palermo 65 anni fa, dove ho studiato fino alla conclusione del liceo scientifico. Acquisisco il titolo di “Maestro dell’oggettistica in legno”, dopo approdo in una nota zienda delle telecomunicazioni. Quindici anni fa, la stessa azienda mi ha dato l’opportunità di trasferirmi in Emilia Romagna, dove mi laureo presso l’Università di Bologna in “Scienze della Formazione”. Successivamente, per tre anni, sono stata “Cultrice della materia” in “Organizzazione e gestione delle risorse umane”, presso l’Università di Urbino. Nel 2014, ho scritto un’autopubblicazione: “Cibo…che emozioni” dove parlo del cibo come strumento di comunicazione. Da circa sei mesi, ho ottenuto un’incentivazione per ritirarmi dal lavoro. Giunge così il momento per dedicare più tempo alle persone che amo, a me stessa e alle mie passioni, una su tutte (forse superfluo aggiungere…) la scrittura.
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