Luca Zechender vive sospeso in una quotidianità che sembra aver perso ogni direzione. Da tre anni, da quando sua moglie è morta, il tempo ha smesso di avere un significato.
Poi, una mattina, arriva una telefonata. Una donna che non conosce sostiene di sapere molto più di quanto dovrebbe e gli parla di due realtà separate da un confine invisibile. Poco dopo, nel suo giardino, compare Micol, un’insolita ragazzina che gli pone una domanda apparentemente assurda: hai visto la Cavalletta?
Da quel momento, le certezze di Luca iniziano lentamente a incrinarsi. Ricordi, incontri e coincidenze sembrano condurlo verso qualcosa che appartiene a una dimensione difficile da distinguere dal sogno.
La danza dell’uomo magico è un viaggio intimo e surreale dentro il dolore, la memoria e il desiderio di ricominciare. Una storia in cui realtà e immaginazione si incontrano, perché a volte, per ritrovare la strada, bisogna avere il coraggio di attraversare ciò che non sappiamo spiegare.
Perché ho scritto questo libro?
Ho iniziato a scrivere questo libro per dare una forma a pensieri, ricordi e domande che da tempo mi accompagnavano. Poi, quasi senza accorgermene, la storia ha cominciato a vivere di vita propria: nella mia mente apparivano immagini, situazioni e personaggi che si delineavano spontaneamente. Io ho cercato di seguirli, trasformandoli in parole e lasciando che realtà, sogno e immaginazione trovassero il loro equilibrio.

Commenti
Ancora non ci sono recensioni.