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Caro te, ti racconterò di quelli del "fino alla fine"

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Consegna prevista Giugno 2020

Cosa c’entrano Harry Potter, Mozart e Robin Williams? Cosa confiderebbe un macellaio romano chiamato Giulio al suo omonimo “storico” Giulio Cesare, se solo potesse parlargli? E ancora, quali possono essere le sensazioni di un giovane ragazzo di diciassette anni sul mondo che lo circonda e a chi vorrebbe raccontarle?
Queste voci e molte altre compongono un epistolario fatto di mittenti e destinatari diversi, con in comune però il fatto di non aver mai smesso di lottare, fino alla fine, e l’obiettivo di dare speranza a una società sempre più apatica. Una raccolta di lettere dal sapore antico e moderno, che vuole mostrare agli adulti il mondo dei ragazzi, e ai ragazzi un mondo che presto sarà il loro.

Perché ho scritto questo libro?

Ho scritto questo libro perché credo che ogni persona debba cercare il suo talento e sfruttarlo al massimo del suo potenziale. Non siamo tutti calciatori, cantanti, o youtubers, e la mia strada credo sia quella della scrittura. Ho voglia di far conoscere il mio pensiero e di entrare in sintonia con persone che hanno avuto storie diverse. Ho deciso di intraprendere questo percorso per rendere più vivo il paesaggio che vive in ogni lettore, perché alla fin dei conti è ciò che rende vivo anche me.

ANTEPRIMA NON EDITATA

NON LEGALE PER AMORE

Caro Salvathore,

sono passati solo due mesi da quando hai lasciato il mio villaggio. Ti ringrazio ancora per i tanti insegnamenti e aiuti che hai dato alla mia comunità africana; purtroppo qui la situazione politica è peggiorata. L’estrema destra, con un colpo di stato, è tornata al potere. È successo qualche settimana prima che venissi a scoprire della manifestazione avvenuta a Roma, quando, cioè, siete scesi nudi in piazza per lamentarvi della non-legalizzazione della marijuana. Siete strani a volte voi italiani… pur avendo tanto volete sempre il “di più”. Anch’io una settimana fa sono sceso nudo nel centro del villaggio. Avevo un maestoso sorriso in viso e, contemporaneamente, un fucile puntato alla testa, che mi ricordava di andare avanti, mi ricordava perché stavo andando avanti, mi ricordava quant’è generosa la vita ma anche quanto è stupido l’uomo. Mi ero rifiutato di lapidare una donna. Ciò fu considerato non legale e la condanna fu un’umiliazione pubblica. La condanna prevista per la mia prossima violazione alla legge è la massima pena: la morte.

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Quattro settimane fa una coppia è stata fucilata davanti a un asilo. Trentadue bambini hanno visto i loro due insegnanti perdere la vita, morire lì davanti ai loro occhi innocenti. Li conoscevi anche tu, sai? Parlo di Amhed e Charlotte. Si amavano molto, ma erano di etnie diverse. Un amore che riconciliava due nazioni diverse. Ciò fu considerato non legale.

Ti ricordi il campo di calcio che hai fatto costruire? Quante partite abbiamo disputato insieme! Perdevamo sempre per colpa del nostro amico Rajè, il calcio non era proprio il suo forte! Qualche giorno fa, però, contro ogni previsione segnò! Fu, quasi, un miracolo! Lui stesso, incredulo, si mise a piangere e si gettò a terra ringraziando Dio. Un soldato assistette alla scena, oggi Rajè non c’è più. Perché? Non stava ringraziando la divinità riconosciuta dallo Stato. Ciò fu considerato non legale.

Salvathore, ti ricordi quando, in riva al fiume, ti chiesi cos’è la felicità? Tu mi hai risposto che è una sensazione che più ci pensi e più ti sembra lontana. Oggi, invece, ti chiedo cos’è la legalità?  Cosa è, veramente, degno di essere detto legale? È legale uccidere un uomo perché diverso da te? È legale uccidere un uomo perché crede in un Dio diverso dal tuo? È legale questo mondo che l’uomo ha così plasmato? Un mondo dove anche Dio rappresenta un pretesto per uccidere? Un mondo dove domina chi ha più denaro? Un mondo dove i  termini  “repubblica” e “democrazia” sono solo una parvenza di libertà, che nascondono in realtà la sottomissione a scelte forzate? 

Siamo costretti a essere umiliati pubblicamente, nella pubblica piazza, se ci rifiutiamo di togliere la vita al prossimo. Siamo destinati alla morte se amiamo il prossimo. Siamo obbligati a stare in silenzio se vogliamo gridare la nostra voglia di vivere. Siamo obbligati a incassare ogni loro terribile decisione come se fossero pugni, ma noi non possiamo contrattaccare e continua a vivere solo chi sa resistere ai colpi. La mattina ci svegliamo, ci laviamo la faccia e, guardandoci allo specchio, vediamo persone che non siamo noi. Siamo costretti a essere come vogliono loro e persino rimanere fedeli a noi stessi diventa “non legale”. Questo non è vivere, è sopravvivere…

La definizione del termine “legale” sul vocabolario che mi hai lasciato dice : 2legale è ciò che rispetta le leggi”. L’origine del problema sono quindi le leggi? Possibile che l’uomo dopo migliaia di anni non abbia trovato delle leggi che garantiscano il bene della società? Oppure sono state trovate, ma i vari governi fanno finta che non siano mai state scritte? Spero che in futuro non ci sia bisogno di porsi queste domande, ma farò di più che sperare. Mi impegnerò nella ricerca di queste leggi, così non ci saranno altre morti come quelle di Rajè, o come quella di Amhed e Charlotte. Quei trentadue bambini non avranno più altre tragedie a cui assistere, ma avranno sicuramente la volontà e le possibilità di creare una società armoniosa, semplicemente rimanendo se stessi.

Con questa lettera ho riscoperto che le leggi non sono solo un paio di frasi scritte su un foglio e rese pubbliche. Sono come un busto per la schiena che cerca di non farci compiere movimenti sbagliati. Sono come le comodità delle vostre case in Italia, che rendono tutto più facile per la convivenza. Le leggi ci tengono e ci conducono per mano, così come faceva mio nonno con me, quando mi tirava la mano per riportarmi sulla direzione giusta, e io pur non comprendendo mi lasciavo guidare. Le leggi sono ciò che ci permettono di essere fieri di noi stessi. Sono ciò che ci rendono uomini, ma soprattutto ci rendono umani.

Spero che questa lettera ti giunga, magari, durante una di quelle manifestazioni, di cui mi parlavi, una di quelle in cui sventolano tante bandiere rosse scintillanti, quelle che ti facevano luccicare gli occhi, quegli stessi occhi da sognatore. Io mi auguro, nel frattempo, di non morire e di non far morire.

Buona vita

Il tuo amico Wholf

P.s. Scusami se ancora non riesco a scrivere bene il tuo nome.

IL VOSTRO COMICO DI QUARTIERE

Cari ragazzi,

questo è il mio ultimo saluto. Con voi, saluto anche la mia vecchia amica Vita. Chiedo perdono a voi per essere così egoista da andarmene, e chiedo scusa alla mia amica per non aver scelto di passare con lei più tempo possibile. Durante i tanti anni di recitazione, ho interpretato vari personaggi. Uno più belli dell’altro. Fra questi, è stato l’uomo bicentenario a farmi capire di aver fatto la scelta giusta. Mi ha ricordato che è meglio una vita breve ma vissuta da umano, piuttosto che essere immortale ma senza provare sentimenti ed emozioni. Purtroppo io in questo periodo non faccio che combattere ogni giorno contro la depressione. Mi rendo conto di essere malato, ed è questa malattia ad avermi reso il fantasma di me stesso. Meglio morire oggi, da Robin, invece che fra 10 anni, rinchiuso in una clinica, senza ricordare il mio nome e con un pannolone addosso.

Cosa mi ha dato la forza per lottare finora? Il mio pensiero felice, quello che mi fa volare: “sono papà”. Zelda, Cody, Zachary, io vi amo e siete la cosa più preziosa che io abbia in questo mondo. Vi chiedo scusa per le troppe volte che mi avete visto perdere le battaglie con l’alcool. Quel bicchiere di gin è stato più forte di me per così tanti anni… Vi chiedo scusa per non essermi accontentato di vivere qualche altro anno con voi. Non avrei sopportato di mostrarmi così fragile davanti ai miei piccoli. Spero che comprendiate la mia scelta. Credo comunque che fra i vostri ricordi con me, riuscirete ad avere una buona figura di “mammo”, come Mrs. Doubtfire. Io vi veglierò sempre da lassù. Vi guarderò come vi guardavo da sopra la culla, e ogni volta che avrete una giornata storta, io sarò pronto ad agitarvi un sonaglio per rallegrarvi.

Ragazzi di tutte le età, anche le più venerande, vivete con la consapevolezza che ogni giornata, per colpa della canaglia del tempo, è solo un attimo fuggente. Fate sempre ciò che vi rende felici, anche a costo di sbagliare. La vita è troppo breve per fare quello che dicono gli altri. Non vi va bene qualcosa? Cambiatela! Non fatevi prendere dalla pigrizia. Non accontentatevi nella vita. Chi si accontenta muore. Agite. Realizzate ogni vostro piccolo sogno e rimarrete immortali vivendo in esso. Tutto è impossibile, fin quando qualcuno non si alza e lo rende realtà.

Siete sotto una pioggia incessante e completamente fradici? Allora è il momento giusto di sorridere verso il sole oscurato dalle nuvole e di giocare a nascondino insieme a lui! Anche un coltello se preso dal lato giusto, può essere utile per tagliare salsicce per tutti.

Non vi disperate se in lontananza vedete un ostacolo, perché tanto prima o poi lo incontrerete per forza. Al posto di preoccuparvi inutilmente, preparatevi per affrontarlo al meglio possibile. E una volta superato, ridete e gioite perché più tardi sarete in grado di superarne uno ancora più difficile!

Create il vostro mondo di fantasia. Siate geniali e non smettete mai di sognare. Chi smette di sognare, smette di vivere. Trovate la vostra dimensione. Che sia un mondo di liane, animali giganti e altissime cascate, oppure un’isola piena di bambini sperduti, indiani e pirati. Create la vostra Jumanji e sognateci a occhi aperti. Rendete la vostra vita proprio come l’avreste sognata da piccoli.

Dipingete la felicità, e non cadete nel tranello di chiedervi cosa sia, ma godetevela e basta! Baciate una volta vostra moglie, e due il cane dispettoso del vostro vicino. Agite a tempo di musica e siate voi i protagonisti dello spettacolo. Date abbastanza forza alla vostra voce, da poter dire ciò che pensate. Abbiate il coraggio di essere voi stessi, di essere unici.

Non vi straziate nel cercare di essere la perfezione, perché sono proprio i difetti a renderci umani. Il nostro più grande difetto è l’amore. Quella strana emozione che ci fa piangere, sorridere, tremare, correre e che ci dà quella strana ma grande voglia di baciare una lei o un lui. Vivete d’amore! Cercatelo dietro ogni vicolo, dietro ogni briciola, dietro ogni parola. L’amore è bravo a nascondersi, così quanto a scappare. Per questo è una vittoria immensa riabbracciarlo! Ve lo dice uno che si è sposato ben 3 volte! Senza mai stancarmi di rincorrerlo! L’amore è il nostro più grande difetto, e forse è proprio per questo che è ciò che ci rende più umani.

Un grazie a chiunque abbia creduto in me. Ringrazio ogni persona con cui ho condiviso il palcoscenico, e ogni persona che ha contribuito a rendere fantastica la mia vita nonostante le tante difficoltà. Un ringraziamento che va da ogni mio truccatore, fino a Bob, il ragazzo che lavora come spazzino nel mio quartiere. Ringrazio ogni persona che ha deciso di usare il proprio tempo per vedermi su uno schermo. Ringrazio ogni persona che ha deciso di mettere me come supereroe contro l’infelicità. “Super Robin”, suona strano eh? In effetti non sono mai stato una vera spalla, figuriamoci di una persona triste come Batman. Sarei più uno sprizzante “Spider Oldman”. Un grazie a te che stai leggendo questa lettera. Anche il migliore degli spettacoli per diventare un successo, avrà sempre bisogno degli spettatori. Infine ringrazio chi mi ha criticato per tutti questi 63 anni. Mi avete fatto capire che nella vita si può essere sempre migliori.

Per essere migliori  vi spingo a non essere egoisti. Preoccupatevi per le persone che avete a fianco. Preoccupatevi del perché il vostro fornaio ha messo con tristezza il pane nel sacchetto. Preoccupatevi del perché il postino non è arrivato a casa vostra cantando come al solito. Preoccupatevi del perché vostro figlio parla sempre meno e si isola. Siate un po’ tutti Patch Adams, il medico pronto a tutto per dare un sorriso.

Eppure questa è stata la mia rovina… il sorriso della gente. Era la mia droga. Non riuscivo a stare fermo davanti a una folla grigia di persone. Le dovevo rallegrare, ne sentivo il bisogno. Se erano felici loro, lo ero anch’io. Nonostante ridessero, le risate colmavano solo momentaneamente il vuoto dentro di me… giusto il tempo di uno spettacolo.

Il tuo sorriso Susan, riusciva a riscaldarmi e a darmi immensa gioia, ma nemmeno lui è stato in grado di completarmi. Cara, io ti amo da impazzire. Nel frattempo purtroppo sono impazzito per il mio desiderio compulsivo di piacere a tutti. Un desiderio folle, che, però, ho la strana sensazione di aver esaudito in qualche modo. Ecco il sogno realizzato in cui vivrò sempre.

Ragazzi, Vivete!

A più tardi possibile

Robin

P.s. Cara, scusami se ho preso il tuo i-pad per scrivere questa lettera.

16 ottobre 2019

Aggiornamento

Dalla chiacchierata con gli amici di Radio Charlie, e grazie alla lettura in anteprima esclusiva che hanno potuto fare, cari lettori, ecco a voi la recensione della bookblogger Dadabooklover: Luigi è un giovane scrittore che per la prima volta fa dono di sé ai lettori. Dopo aver scritto e conservato nel forziere del suo cassetto tante bellissime lettere, ha deciso fosse arrivato il momento di spedirle in tutto il mondo, così che chiunque potesse scegliere la sua preferita da custodire o rispedire. Per farlo ha dato vita ad un moderno epistolario, dai molteplici mittenti e destinatari, dove il tempo perde la sua importanza, dove passato, presente e fantasia condividono pagine bianche e riscrivono le emozioni.
Caro te, ti parlerò di quelli del fino alla fine è una sveglia, un monito a non mollare, una spinta incoraggiante. Lo scrittore sceglie di aprire una finestra tra due mondi che solo insieme possono farsi forza: i giovani e gli adulti. Le lettere, tra autobiografia, personaggi storici e una spiccata ma non banale fantasia, sono il mezzo di comunicazione tra due generazioni che oggi più che mai tendono a dimenticare quanto siano interdipendenti: la difficoltà dei giovani a comprendere gli adulti, le loro scelte e le loro debolezze, inciampa sugli adulti che per far spazio a responsabilità, impegni e sacrificio hanno dimenticato i sogni e i bisogni della loro gioventù. L’obiettivo di avvicinare i due mondi generazionali è svelato nel prologo dallo stesso scrittore, ma ben celato nelle lettere che aiutano il lettore ad immedesimarsi nel mittente o nel destinatario e quindi nella sua condizione di giovane o adulto.
Sfogliando queste lettere manca il punto certo, nel viaggio in cui questo libro accompagna il lettore non c’è un punto di arrivo o di partenza uguale per tutti, non ci sono verità indiscusse, finali obbligati o mete da raggiungere. Questo libro è un percorso che ciascuno affronta in base alle proprie esperienze, ogni lettera inizia e finisce tra la sua prima e ultima parola, ma nel mezzo crea un legame con tutte le altre che solo alla fine del libro lo scrittore aiuta a svelare. Queste lettere fanno gruppo come i personaggi che raccontano, e la forza del libro risiede nella forza dell’insieme delle lettere che contiene, come la forza di ciascuno è la forza del gruppo a cui sente di appartenere, più grande il gruppo maggiore la forza.
Per pubblicare e dare “vita letteraria” al suo epistolario, Luigi ha scelto di sfidarsi per sperimentare ancora una volta su di sé la forza del “non mollare”. Sceglie così di affidare le sorti delle sue lettere ai lettori ancor prima di pubblicarle: bookabook è la casa editrice che le sta custodendo mentre una campagna di crowdfunding deciderà se questo epistolario prenderà mai vita. Sul sito della casa editrice è possibile leggere un estratto del libro per aiutare il lettore a comprendere l’obiettivo dell’autore e decidere se sostenerlo o meno con il pre-ordine del suo libro.
Io l’ho fatto per tre motivi: 1. I libri sono la mia passione più grande, ma senza scrittori che si mettono in gioco questa ricchezza svanirebbe, in più se lo scrittore è così giovane non si può non dargli una pacca sulla spalla sussurrandogli di andare “fino alla fine”; 2. La lettera che si può leggere in anteprima sul sito della casa editrice dice così tanto sulla sensibilità dell’autore che lascia immaginare la qualità dell’intero progetto letterario; 3. Tutti custodiamo una lettera ricevuta, una lettera scritta ma mai spedita o il desiderio di riceverne una, quella lettera che contiene esattamente le parole che volevamo o avremmo voluto sentirci dire, questo libro potrebbe aiutarci a riscoprire esattamente l’emozione provata a contatto con la nostra lettera del cuore.
Caro te, ti parlerò di quelli del “fino alla fine”
di Luigi Castellucci, bookabook, campagna di crowdfunding 2019
08 ottobre 2019

Aggiornamento

Cari lettori ecco a voi la prima occasione per poter sentire qualche aneddoto, curiosità o approfondimento su Caro te, ti racconterò di quelli del "fino alla fine"!
Martedì 8 ottobre incontrerò gli amici di Radio Charlie per fare una chiacchierata sul libro. La trasmissione sarà in diretta alle 21, ma potrete benissimo ascoltare anche le repliche all'una di notte, oppure il mercoledì seguente alle ore 12. Successivamente potrete trovare qualche spezzone anche sulla loro pagina Facebook. Spero di poter raggiungere ognuno di voi e di stuzzicare ancora di più la vostra voglia di leggere Caro te. Una bella occasione per avere qualche informazione in più sul libro, e tutto ciò in compagnia degli amici di Radio Charlie.
Appuntamento su www.radiocharlie.it
Non mancate! Fatemi sapere le vostre considerazioni!

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    il riscontro della gente per questo libro é una bella sorpresa, ma leggendo l’anteprima credo che le cose più sorprendenti siano nelle pagine del libro stesso…tutto da SCOPRIRE

  2. Bravissimo Luigi ho preordinato il libro e non vedo l’ora di leggerlo l’anteprima è molto interessante, hai davvero un grande talento. Complimenti!😍😘

  3. (proprietario verificato)

    Ho letto l’anteprima e mi è piaciuta tantissimo,non vedo l’ora di poter completare la lettura del libro. Complimenti Luigi!

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Luigi Castellucci
Sono un ragazzino di 18 anni che ha sempre avuto la passione per la scrittura. Non ho mai preso in grande considerazione ciò che producevo, fin quando mi candidai al "Concorso Letterario Internazionale Premio Pettoruto", con la lettera "Non legale per amore"(presente nel libro) e mi piazzai al terzo posto della categoria "adulti". Da allora decisi di dare più importanza ai miei testi e, trovatomi a mio agio con il genere epistolare, continuai su questa via. A 17 anni finii il manoscritto. Lo lessero alcuni miei professori di liceo, i quali, entusiasti, mi convinsero a proporlo a qualche casa editrice. Nel frattempo, durante il corso dell'anno, vinsi il premio letterario "una donna: un'emozione" bandito dal CIF di Roggiano Gravina (CS). In questi ultimi mesi ho deciso di accettare la sfida di Bookabook, con l'obbiettivo di diffondere il mio pensiero e soprattutto di lasciare qualcosa al lettore.
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