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Il calcio che vorrei

Overgoal! Un ufficio stampa curerà la visibilità sulla stampa tradizionale e su quella online. Un promotore professionale proporrà il libro ai librai, una strategia dedicata di marketing online consiglierà il libro a nuovi potenziali lettori.
Goal! Il manoscritto passerà alla fase di editing, revisione, progetto grafico e stampa. Una volta pronto, il libro verrà pubblicato in formato cartaceo e ebook, e reso disponibile all'interno del circuito di Messaggerie Libri e nei più importanti store online.
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Consegna prevista luglio 2019
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A volte mi chiedono perché lo faccio, perché ho passato e sto passando la mia vita a inseguire un pallone. Semplice, tutto è racchiuso in un’unica parola: passione.
La stessa passione che, quando ero ragazzino, mi faceva stare ore e ore a giocare scorrazzando su e giù per le vie di Montemurlo inseguendo un sogno.
Quello stesso valore che ogni notte mi faceva andare a dormire con un pallone stretto tra i piedi.
Ho sempre creduto fortemente in questo valore intriso di significato, l’ho sempre visto come quel “qualcosa in più” che può farti arrivare.
È senz’altro il valore che più rispecchia la mia idea di calcio, senza passione ogni sforzo è vano.

Perché ho scritto questo libro?

I libri sono beni durevoli. Beni che non scompaiono nonostante il tempo e la polvere. Per questo mi sono affidato a questo mezzo per far rivivere a tutti il calcio di un tempo, fatto di passione, sacrifici, panini mangiati al volo prima dell’allenamento. Il calcio in cui l’unico attore protagonista era il pallone in quel campetto sconnesso dietro casa, luogo di ritrovo e divertimento, sognando un giorno di entrare in quel mondo dove i sogni diventano realtà. Questo libro sono io. Questo libro è chi ama follemente questo sport.

Leggi l'anteprima
14 novembre 2018

FATTITALIANI.IT

Luca Diddi, dopo numerose esperienze nei dilettanti tra settore giovanile e prime squadre, con grandi risultati arriva nei professionisti con il Carpi FC 1909, dove in tre anni fa la scalata dall'under 16 alla Primavera. Il suo libro "Il calcio che vorrei" in uscita in estate, è gia in pre-ordine su bookabook.
Qui il link dell'intervista.

Luca, perché scrivere un libro sul calcio oggi?
La mia idea era questa: quella di creare un concerto di emozioni che lasciasse qualcosa dentro. Qualcosa che facesse tornare i bambini per strada a giocare, farsi male e arrampicarsi. Perché, in fondo, il calcio è un divertimento, un piccolo attimo di felicità nel Caos, un fulmine in un temporale d'estate. Il calcio è qualcosa che mi ha stregato e da cui, da troppo ormai, dipendo.

Quando hai iniziato ad amarlo?
A Montemurlo non c’era molto da fare. Il calcio era aria pulita. Giocavamo dalle prime ore del pomeriggio fino al tramonto. Le porte le facevamo con quello che trovavamo: maglioni, sassi, pali di legno, qualsiasi cosa. Posso dire di essere stato un fortunato di quella generazione cresciuta a pane e pallone. Lo vedevamo e lo immaginavamo ovunque. Ricordo che, ai tempi, andava di moda il ‘’Play Mobil’’, con tutti i suoi piccoli personaggi. Ovviamente mi importava poco dei poliziotti o dei pompieri, io volevo solo il calcio, ovunque. Così, nelle giornate di noia, ritagliavo a forma di magliette e numeri vecchie scatole di scarpe e, applicandole sugli omini, mi creavo una sorta di "Subbuteo’’. Con la carta stagnola creavo la palla ed il gioco era fatto. Il calcio è sempre stato così per me, una sorta di chiodo fisso a cui non sapevo resistere in nessun modo.

Ma quali sono i libri di settore che ti hanno maggiormente affascinato?
Ce ne sono molti, ma penso il libro di Ancelotti sia il mio preferito per un insieme di cose: sento di essere più vicino a lui come stile di allenare e gestire il gruppo.

Sii sincero: credi che le biografie dei grandi campioni siano davvero utili per comprendere il calcio odierno?
Alcune sì perché vanno su aspetti interni e cose che nessuno ha mai saputo e che ci svelano il mondo dietro un campione o un allenatore. Aneddoti di spogliatoio e curiosità. Tuttavia fino ad oggi, prima che io scrivessi il mio, un libro che paragonasse il calcio ormai andato a questo non c'era ancora. E credetemi, la differenza tra i due tipi di calcio è davvero tanta.
26 ottobre 2018

REPORT PISTOIA

Su Reportsport.it si parla di Il calcio che vorrei.
23 ottobre 2018

Aggiornamento

Ciao ragazzi, siamo arrivati a 100 ordini in 8 giorni!!! Il calcio ci rende uniti, questo libro ci ricorda la nostra infanzia e ai più piccoli fa rivivere le nostre emozioni e cosa significava per noi dare la caccia a quell'oggetto sferico. Un grazie alle società calcistiche che lo hanno acquistato per i loro bambini e per i genitori. Un grazie a tutti voi che in ogni posto in cui vado mi ricordate le verità che questo libro racchiude.
16 ottobre 2018

GIANLUCADIMARZIO.COM

Allenatore della Primavera del Carpi e scrittore per passione, Luca Diddi racconta Il calcio che vorrei: “Questo libro è la storia di tutti noi”. “Questo libro sono io. Io e chi ama follemente questo sport. In questo libro ci sono le storie di tutti noi, i sacrifici, i panini mangiati di fretta prima di un allenamento. Ci sono io e ci siamo noi. Noi che in fin dei conti siamo una grande squadra, una squadra di persone innamorate a tal punto da sacrificare ogni cosa. Sì, sacrificare, quella parola di cui oggi si è perso il significato. Sacrificio per vincere, sacrificio per la gloria. Allenatore (da questa stagione alla guida della Primavera del Carpi, club in cui lavora da tre anni) per professione, scrittore per passione: Luca Diddi descrive così Il calcio che vorrei, il libro da lui scritto e disponibile in pre-ordine su Bookabook. “Questo libro è un grido, un grido che ho voluto far sentire a tutti per dire: niente arriva senza sacrifici ma soprattutto niente arriva senza passione. Un grido forte per ricordare ma per non rendere vani i ricordi. I ricordi di pomeriggi spesi tra sogni e calci al pallone, tra una goccia di sudore e una di pianto, per un ginocchio sbucciato o per una palla uscita di ‘tanto così’. Quel ‘tanto così’ che è lo stesso di Roby Baggio a Francia '98, perché non conta dove sei ma cosa fai e perché lo fai. Dagli amatori alla serie A, sarà sempre un ‘tanto così’ dal massimo raggiungibile in quel momento”, racconta Diddi a GianlucaDiMarzio.com. “Qui, in questo libro, ci siamo tutti, senza esclusioni. Ci siamo noi e non solo noi. C'è posto anche per chi c'è stato e oggi vive nel ricordo. Per quel calcio genuino che si è fatto fino ai primi anni del 2000 quando il business c'era ma era più debole. Il calcio dei presidenti trasudanti di passione e delle bandiere eterne. La mia idea era questa: quella di creare un concerto di emozioni che lasciasse qualcosa dentro. Qualcosa che facesse tornare I bambini per strada a giocare, farsi male e arrampicarsi. Perché in fondo, il calcio, è un divertimento, un piccolo attimo di felicità nel caos, un fulmine in un temporale d'estate. Il calcio è qualcosa che mi ha stregato e da cui, da troppo ormai, dipendo” ha concluso Luca Diddi.

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Luca Diddi
Luca Diddi nasce il 27 Luglio 1978 a Firenze ed è un allenatore professionista. Il suo credo principale è che la base di un successo deriva dal gruppo e dall'abilità di lavorare insieme verso un obiettivo comune organizzato. È il carburante che permette a persone comuni di ottenere risultati non comuni. Da calciatore ha svolto il settore giovanile nella Pistoiese fino a toccare la prima squadra ma un infortunio ne ha segnato il prematuro ritiro dal campo. La passione è ancora forte e così inizia la carriera da allenatore, in cui dopo numerose esperienze nei dilettanti tra settore giovanile e prime squadre con grandi risultati arriva nei professionisti con il Carpi FC 1909, dove in tre anni fa la scalata dall'under 16 alla Primavera.
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