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Il caso Matias Ora

Il caso Matias Ora
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Consegna prevista Giugno 2022

Cesenatico, giugno 2019. Una donna, arrivata per trascorrere un week-end al mare con le amiche di sempre, scompare nel nulla.
Che fine ha fatto Sara Antonioli? E’ la domanda a cui deve rispondere l’ispettore Renato Punto, ma che tormenta anche Alessandro Dalmo, ex compagno della donna, interrogato d’urgenza dalla polizia. A lui, infatti, è rivolto il messaggio che Sara ha scritto su una pagina del libro acquistato poche ore prima di sparire: una richiesta d’aiuto, criptica e apparentemente incomprensibile, dal momento che i due non si vedono da anni.
Le indagini della polizia ricostruiscono a poco a poco una verità complessa e decisamente differente da quella che, pochi giorni più tardi, lascerebbe supporre il ritrovamento in mare del cadavere di una donna con indosso il costume di Sara. Parallelamente Alessandro porta avanti una sua personalissima ricerca, che lo costringe a riaprire vecchie ferite e a fare i conti con un capitolo della propria vita che credeva chiuso per sempre.

Perché ho scritto questo libro?

Giornalista e comunicatore per professione, da quindici anni aiuto politici, medici, imprenditori e vignaioli a trovare le parole migliori per raccontarsi. Dopo aver prestato tante volte la penna alle storie degli altri, ho deciso di raccontarne una mia. La scena iniziale mi è apparsa in sogno in una notte un po’ inquieta, ponendomi una domanda che via via ne ha generate altre e altre ancora. Così sono nati personaggi, luoghi, relazioni e segreti. E il desiderio di rivivere nuove notti agitate.

ANTEPRIMA NON EDITATA

1.  Alessandro Dalmo

     Sabato 22 giugno 2019, mattina

Se avessi organizzato la scena a tavolino, non sarebbe stata così perfetta. Anche se sono passati più di tre anni, quando qualcuno mi chiede di raccontare come iniziò tutto quanto, chiudo gli occhi e ogni singolo dettaglio di quel pomeriggio è lì davanti a me. Tutto è perfettamente nitido e ordinato, senza sfumature né vuoti. Rivedo però l’intera scena come se fossi seduto in platea insieme al centinaio di studenti giunti fin lì per ascoltarmi. Cioè, io sono sul palco e sto camminando con un bicchiere di vino in mano – un Sangiovese per l’esattezza – ma allo stesso tempo sono anche seduto in seconda fila accanto alla ragazza dai capelli biondi con lo chignon che mi ha appena interrotto per farmi una domanda. E’ da lì che vedo l’altro me avvicinarsi verso il bordo del palco e risponderle cercando di evitare la luce accecante di un faretto puntato proprio sui suoi, o meglio dire sui miei, occhi. E’ un dettaglio strano, lo so, qualche bravo psicologo potrebbe trovarci un significato che a me sfugge. O forse è una cosa del tutto normale per chi ha vissuto un’esperienza come la mia. In ogni caso nei miei racconti evito con cura di accennare a questo particolare. Racconti, va detto, sollecitati più per fare emergere il lato comico dell’inizio di tutta la vicenda che per sapere come si svolsero effettivamente i fatti all’interno di quell’auditorium. In realtà in quel momento non ci trovai nulla di divertente e ancor meno nei giorni successivi. Eppure con una prontezza di spirito di cui non avevo mai dato prova in vita mia fino a quel momento, riuscii a far sembrare la chiusura anticipata del mio intervento una brillante gag pianificata con cura.
“Come posso riconoscere il profumo di viola mammola che ha appena citato se non ho mai visto questo fiore?” mi domandò la studentessa.
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“E’ semplice, non può affatto. Non per questo, tuttavia, la sua degustazione sarà peggiore della mia. Non dobbiamo andare alla ricerca di determinati profumi o sapori solo perché qualcuno sostiene che ci siano.”
Cercando di non perdere il filo del ragionamento, lanciai uno sguardo verso il fondo della sala alla ricerca di qualcuno che potesse deviare quella fastidiosa luce dai miei occhi. Fu in quel momento che li vidi per la prima volta. Pensai fossero due addetti alla sicurezza.

“Possiamo fare affidamento solamente sui nostri sensi e sui nostri ricordi, imparando a fidarci di loro senza avere paura. La descrizione dei profumi di un vino si definisce riconoscimento olfattivo proprio perché si tratta di riconoscere dentro un calice odori che abbiamo già incontrato una o più volte nella nostra vita. Uno stesso vino, quindi, può rivelarsi in modi differenti, anche se non completamente opposti, a persone diverse.”
La ragazza con lo chignon mi guardava rapita. La sua domanda aveva sollevato uno degli equivoci più frequenti nella degustazione di un vino, ci tenevo a dare una risposta chiara e articolata. Un leggero brusio proveniente dal fondo della sala mi fece perdere la concentrazione per un attimo. Continuai alzando leggermente il tono della voce.
“Nessuno ci chiede di inventare profumi né di raccontare bugie né tantomeno di autoconvincerci di riconoscere in un vino ciò di cui non abbiamo mai avuto esperienza. E’ un punto importante, sono contento sia emerso, perché in passato si è creata molta confusione al riguardo e non sempre in buona fede.”
Invece di cessare, il rumore proveniente dalla platea continuava a crescere. Notai che diversi studenti seduti nelle prime file ora mi davano le spalle. I loro occhi erano puntati su due agenti di polizia che stavano avanzando lentamente lungo il corridoio laterale in direzione del palco. Decisi di concludere rapidamente la risposta, intenzionato a capire cosa stesse accadendo. Le mie ultime parole, probabilmente influenzate dalla visione dei due poliziotti ormai giunti a pochi metri da me, furono riportate sui giornali del giorno seguente.
“Quindi se nella sua scheda di degustazione lei scrivesse che questo vino profuma di viola mammola senza aver mai annusato questo fiore in vita sua, non solo rischierebbe di commettere un errore fidandosi delle mie sensazioni, ma direbbe anche una bugia. Plagio e falso ideologico. In alcuni stati potrebbe essere arrestata, lo sa?”
Nonostante il tono ironico della mia ultima affermazione, la biondina con lo chignon ora mi guardava con aria preoccupata. I due agenti si erano fermati ai piedi del palco ed era chiaro che non fossero arrivati fin lì per condividere con me impressioni su un calice di vino. Il più alto dei due, uno spilungone di circa due metri con la faccia da bambino cresciuto troppo in fretta, rimase un paio di passi più indietro rispetto al collega. L’altro, un tipo dall’aria decisa con occhiali da sole e barba scura, dopo aver guardato alle mie spalle lo schermo in cui erano riportati a caratteri cubitali il titolo del seminario e il mio nome, mi offrì una prova della sua notevole arguzia.
“E’ lei Alessandro Dalmo?”
Un attimo dopo aggiunse: “Deve seguirci in centrale.”
“Vi posso assicurare che ho annusato più volte la viola mammola” risposi prontamente.
In sala scoppiò una risata fragorosa. Gli unici che sembravano non divertirsi affatto erano i due agenti. E il sottoscritto, naturalmente, ma questo dettaglio non fu colto dagli studenti, che iniziarono addirittura ad applaudire, continuando a battere le mani sempre più entusiasti quando mi videro riporre sul tavolo il microfono e il calice di vino e incamminarmi verso l’uscita dell’auditorium scortato dalla polizia.

2.  Alessandro Dalmo

     Sabato 22 giugno 2019, pomeriggio

Fin da bambino i miei genitori mi hanno sempre incoraggiato a concentrarmi sugli aspetti positivi della vita, specialmente nei momenti di difficoltà. Ritenendo la felicità il risultato di un allenamento personale più che il riflesso di una condizione esterna, quando ero in prima elementare mi regalarono un grosso cilindro trasparente invitandomi a depositare ogni sera al suo interno un post-it con scritto un momento piacevole vissuto nelle precedenti ventiquattro ore. Trovando quel gioco particolarmente divertente, sceglievo di volta in volta colori diversi per i bigliettini a cui affidare ciò che aveva reso speciale la mia giornata. Quando a scuola o a casa mi capitava qualcosa di bello, sorridevo tra me e me perché alla sera avrei potuto chiuderlo dentro il mio cilindro magico. Ma fu quando mia nonna Liliana ci lasciò all’improvviso che compresi davvero il potere di quel contenitore di plastica pieno di foglietti colorati. Trascorrendo a quei tempi buona parte dei miei pomeriggi insieme a lei, potei ritrovare nei post-it tanti momenti belli che avevamo condiviso. Il fatto di averli scritti e poterli rileggere attutì il dolore per la sua assenza, facendomi capire che quei momenti di felicità erano esistiti veramente e sarebbero sempre rimasti con me.
Questa lezione imparata da piccolo mi fu di aiuto durante il pomeriggio che trascorsi in centrale. Anche se avrei preferito non aver mai dovuto ascoltare i fatti di cui venni a conoscenza, continuai a elencare tra me e me le informazioni che potevano essere classificate come positive, visualizzandole nella mia mente su post-it colorati. Per prima cosa non ero in arresto. Secondo, non era successo nulla di grave né a Rebecca né a qualche altro membro della mia famiglia. Il terzo aspetto positivo me lo chiarì l’ispettore Punto quando mi spiegò come mai fossi stato condotto lì, anche se non potei fare a meno di notare il riferimento temporale che usò riguardo alla mia posizione. Dopo avermi fatto accomodare in una piccola sala priva di finestre ed essersi seduto a sua volta di fronte a me dal lato opposto di una scrivania color mogano, me la chiarì non prima di avermi posto alcune domande e avermi offerto una tazza di caffè.
Al momento non è iscritto nel registro degli indagati, per questo motivo non le abbiamo chiesto di chiamare un avvocato. Questo non è un interrogatorio, signor Dalmo, ma solo una chiacchierata per verificare alcune informazioni. Riteniamo che lei possa aiutarci a capire qualcosa di più su quello che è successo in qualità di persona informata sui fatti, capisce?”
Certo che capivo, ciò che non riuscivo a comprendere però era come avrei potuto aiutarli. E soprattutto cosa mi rendeva una persona informata sui fatti. Appena uscito dall’auditorium, con l’adrenalina a mille e senza alcuna traccia dell’aplomb dimostrato dinnanzi alla platea di studenti, avevo chiesto allo spilungone il motivo di quel fuori programma. Era stato l’altro a rispondermi, aprendomi lo sportello posteriore dell’auto di servizio.
“Non si deve preoccupare, dobbiamo solamente farle alcune domande su una persona, non ci vorrà molto. La ringraziamo fin da ora per la collaborazione e ci scusiamo per avere interrotto il suo seminario, ma in questi casi il tempo è un elemento fondamentale.”
Le loro spiegazioni erano finite lì, per tutta la durata del tragitto fino alla stazione di polizia non avevo ricevuto altre informazioni. Tutto divenne più chiaro, se così si può dire, mezz’ora più tardi, durante la mia “chiacchierata” con l’Ispettore Punto.
“Signor Dalmo, conosce la signora Sara Antonioli?”
Sentii il battito del cuore accelerare improvvisamente e la mia voce tremare leggermente mentre rispondevo.
“Sì… perché?”
“E’ una sua amica? La sente spesso?”
“No. Cioè sì, ma no. E’ una mia amica, ma non ci sentiamo molto spesso e non ci vediamo da parecchio tempo. E’ per questo che sono qui? E’ successo qualcosa a Sara?”
Un nodo alla gola aveva smorzato le mie ultime parole. L’Ispettore Punto mi aveva già rivolto una nuova domanda.
“Quando l’ha sentita l’ultima volta?”
“Non saprei, credo un paio di mesi fa. E’ successo qualcosa a Sara?”
Questa volta pronunciai l’intera frase a voce alta e l’Ispettore non poté ignorare la mia domanda. Continuando a fissarmi negli occhi soppesò attentamente le parole.
“Stiamo cercando di capirlo. Ieri sera si trovava a Cesenatico, in spiaggia, con un gruppo di amiche. Sono loro ad averci chiamato. Ci hanno detto che poco dopo le 20 ha lasciato l’ombrellone per fare un’ultima nuotata fino agli scogli prima di andare a cena. Dopo circa mezz’ora, non vedendola tornare, una di loro si è avvicinata a riva per chiamarla. Lungo la battigia ha trovato le sue ciabatte, ma non è riuscita a scorgerla in acqua. A quel punto anche le altre amiche hanno iniziato a cercarla, ma non l’hanno trovata né in mare né lungo la spiaggia. Ormai si era fatto buio e così hanno dato l’allarme.”
Sentii una lacrima scendermi lungo la guancia e una fitta improvvisa al petto. La stanza iniziò a girarmi attorno, mi aggrappai alla scrivania per non perdere l’equilibrio. Avrei voluto correre via, ma non sentivo più le gambe.
“Si sente bene? Mi dispiace averle dovuto dare questa notizia. Al momento è ancora troppo presto per dire con certezza cosa sia successo. Potrebbe anche essersi allontanata di sua spontanea iniziativa.”
Cercai di riprendere fiato e mantenere la calma, concentrandomi su quanto stava dicendo l’Ispettore.
“I nostri uomini sono sul posto da diverse ore. Hanno già interrogato le amiche della signora Antonioli e ora stanno facendo lo stesso con le altre persone che si trovavano lì ieri sera per scoprire se qualcuno ha visto qualcosa che possa aiutarci.”
Poi aggiunse quello che temevo.
“All’alba di questa mattina i sommozzatori dei vigili del fuoco e della protezione civile hanno iniziato le ricerche sotto costa, ma al momento senza risultati.”
Mentre l’ispettore Punto mi aggiornava su come stessero procedendo i suoi uomini, rimisi in fila tutte le informazioni che mi aveva dato negli ultimi minuti. E feci l’unica domanda che in quel momento poteva avere una risposta.
“E perché io sono qui?”
“Sullo sdraio in cui la signora Antonioli ha trascorso il pomeriggio abbiamo trovato un libro. Le amiche che erano con lei hanno detto che l’ha comprato ieri poco prima di arrivare in spiaggia.”.
Continuando a parlarmi con lo stesso tono di voce, estrasse un telefonino dalla tasca dei pantaloni e me lo avvicinò in modo che potessi vedere lo schermo.
“Il segnalibro era posizionato tra queste due pagine. Su quella a destra c’è una scritta.”
La foto sul display mostrava un libro aperto. Zoommando sull’immagine potei vedere alcune righe scritte a mano ai bordi del testo stampato. Era la grafia di Sara.

Ti ho telefonato solamente,

credo di essere in pericolo


Fu in quel momento che l’ispettore Punto ritenne opportuno precisarmi quale fosse la mia situazione.
Al momento non è iscritto nel registro degli indagati, per questo motivo non le abbiamo chiesto di chiamare un avvocato. Questo non è un interrogatorio, signor Dalmo, ma solo una chiacchierata per verificare alcune informazioni. Riteniamo che lei possa aiutarci a capire qualcosa di più su quello che è successo in qualità di persona informata sui fatti, capisce?”
Senza aspettare la mia risposta appoggiò sulla scrivania un foglietto di carta continuando a fissarmi negli occhi.
“Riconosce questo numero di telefono?”

Potei uscire dalla centrale solo cinque ore dopo il mio arrivo e non prima di aver ricevuto l’invito di rito a chiamare l’ispettore Punto nel caso in cui mi fossi ricordato anche un solo dettaglio utile a ritrovare Sara. Non appena i due agenti che mi riaccompagnarono all’auditorium se ne furono andati, accesi il telefono che avevo spento all’inizio del seminario. Ignorai la raffica di notifiche di messaggi e chiamate perse che trillarono una dopo l’altra e scorsi velocemente il registro delle telefonate del giorno precedente. Non mi sbagliavo, in memoria non avevo nessuna chiamata da parte di Sara. Mentre mi chiedevo come fosse possibile, controllai su Google le edizioni online dei giornali locali. Le notizie della scomparsa di Sara e dell’interruzione del mio seminario a causa dell’intervento della polizia erano già su tutte le testate. Nessun articolo collegava tra loro i due fatti, ma sapevo che i giornalisti non avrebbero tardato molto a ricostruire il nesso tra i due avvenimenti. Mi sentivo come in un brutto sogno: sudavo e una piccola pressione sul petto mi rendeva più difficile del solito respirare. Guidando verso casa mille domande continuavano ad affollarmi la testa. Come mai Sara si trovava a Cesenatico? Perché avrebbe dovuto scrivere un messaggio proprio a me se si sentiva in pericolo? A quale tipo di pericolo si riferiva? E soprattutto che fine aveva fatto?

2021-11-26

Aggiornamento

𝐎𝐠𝐧𝐢 𝐯𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢̀ 𝐮𝐧 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 👮‍♂️ Ci sono diversi agenti di polizia nel romanzo “𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐌𝐚𝐭𝐢𝐚𝐬 𝐎𝐫𝐚”, tutti con un ruolo, un carattere, una personalità inconfondibile. Tra questi c'è 𝐌𝐚𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨 𝐂. Senza volerlo, 𝐌𝐚𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨 𝐂. avrà un ruolo molto importante in tutta la storia, rivelandosi come una sorta di catalizzatore inconsapevole di una serie imprevedibile di eventi. Il nome di questo personaggio, che non vi svelo per intero, l'ho preso in prestito da un 𝐚𝐦𝐢𝐜𝐨 di cui ho sempre apprezzato e apprezzo il coraggio, la determinazione e la sana incoscienza necessaria per fare passi imprevedibili. La 𝐟𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚 di questo personaggio, però, non sono mai riuscito a immaginarmela... fino a che stasera ho rivisto un "mostro" di simpatia che nulla ovviamente ha a che vedere con il mio romanzo, ma che mi ha fatto scattare in testa un'associazione inaspettata. Ecco d'ora in avanti come vedrò nella mia testa 𝐌𝐚𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨 𝐂. 😂 Anche se forse, in una folle trasposizione cinematografica, potrebbe pure essere un ottimo Ispettore Punto... la S romagnola di certo non gli manca! 😜
2021-11-22

Aggiornamento

𝐎𝐠𝐧𝐢 𝐥𝐮𝐧𝐞𝐝𝐢̀ 𝐮𝐧 𝐥𝐮𝐨𝐠𝐨 🍝🍖🕵️‍♀️ L'assassino, si dice, torna sempre sul luogo del delitto. Questa volta c'è tornato l'ispettore Punto per soddisfare le richieste delle tante persone che non erano riuscite a partecipare alla precedente cena con delitto ispirata al mio romanzo “𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐌𝐚𝐭𝐢𝐚𝐬 𝐎𝐫𝐚”. Così 𝐯𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢̀ 𝟏𝟗 𝐧𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 c'è stato il bis all' Osteria da Paco, che ha deciso di adottare l'ispettore di polizia che ho inventato per nuove serate in cui saranno messi in scena altri gialli da risolvere. A tutti i detective accorsi dico 𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐞 per essere venuti e aver sostenuto la mia campagna di crowdpublishing! Arrivederci alle prossime cene con delitto!
2021-11-15

Aggiornamento

𝐎𝐠𝐧𝐢 𝐥𝐮𝐧𝐞𝐝𝐢̀ 𝐮𝐧 𝐥𝐮𝐨𝐠𝐨 🏨👩‍⚕️👨‍⚕️ La prima volta che ho varcato quella porta era il 3 giugno 1998: un legamento rotto della caviglia destra e altri due stirati dopo uno scontro a calcetto con un compagno del liceo (Marco Baccio Baccini ti fischiano le orecchie?) Ci sono tornato per sistemare l'altra caviglia tre anni dopo sempre dopo uno scontro di gioco. Poi i controlli periodici agli occhi per diversi anni e, più di recente, una visita dermatologica con un piccolo intervento. Insomma, il Columbus Medical Center lo conosco piuttosto bene, così quando ho dovuto pensare a un nome per il 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐚𝐦𝐛𝐮𝐥𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐜𝐨 in cui lavora la donna che scompare all'improvviso nel romanzo “𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐌𝐚𝐭𝐢𝐚𝐬 𝐎𝐫𝐚” mi è venuto naturale chiamarlo così. Le due strutture - quella vera e quella del romanzo - si trovano in città diverse e ovviamente non ci sono collegamenti tra realtà e storia narrata, ma a volte usare nomi che girano in testa aiuta chi scrive a respirare atmosfere da tradurre in parole.
2021-11-12

Aggiornamento

𝐎𝐠𝐧𝐢 𝐯𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢̀ 𝐮𝐧 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 👮‍♂️👮‍♂️ Dato che lo scorso venerdì ho saltato un personaggio perché era in programma la seconda cena con delitto di presentazione del romanzo “𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐌𝐚𝐭𝐢𝐚𝐬 𝐎𝐫𝐚”, oggi recupero e ne presento due. 𝐑𝐢𝐧𝐨 e 𝐒𝐞𝐛𝐚𝐬𝐭𝐢𝐚𝐧𝐨. Sono una coppia di agenti della Polizia di Stato, due degli uomini più fidati dell’ispettore Punto. E’ a loro che, a inizio indagine, viene affidato un 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐢𝐭𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞. Come al solito non deluderanno le attese del capo. 𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐡𝐨 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐨 𝐢 𝐧𝐨𝐦𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐝𝐮𝐞 𝐚𝐠𝐞𝐧𝐭𝐢? Se avete iniziato a conoscermi un po', non vi stupirà il fatto che anche questa volta mi sia lasciato ispirare dal cibo. E così ho fatto indossare le divise da agenti a 𝐝𝐮𝐞 𝐩𝐢𝐳𝐳𝐚𝐢𝐨𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐟𝐢𝐝𝐮𝐜𝐢𝐚, i mitici Sebastiano e Rino della Pizzeria Languorino - Cesena e Pizzeria Languorino Tropical - Cesenatico Info e trama del romanzo https://bookabook.it/libri/caso-matias-ora/
2021-11-08

Aggiornamento

𝐎𝐠𝐧𝐢 𝐥𝐮𝐧𝐞𝐝𝐢̀ 𝐮𝐧 𝐥𝐮𝐨𝐠𝐨 🍝🍖🕵️‍♀️ Una sera di giugno, a Cesenatico, scompare una donna. La prima persona a essere interrogata dalla polizia è un uomo che, al momento della sparizione, si trova con alcuni amici in un ristorante situato a diversi km di distanza. Forse è per questo che per presentare il romanzo “𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐌𝐚𝐭𝐢𝐚𝐬 𝐎𝐫𝐚” una cena mi sembra sempre l'occasione migliore. Si mangia buon cibo, si beve ottimo vino e c'è pure il tempo per domandarsi come reagiremmo se scoprissimo di essere tra i principali sospettati di un delitto di cui non conosciamo neppure i contorni. 𝐕𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢̀ 𝟓 𝐧𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 sono stato alla bellissima Osteria da Paco di Bora di Mercato Saracen per una nuova 𝐜𝐞𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐝𝐞𝐥𝐢𝐭𝐭𝐨 in cui ho accompagnato una quarantina di commensali dentro le pagine del mio romanzo. Anche questa volta mi ha fatto compagnia l'𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐑𝐞𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐏𝐮𝐧𝐭𝐨, che ha potuto confrontarsi con detective gourmet davvero in gamba! A tutti i presenti dico 𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐞 e... arrivederci alle prossime cene con delitto!
2021-11-05

Evento

Osteria da Paco, Bora di Mercato Saraceno Stasera cena con delitto "Il caso Matias Ora" ispirata al mio romanzo. Appuntamento alle ore 20.30 all'Osteria da Paco di Bora di Mercato Saraceno con l'ispettore Renato Punto, uno dei personaggi del libro. Ovviamente sarò presente anch'io!
2021-11-01

Aggiornamento

𝐎𝐠𝐧𝐢 𝐥𝐮𝐧𝐞𝐝𝐢̀ 𝐮𝐧 𝐥𝐮𝐨𝐠𝐨 🍝🕵️‍♀️ Nel romanzo “𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐌𝐚𝐭𝐢𝐚𝐬 𝐎𝐫𝐚” non appare, eppure questo è un luogo fondamentale per l'intera storia. Tre anni e mezzo fa, infatti, al Ristorante Naviglio 1974 di Goito (Mantova) ha fatto la sua prima apparizione l'𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐑𝐞𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐏𝐮𝐧𝐭𝐨, dove ha messo in scena 𝟏𝟕 𝐜𝐞𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐝𝐞𝐥𝐢𝐭𝐭𝐨. Era inevitabile che tornasse... sul luogo del delitto per presentare il primo libro in cui lo vede tra i protagonisti. 𝐕𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢̀ 𝟐𝟗 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 è stata l'occasione per condurre trenta persone dentro le pagine del romanzo. Alcune di loro avevano già 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐨𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐨 e sono arrivate per avere un antipasto della storia, altre non conoscevano neppure l'ispettore Punto, ma a fine serata hanno deciso di acquistare il romanzo. A tutti quanti dico 𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐞 e... arrivederci alle prossime cene con delitto!
2021-10-29

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𝐎𝐠𝐧𝐢 𝐯𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢̀ 𝐮𝐧 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 ⚽️🤞 E poi c’è 𝐑𝐞𝐜𝐨𝐛𝐚. Sì, proprio lui: Álvaro Alexander Recoba Rivero, avete letto bene. Oggi è un allenatore, ma nel romanzo “𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐌𝐚𝐭𝐢𝐚𝐬 𝐎𝐫𝐚” compare una sera di marzo di 17 anni fa, quando è un attaccante dell'Inter a San Siro gioca contro il Benfica. Che c’entra Recoba? C’entra se sapete cos'è il 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐞𝐫𝐨 𝐦𝐚𝐠𝐢𝐜𝐨. Piaget lo definisce come una struttura mentale che nell’adulto convive con il pensiero razionale, alternandosi con esso nella quotidiana sperimentazione della realtà. 𝐂𝐢 𝐟𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐞𝐩𝐢𝐫𝐞 𝐥’𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐭𝐫𝐚 𝐝𝐮𝐞 𝐟𝐞𝐧𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐧 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐭𝐚̀ 𝐞̀ 𝐚𝐬𝐬𝐨𝐥𝐮𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐢𝐧𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐞. E in virtù di tale rapporto ci convinciamo di poter modificare la realtà. Ecco perché la prestazione di Recoba contro il Benfica sarà determinante non solo per i nerazzurri, ma anche per 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐨 𝐃𝐚𝐥𝐦𝐨, che quella sera deve prendere una decisione importante.
2021-10-25

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𝐎𝐠𝐧𝐢 𝐥𝐮𝐧𝐞𝐝𝐢̀ 𝐮𝐧 𝐥𝐮𝐨𝐠𝐨 🚗🌲🌲 Cosa fate quando siete sotto pressione e sentite il 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐢𝐫𝐚𝐫𝐞? Dove andate per staccare da tutto? Nel romanzo “𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐌𝐚𝐭𝐢𝐚𝐬 𝐎𝐫𝐚” Alessandro Dalmo sale in auto e inizia a macinare chilometri senza una meta. Sale lungo stradine e tornanti che si arrotolano attorno alle prime 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐂𝐞𝐬𝐞𝐧𝐚. Dall’ 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐫𝐚𝐝𝐢𝐨 escono parole e suoni a intermittenza, colpa di un segnale che fatica a farsi spazio tra i pendii e i rami dei boschi. E mentre gli alberi scorrono tutti uguali al di là del finestrino e le case si fanno via via sempre più rade, 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐚𝐜𝐜𝐚𝐝𝐞.
2021-10-22

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𝐎𝐠𝐧𝐢 𝐯𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢̀ 𝐮𝐧 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 👩 In ogni romanzo ci sono 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐠𝐠𝐢 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐚𝐫𝐢 che in realtà 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐚𝐫𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐧𝐨. Compaiono in poche pagine, sembrano attraversare gli eventi quasi per caso, qualcuno li definisce personaggi di contorno. Ma in un giallo esistono personaggi di contorno o ciascuno può rivelarci 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐳𝐢𝐨𝐬𝐞? 𝐆𝐢𝐮𝐥𝐢𝐚 è una collega della donna scomparsa al centro del romanzo “𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐌𝐚𝐭𝐢𝐚𝐬 𝐎𝐫𝐚”. E’ l’ultima arrivata, nella foto la vedete mentre ascolta attentamente le indicazioni di una delle dottoresse del poliambulatorio medico in cui ha iniziato a lavorare da appena dieci giorni. E’ una tipa sveglia, ha un forte senso del dovere, ma il suo pregio più grande è la capacità di 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐚 𝐫𝐢𝐟𝐥𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 quando è necessario.
2021-10-18

Aggiornamento

𝐎𝐠𝐧𝐢 𝐥𝐮𝐧𝐞𝐝𝐢̀ 𝐮𝐧 𝐥𝐮𝐨𝐠𝐨 💪🏋️‍♂️🥊 Bologna, 𝐏𝐞𝐫𝐟𝐞𝐜𝐭 𝐆𝐲𝐦 . “Mens sana in corpore sano” recita un noto proverbio tratto dalle Satire di Giovenale, ma non è per velleità salutistiche che durante il romanzo “𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐌𝐚𝐭𝐢𝐚𝐬 𝐎𝐫𝐚” ci troveremo a varcare le porta di questa palestra insieme a uno dei personaggi principali. Arriveremo fin qui in cerca di indizi, di una pista da seguire, di quei 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐢 𝐝𝐞𝐭𝐭𝐚𝐠𝐥𝐢 che in alcuni casi fanno la differenza, mentre altre volte ci fanno prendere grosse cantonate. 𝐃𝐮𝐞 𝐜𝐮𝐫𝐢𝐨𝐬𝐢𝐭𝐚̀ ✌️ 𝐋𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚: a Bologna non esiste nessuna palestra che si chiama Perfect Gym, ma a romanzo finito ne ho trovata una con questo nome a Cesena, a poche centinaia di metri dalla casa in cui mi sono trasferito di recente. L'ho fotografata questa mattina. 𝐋𝐚 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐚: nella palestra del libro lavora come istruttrice di fit boxe Federica Pantò (alias Federica P Malaussène), un cameo per un’amica con cui in passato ho condiviso alcuni mesi impegnativi, durante i quali mi ha dato qualche dritta su come colpire al meglio un sacco e non solo.
2021-10-15

Aggiornamento

𝐎𝐠𝐧𝐢 𝐯𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢̀ 𝐮𝐧 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 😃🍹 Immaginate di avere uno 𝐬𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐛𝐚𝐥𝐧𝐞𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐫𝐢𝐯𝐢𝐞𝐫𝐚 𝐫𝐨𝐦𝐚𝐠𝐧𝐨𝐥𝐚 e che l’estate stia per iniziare. Gli ombrelloni sono allineati, il vostro staff è formato e voi siete pronti ad accogliere al meglio le centinaia di persone che ogni settimana arriveranno fin lì in cerca di sole e relax. Tutto sembra filare liscio, ma all’improvviso la vostra spiaggia si trasforma nell’𝐨𝐦𝐛𝐞𝐥𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨 e al posto di tranquille giornate di sole siete costretti a far fronte a un continuo viavai di agenti di polizia, giornalisti e curiosi attratti dalla misteriosa scomparsa di una donna. Riuscireste a mantenere il sorriso? Per 𝐇𝐞𝐫𝐦𝐚𝐧𝐧, il barista e titolare del Bagno Italia 67, la risposta è sì. E se oggi, a distanza di due anni dai fatti narrati nel romanzo “𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐌𝐚𝐭𝐢𝐚𝐬 𝐎𝐫𝐚”, gli chiedeste cosa si ricorda di quell’estate, probabilmente vi verrebbe incontro con uno spritz e un calice di vino bianco, si siederebbe accanto a voi e vi racconterebbe alcuni dettagli che sfuggirono perfino all’ispettore Punto…
2021-10-22

Evento

Osteria da Paco, Bora di Mercato Saraceno (FC) La 𝐜𝐞𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐝𝐞𝐥𝐢𝐭𝐭𝐨 "𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐌𝐚𝐭𝐢𝐚𝐬 𝐎𝐫𝐚" in programma venerdì 15 ottobre all'Osteria da Paco di Bora di Mercato Saraceno (FC) è andata sold out in meno di 48 ore! Ieri abbiamo deciso così di bissare la data (stessa formula) venerdì 22 ottobre, ma mentre stavo scrivendo qui la notizia mi hanno chiamato dal ristorante per dirmi che in meno di 10 ore i 50 nuovi posti disponibili sono andati ancora esauriti! Che dire? Grazie davvero per l'interesse che state dimostrando nei confronti di questa storia! 😘🙏 Dal canto mia ce la metterò tutta per far trascorrere alle 100 persone che verranno alle due serate alcune ore divertenti, facendovi entrare dentro le pagine del libro... senza spoilerare il finale ovviamente!
2021-10-11

Aggiornamento

𝐎𝐠𝐧𝐢 𝐥𝐮𝐧𝐞𝐝𝐢̀ 𝐮𝐧 𝐥𝐮𝐨𝐠𝐨 ⛪️ Ci si può fidare di un 𝐫𝐢𝐟𝐥𝐞𝐬𝐬𝐨? I colori vibranti della vita sfumano sull’acqua in contorni sfuggenti, immagini capovolte ci sembrano reali. Le cose cambiano e noi con loro, mentre ci illudiamo di rimanere gli stessi e di poter fermare il tempo. Nel romanzo “𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐌𝐚𝐭𝐢𝐚𝐬 𝐎𝐫𝐚”, in un continuo gioco di riverberi tra passato e presente, 𝐌𝐚𝐧𝐭𝐨𝐯𝐚 è il luogo dei ricordi, dove la storia di ieri è chiamata a illuminare quella di oggi. Per alcuni anni della mia vita ho potuto ammirare quotidianamente lo skyline di Mantova, catturato in questa foto quattro anni fa da Diego Bonacina per promuovere il patrimonio Unesco della Lombardia. Ambientare parte del mio romanzo qui è stato un piccolo omaggio all’affascinante città dei tre laghi.
2021-10-08

Aggiornamento

𝐎𝐠𝐧𝐢 𝐯𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢̀ 𝐮𝐧 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 👃🍷 Oltre all’ispettore Punto e alla giornalista Buonocore, la terza persona a indagare sulla scomparsa di Sara Antonioli nel romanzo “𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐌𝐚𝐭𝐢𝐚𝐬 𝐎𝐫𝐚” è il sommelier 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐨 𝐃𝐚𝐥𝐦𝐨. Saper distinguere i profumi di un vino non vuol dire aver fiuto anche per i misteri, ma Alessandro dovrà trovare dentro di sé doti da detective per condurre un’indagine impegnativa e a tratti intima, che spazierà tra 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐭𝐨 𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞. A differenza degli altri, infatti, per lui Sara non è una perfetta sconosciuta. In alcune pagine del romanzo il narratore onnisciente gli lascerà la parola, perché alcune emozioni non possono rivivere se non attraverso la 𝐯𝐨𝐜𝐞 di chi le ha vissute.
2021-10-15

Evento

Osteria da Paco, Bora di Mercato Saraceno (FC) In attesa che il romanzo “𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐌𝐚𝐭𝐢𝐚𝐬 𝐎𝐫𝐚” arrivi in libreria o direttamente a casa delle 250 persone che hanno già deciso di ordinarlo (grazie! 😘🙏), è in arrivo un'𝐚𝐧𝐭𝐢𝐜𝐢𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐠𝐨𝐥𝐨𝐬𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐨! 𝐕𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢̀ 𝟏𝟓 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 all'Osteria da Paco vi aspetto alla 𝐜𝐞𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐝𝐞𝐥𝐢𝐭𝐭𝐨 "Il caso Matias Ora"! Ad accogliervi ci sarà l'ispettore Punto: tra indizi, testimonianze e segreti... saprete essere bravi detective? Il menù è di quelli spaziali e guardando il prezzo... sarebbe un delitto non esserci! 😉 In più durante la serata ci saranno 𝐩𝐫𝐞𝐦𝐢 𝐚 𝐬𝐨𝐫𝐩𝐫𝐞𝐬𝐚 per chi dimostrerà di avere fiuto per i misteri 🎁 𝐏𝐨𝐬𝐭𝐢 𝐥𝐢𝐦𝐢𝐭𝐚𝐭𝐢, prenotazioni aperte: tel. 0547401796 – 3471817993
2021-10-04

Aggiornamento

𝐎𝐠𝐧𝐢 𝐥𝐮𝐧𝐞𝐝𝐢̀ 𝐮𝐧 𝐥𝐮𝐨𝐠𝐨 🍷📖 Bologna, 𝐂𝐚𝐧𝐭𝐢𝐧𝐚 𝐋𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐚𝐫𝐢𝐚. Dopo essere stato interrogato dalla polizia, Alessandro Dalmo sale in auto e percorre cento chilometri per andare a incontrare Linda. Sono trascorsi cinque anni dall’ultima volta che l’ha vista, ma il tempo sembra essersi fermato per lei. Quando ho scritto queste pagine del romanzo “𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐌𝐚𝐭𝐢𝐚𝐬 𝐎𝐫𝐚”, la Cantina Letteraria non esisteva ancora. Ha aperto un anno più tardi, in via Mascarella, dove oggi propone prodotti del territorio, vini naturali e libri, ospitando incontri, degustazioni e letture a tema. E’ un luogo pieno di energia proprio come colui che l’ha pensata, Simone Rosetti, amico con cui condivido da anni la passione per il buon bere e le belle storie. Non appena il libro uscirà, una delle prime presentazioni pubbliche avverrà sicuramente qui. Nel frattempo il consiglio è di andare a prendere confidenza con il locale per una cena o un buon aperitivo.
2021-10-01

Aggiornamento

𝐎𝐠𝐧𝐢 𝐯𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢̀ 𝐮𝐧 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 👩📹 Come ho anticipato venerdì scorso, nel romanzo “𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐌𝐚𝐭𝐢𝐚𝐬 𝐎𝐫𝐚” a indagare sull’improvvisa scomparsa di Sara Antonioli sono 𝐭𝐫𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐠𝐠𝐢. Vi ho già presentato l’ispettore Punto, chi sono gli altri due? La prima è 𝐕𝐚𝐥𝐞𝐫𝐢𝐚 𝐁𝐮𝐨𝐧𝐨𝐜𝐨𝐫𝐞, giovane giornalista dell’emittente locale VideoRomagna. Determinata e ambiziosa, il suo sogno è lavorare a Roma o a Milano in una grande redazione televisiva. Non appena i tg nazionali iniziano a interessarsi al caso, Valeria capisce che quello è il treno su cui deve salire per cambiare il corso della propria carriera. Per scoprire la verità prima della polizia e realizzare lo 𝐬𝐜𝐨𝐨𝐩 che le permetterà di coronare il suo più grande desiderio farà ricorso a ogni mezzo a sua disposizione con conseguenze imprevedibili. Mi sono immaginato Valeria come un mix tra 𝐀𝐩𝐫𝐢𝐥 𝐎’𝐍𝐞𝐢𝐥 e 𝐌𝐢𝐬𝐬 𝐌𝐚𝐫𝐩𝐥𝐞. Come la giornalista amica delle tartarughe ninja, Valeria si comporta in alcuni casi una vera e propria reporter d’assalto, mentre con il famoso personaggio di Agatha Crhistie condivide il fatto di essere un’ottima osservatrice della natura umana.
2021-09-29

Cesena Today

Oggi Cesena Today ha pubblicato un articolo su "Il caso Matias Ora" spiegando come funziona il crowdpublishing di Bookabook e che cosa significa scegliere di sostenere un romanzo attraverso questa modalità. Grazie alla giornalista Elisabetta Boninsegna per l'interessamento! Ecco l'articolo: https://www.cesenatoday.it/cronaca/un-giallo-nella-cornice-di-cesenatico-ecco-la-campagna-di-crowpublishing-gia-vendute-sulla-fiducia-250-copie.html
2021-09-27

Aggiornamento

𝐎𝐠𝐧𝐢 𝐥𝐮𝐧𝐞𝐝𝐢̀ 𝐮𝐧 𝐥𝐮𝐨𝐠𝐨 🌊 Cesenatico, 𝐁𝐚𝐠𝐧𝐨 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚. E’ qui che viene vista l’ultima volta Sara Antonioli e da qui partono le indagini della polizia per ritrovarla. Tutto ha inizio una sera di giugno, pochi minuti dopo le venti. Ho scattato questa foto per farvi entrare per un attimo dentro al libro, nel preciso momento in cui il 𝐟𝐢𝐥𝐨 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐢𝐥𝐞 𝐞 𝐢𝐧𝐯𝐢𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 su cui si muovono le vite dei personaggi si spezza e niente sarà più come prima. Anzi, un istante prima. Perché di lì a poco su quella spiaggia arriveranno alcuni agenti della polizia e la sensazione di quiete che questa foto trasmette sarà soltanto un ricordo. Frequento il Bagno Italia 67 da oltre 25 anni. E’ stata la mia base estiva da ragazzo e ancora oggi, appena posso, mi rifugio lì per trascorrere qualche ora di relax insieme agli amici di sempre. Conoscere ogni centimetro dello stabilimento balneare e della spiaggia mi ha permesso di mettere a fuoco e raccontare dettagli, situazioni e accadimenti in modo molto puntuale e vivido. 𝐅𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐢, ma immersi in un’atmosfera credibile, in cui mi sono potuto muovere pienamente a mio agio. Quando leggerete il romanzo “𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐌𝐚𝐭𝐢𝐚𝐬 𝐎𝐫𝐚”, ricordatevi di tenere a portata di mano un costume da bagno, perché nel corso della storia passeremo più volte da qui.
2021-09-24

Aggiornamento

𝐎𝐠𝐧𝐢 𝐯𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢̀ 𝐮𝐧 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 🕵️‍♂️ Gli elementi essenziali di un giallo sono due: un mistero e qualcuno disposto a risolverlo. Nel romanzo “𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐌𝐚𝐭𝐢𝐚𝐬 𝐎𝐫𝐚” a indagare sull’improvvisa scomparsa di una donna sono 𝐭𝐫𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐠𝐠𝐢. Ciascuno di loro è mosso da un motivo ben preciso e nel corso della storia metterà in gioco diverse risorse, più o meno lecite, per riuscire nella propria ricerca prima degli altri. A capo dell’indagine ufficiale è l’𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐑𝐞𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐏𝐮𝐧𝐭𝐨, un personaggio di fantasia che conosco bene e a cui negli ultimi anni ho avuto modo di affezionarmi un po’. Si tratta, infatti, del protagonista di 17 cene con delitto che dal 2017 al 2019 ho scritto e messo in scena al Ristorante Naviglio 1974 di Goito (MN). Vi assicuro che nel momento in cui mi sono trovato a dover scegliere il nome dell’ispettore di polizia incaricato a risolvere il caso Matias Ora, se avessi optato per una soluzione diversa, Punto ci sarebbe rimasto male e non si sarebbe fatto problemi a farmelo sapere. D’altra parte è 𝐮𝐧 𝐭𝐢𝐩𝐨 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐞́ 𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐧 𝐩𝐨’ 𝐨𝐫𝐠𝐨𝐠𝐥𝐢𝐨𝐬𝐨; anche se cerca di non darlo a vedere, ci tiene a essere sempre sotto i riflettori. Parlo di lui come se fosse un 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐞 perché di fatto, come accade a volte con alcuni personaggi, con il passare del tempo si è ritagliato uno spazio sempre più ampio tanto che diversi partecipanti alle cene con delitto, quando lo incontrano per strada, lo salutano chiamandolo per nome, ignorando completamente quale sia quello del suo autore, vale a dire il mio.
2021-09-17

Aggiornamento

Desidero ringraziare tutte le persone che da martedì a oggi hanno scelto di darmi fiducia acquistando un copia del mio romanzo "Il caso Matias Ora". Sono sincero: confidavo di iniziare con il piede giusto la campagna di crowdpublishing, ma questi primi giorni sono andati ben oltre le mie più rosee previsioni. Siete stati davvero tantissimi, in meno di 48 ore mi avete permesso di raggiungere il primo traguardo fissato (200 copie)! Grazie davvero! Anche se c'è da attendere ancora un po' per poter avere il libro tra le mani o nel proprio ebook reader, dai prossimi giorni inizierò a svelarvi a poco a poco cosa vi aspetta. Vi parlerò un po' dei personaggi, dei luoghi e di alcuni avvenimenti che mi hanno ispirato, vi rivelerò alcune curiosità che mi hanno accompagnato durante la scrittura... insomma cercherò di farvi sbirciare nel dietro le quinte di un romanzo - o quanto meno del mio romanzo - in modo che quando inizierete a leggerlo lo possiate sentire anche un po' vostro. E, a proposito di lettura, non mi stancherò mai di ripeterlo: quando sarà il momento, fatemi sapere le vostre impressioni, positive o negative che siano, affinché io possa migliorare per le prossime storie che racconterò. A presto, Luca

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Luca Casadei
Sono nato nel 1982 a Cesena, città in cui oggi vivo dopo aver girato un po’ in qua e in là per l’Italia. Fin da bambino ho sempre amato scrivere e sognato di poterlo fare come lavoro, perché avevo letto da qualche parte che chi ama il proprio lavoro in realtà non lavora mai. Non è proprio così, ma mi ritengo fortunato a essere riuscito a realizzare il mio sogno. Dopo una laurea specialistica in Comunicazione pubblica, sociale e politica ho lavorato per sette anni in un’agenzia di comunicazione prima di iniziare la libera professione come giornalista e comunicatore. Curioso per natura e professione, scrivo di vino, cibo, viaggi e turismo principalmente con il marchio Italia nel Bicchiere. Amo leggere, in particolare gialli e thriller. Scrivo e organizzo cene con delitto, adoro l’ironia e tendo sempre a dimenticarmi qualcosa che ora non ricordo.
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