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Fatali verità

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Consegna prevista Aprile 2021
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È notte fonda. Katia, una brillante studentessa di Medicina, viene trovata morta. È un caso come gli altri per Sara Lepri, una giovane detective dal passato difficile, e il suo collega Simone. La soluzione sembra ovvia, ma è davvero tutto così semplice? Man mano che Sara e Simone si addentrano nei meandri della vita della vittima, tutto si fa più intricato. Ognuno ha qualcosa da nascondere, mille segreti inconfessabili vengono alla luce… Tutti sono sospettati, nessuno escluso.
Sarà stato Eugenio, il fidanzato? Oppure il fratellastro Walter? E perché Sara continua a ricevere dei messaggi misteriosi?

Perché ho scritto questo libro?

La lettura è una delle mie più grandi passioni, fin da piccola divoro libri, soprattutto romanzi thriller o d’avventura. Essendo molto fantasiosa, ho sempre avuto il desiderio di pubblicare qualcosa di mio, per dare sfogo alla mia creatività e libertà alle mie idee. Non ho mai avuto il coraggio di provarci sul serio, poi, un giorno, mi sono semplicemente messa al computer e ho cominciato a scrivere.

ANTEPRIMA NON EDITATA

1
Si sentiva lo scroscio dell’acqua in lontananza. Ancora pochi metri e avrebbe visto il fiume. Che sollievo! Tutto stava andando come previsto. Un rumore improvviso giunse da un punto indistinto alla sua sinistra. Si fermò di colpo. Era una notte perfetta per chi non voleva essere visto; la luna era visibile solo per un quarto e la fitta coltre di alberi contribuiva a tenere lontano le luci della città. Tuttavia non poteva correre rischi: la posta in gioco era troppo alta. Si nascose dietro un grande cespuglio. Una lepre attraversò veloce il sentiero. Gemette di sollievo. Non sarebbe arrivato nessuno.
Il sasso nella sua mano pesava come un macigno, quasi consapevole delle azioni di cui era stato complice. Finalmente arrivò al limitare del bosco. Il fiume scorreva impetuoso sotto i suoi piedi. Tirò indietro il braccio e lanciò forte.

2
-È colpa di quello stupido cellulare. Quando sono andata a dormire la batteria era al 70%, ne sono sicura!
-Certo, certo. – ghignò Simone -È da mesi che ti dico di cambiarlo, non puoi girare con un telefono risalente al Paleolitico!
Sara sbuffò. Odiava la tecnologia. Non capiva proprio per quale motivo la gente ne fosse tanto ammaliata! Simone era di tutt’altra pasta. Sapeva tutto di computer e cellulari e di tutti gli strani marchingegni che li componevano. Maledette ferraglie! Spesso Simone (un po’ troppo spesso, a dire la verità) le raccontava le ultime novità in campo tecnologico; la annoiava con descrizioni lunghe e dettagliate dei suoi pomeriggi liberi trascorsi ad aggiustare computer e quant’altro. Sara cercava di starci dietro, ci provava sul serio! Ma se metà delle parole ti risultano estranee come uno stambecco in fondo al mare è veramente difficile trovare un senso logico alla frase. Perciò si limitava nell’emissione di versi primordiali come “Ah”, “Eh” oppure “Cavolo” quando trovare il guasto risultava particolarmente complicato. Qualche volta aveva provato a sbilanciarsi con commenti più elaborati, ma puntualmente Simone aveva aggrottato le sopracciglia, in segno di sconcerto e subito dopo si era messo a ridere, prendendola in giro per la sua ignoranza.
Forse però questa volta avrebbe dovuto seguire i suoi consigli.

Continua a leggere

Fortuna voleva che Simone abitasse a dieci minuti scarsi in auto dalla casa di Sara. Così, quando il capo lo aveva chiamato, con un tono che era un misto tra “Ora la ammazzo” e “Santa pazienza, portami via”, comunicandogli che Sara non aveva risposto alla chiamata, gli era bastato salire in auto e nel giro di pochi minuti si era trovato davanti una stropicciata Sara in pigiama. Sara si era mostrata dapprima confusa e poi altamente allarmata nell’apprendere che la batteria del suo vecchio Nokia era passata a miglior vita, garantendole una bella strigliata dal capo, prevista per le ore 8, non appena non avesse varcato la soglia dell’ufficio.
Simone frenò bruscamente. -Incredibile che facciano funzionare i semafori alle 5 del mattino! Un vero spreco di tempo.
Tamburellando nervosamente con le dita sul volante riferì a Sara la breve conversazione avuta col capo. -La vittima è Katia Bellinzeri, ventinove anni. È stata trovata dal fidanzato di ritorno dal lavoro, verso le 3.15 di questa notte nella loro abitazione in via Kennedy, appena fuori Gelsi. Sembra che si tratti di un omicidio.
-Com’è successo?
Quella era la parte del suo lavoro che Sara odiava più in assoluto. Si metteva nei panni della vittima e riviveva i suoi ultimi istanti di vita. Per settimane, a seconda della gravità del caso, si svegliava nel cuore della notte, grondante di sudore, nella testa ancora nitide le urla del morto del momento che combatte con il suo assassino.
Nel tempo che Simone impiegò a rispondere, immaginò scenari macabri e raccapriccianti, con cadaveri appesi alla parete e torture medievali.
-È stata trovata a faccia in giù con il cranio spaccato in due. Matteo e Lucas sono già sul posto. In ogni modo, solo il medico legale potrà darci informazioni adeguate.
Girò leggermente il volante, imboccando una stradina secondaria sulla destra. I deboli raggi del sole che, timidi, avevano appena cominciato a rischiarire l’aria circostante vennero del tutto soffocati dalle fitte chiome degli alberi. Dopo due strette curve a gomito giunsero di fronte a una villetta bifamiliare color pistacchio (“Come se già non fosse abbastanza nascosta” pensò Sara) a due piani con un cancelletto in ferro battuto che separava il piccolo giardino dalla strada. Davanti, alla rinfusa, erano parcheggiati qualche auto e il furgone della scientifica. Sara riconobbe l’utilitaria assegnata a Matteo e Lucas. Proprio in quell’istante, i due agenti della squadra mobile di cui facevano parte anche Sara e Simone fecero capolino dalla porta in legno massiccio dell’appartamento al pian terreno, venendo verso di loro. Sara e Simone scesero dall’auto.
-Ehi, ciao! – esordì Matteo.
Era il più giovane tra i due e nonostante la poca esperienza anche di gran lunga il più sveglio.
-Abbiamo già perlustrato la proprietà. Non c’è traccia del malvivente.
-Sempre che ci sia! – ribatté Lucas, lo sguardo leggermente vacuo.
-Difficile provocarsi ferite al capo di tale entità con una caduta accidentale – lo fissò torvo Matteo, scalciando un sassolino sul selciato. – Vi abbiamo chiamato non appena abbiamo constatato le condizioni del corpo. Il medico legale ha quasi finito, perché ci avete messo tanto?
Gli occhi di Sara e Simone s’incrociarono per un istante, poi Sara abbassò lo sguardo, improvvisamente interessata alla punta delle sue scarpe.
Simone eluse la domanda. – Dove si trova il fidanzato adesso? Avremmo delle domande da porgli. Qualcuno ha visto o sentito qualcosa?
-No, pare che Katia fosse a casa da sola. Eugenio Cunu si trova nell’appartamento dei suoi genitori, al momento vuoto. – indicò una scalinata che portava al piano di sopra della villetta. – Lo abbiamo fatto allontanare dalla scena del crimine per evitare ulteriori contaminazioni. Ci ha obbedito con entusiasmo, pareva non voler restare lì per un secondo di più. È parecchio sconvolto, ma non avrete problemi a farlo parlare. Non stava zitto un secondo!
“Razza di idiota” pensò Sara riferendosi a Lucas. Odiava la sua insensibilità.
-Va bene. – intervenne Sara – Dobbiamo sbrigarci.
E si diresse verso le scale. – Ci vediamo dopo. – disse rivolta a Lucas e Matteo, facendo segno a Simone di seguirla. Di solito non era così scortese, ma sapeva bene quanto fosse importante interrogare il prima possibile le persone coinvolte. Il dolore spesso cancellava nei ricordi minuzie in apparenza senza valore ma che in realtà erano fondamentali per l’indagine. E se il signor Cunu fosse stato il colpevole…beh in quel caso ogni minuto in più gli sarebbe stato utile per crearsi un’alibi o per entrare al meglio nel ruolo del fidanzato distrutto. Tirò fuori il distintivo e il blocco degli appunti ( Simone ovviamente la riteneva retrograda e preferiva a usare un moderno tablet con annesso pennino) e bussò alla porta. Non ricevendo risposta entrò. Si ritrovò in un’ampia stanza in cui predominavano il bianco e il beige, dando un effetto lievemente accecante. – Signor Cunu? Sono la detective Lepri. Avrei la necessità di parlare con lei, se se la sente.
“Simone, dove sei?” . Aveva bisogno di lui. Detestava condurre gli interrogatori da sola. Simone era molto più professionale di lei, che tendeva a sembrare più amichevole che autoritaria. Simone ricordava a memoria tutti i protocolli e li seguiva alla perfezione. Sara d’altro canto, riusciva a mettere a proprio agio chiunque, ricordava tutti i dettagli e coglieva ogni minimo tentennamento nelle dichiarazioni. Simone si divertiva a raccontare che loro due, riferendosi all’ambito lavorativo, si completavano come le mosche con il letame e Sara, scatenando l’ilarità generale si affrettava a specificare “ Io sono le mosche!”
-Siete venuti a chiedermi se l’ho uccisa io?
Sara si voltò nella direzione da cui proveniva la voce. Un giovane sui trent’ anni la guardava da un grande divano color avorio posto in un incavo della parete, non direttamente visibile dall’ingresso. Aveva gli occhi inumiditi e tormentava con le mani un fazzoletto, ormai quasi totalmente distrutto.
– Non ne sarei mai stato capace. – riprese – La amavo più della mia vita!
S’interruppe per soffiarsi rumorosamente il naso nel lembo di carta, sempre più sgualcito. – Sono tornato a casa dal lavoro, ho aperto la porta e me la sono ritrovata davanti così, a terra. Avete rinvenuto qualcosa? I genitori di Katia stanno arrivando. Vorranno sicuramente delle risposte. Erano andati con i miei alla loro casa in Liguria, per conoscersi meglio in vista del matrimonio. Era stata una mia idealo avevo proposto io  volevo che legassero… Sa, ho letto che il 90% dei divorzi avviene per problemi con le famiglie d’origine, perciò… Se non si fossero mai allontanati… forse… è tutta colpa mia, non avrei dovuto intromettermi. Se ci fossero stati sarebbero potuti intervenire prima che fosse troppo tardi… oppure non sarebbe avvenuto nessun crimine. A quest’ora sarei sereno e tranquillo a dormire nel mio letto. Una ragazza da sola nel mezzo della notte in un posto isolato… la situazione ideale, no? Sapete se ha sofferto molto? Il medico legale non mi ha voluto dire niente. Se fossi arrivato prima magari… Me la sono presa proprio con calma. Se solo… – Si bloccò di colpo, sopraffatto dalle emozioni, le mani sul volto.
-Anche se probabilmente non le sarà di alcun conforto, ci tengo a offrirle le mie più sentite condoglianze. – si intromise Sara – Non è stata colpa sua, le cose avvengono, succedono, quando meno te lo aspetti.
La sua mente divagò per un momento e vide l’immagine di un’auto distrutta, le luci di un’ambulanza, i soccorritori…
– Riguardo alle sue domande, ecco, ancora non so niente e comunque con un’indagine in corso non potrei rivelarle nulla. Se collabora, però, potrebbe aiutarci a fare chiarezza sulla situazione.
– Ho già detto tutto ai due agenti che si sono presentati subito dopo la mia chiamata. Non può chiedere a loro?
-Ho bisogno di una dichiarazione ufficiale. Se permette… – si schiarì la voce -Mi può dire le sue generalità e quelle della vittima?
Eugenio si raddrizzò. – Ecco, mi chiamo Eugenio Cunu, ho trentatré anni e sono un fotografo. Vivo in questa casa da quando sono nato, in tempi recenti abbiamo ristrutturato l’appartamento di sotto. Avrebbe dovuto essere il nostro nido d’amore… Scusi, sto divagando. Katia, di cognome Bellinzeri, aveva ventinove e studiava medicina. Stava finendo l’ultimo tirocinio nel reparto di cardiochirurgia dell’ospedale di San Teodoro, si sarebbe laureata a breve, è molto brava, sa?
“Era” disse tra sé Sara e subito Eugenio le fece eco -Era… volevo dire… Non ci posso credere che sia morta.
Sara gli lasciò qualche secondo per ricomporsi. – Si ricorda in maniera approssimativa l’ora del ritrovamento del cadavere?
-Ecco, non ci giurerei, ma un po’ dopo le 3, credo, non ho guardato l’orologio, in quel momento non era la mia priorità, sa…
– Certo. E tornava dal lavoro, giusto? Ha avuto un servizio fotografico fino a tarda ora? Tipo cena di gala o cose simili?
– No, niente di tutto ciò, mi sono trattenuto in ufficio perché dovevo utilizzare un programma che sul mio PC personale non ho. Non era una cosa chissà che urgente, ma uno dei dirigenti dello studio di cui sono associato va in pensione e la mia principale sta selezionando qualcuno che prenda il suo posto. E così tutti si fanno in quattro per avere qualche possibilità. Sto lavorando a un progetto importante, mi sta prendendo un sacco di energia ; da andare fuori di matto, non ho più tempo libero, praticamente. Katia si lamentava che non la andavo mai a trovare.
Sara lo guardò interrogativa. Eugenio, incerto, la fissò a sua volta, poi capì. -Ah, non vivevamo insieme, non ancora. L’ospedale è abbastanza lontano da qui, perciò preferiva alloggiare nel convitto in cui ha passato tutti gli anni dell’università. Veniva qui solo per il week-end. In effetti ieri era qui eccezionalmente. Negli ultimi giorni ha avuto una forte emicrania, quindi non se la sentiva di andare al lavoro.
-Capisco. E quando è rientrato a casa ha notato qualcosa di strano? Oltre al cadavere, intendo. – tossicchiò – Qualche rumore sospetto, un oggetto fuori posto o forse qualcuno che fuggiva? – restò in attesa, speranzosa, la matita pronta a sfrecciare sul foglio.
– Ecco, non saprei, mi sembrava tutto normale prima di… beh, lo sa. La porta era chiusa, non ricordo molto degli istanti successivi. Quando mi sono ripreso, ho chiamato la polizia, dopo di che sono uscito in giardino, in attesa; non potevo sopportare la vista della mia Katia ridotta in quel modo. –
Singhiozzò.
– Okay- Sara era visibilmente a disagio. Guardò nervosa verso la porta. Perché Simone non arrivava? – Le chiedo di tenere duro ancora per un po’, abbiamo quasi finito. Poi fisseremo un incontro in centrale nei prossimi giorni, non appena non avremo un’idea più precisa dell’accaduto. Sa se Katia aveva qualche nemico? Una persona che avrebbe voluto vederla morta?
– Oddio, morta no! Mi sembra decisamente troppo! Però in convitto non era molto popolare, Katia ha un carattere molto forte… aveva… – si corresse di nuovo, con un sospiro – Non che fosse maleducata o cattiva, solo che non riusciva a stare zitta di fronte ai piccoli diverbi che si creano in un ambiente come quello. Sa, tutte quelle ragazze nello stesso posto… In particolare litigava molto frequentemente con…
Simone spalancò la porta, trafelato, una mano sul petto, l’altra appoggiata allo stipite, ansimante.
– Sara, devi scendere subito. C’è una cosa che devo assolutamente mostrarti.

2020-10-07

Aggiornamento

https://open.spotify.com/episode/1J8jJRSyhxaO2qjJiKhlaf?si=QXueaQw9RoOvAkPPPZekrg Ciao a tutti! Questa sera vi propongo qualcosa di diverso. Recentemente ho partecipato ad un episodio di un podcast emergente, Cappuccino@6, in cui Stefano e Pietro, i due creatori, hanno intervistato me e Natalie Hibberd, una giovane scrittrice inglese, sui nostri romanzi. Ringrazio caldamente Stefano e Pietro per la grande opportunità che mi hanno dato e faccio loro i miei più sinceri auguri per questo bellissimo progetto. Il loro podcast è ora disponibile su Spotify, a breve lo sarà anche su YouTube. Se volete saperne di più su di me e su "Fatali verità", non vi resta che cliccare sul link e... Buon ascolto! L'intervista è disponibile sia in inglese che in italiano.
28 agosto 2020

Evento

Rovereto, via Roma Ecco le locandine dell'evento di cui vi ho parlato.
28 agosto 2020

Evento

Rovereto, via Roma Ciao a tutti! Venerdì 28 agosto sarò presente con una bancarella alla seconda edizione di Rovereto IN Rosa per parlare del mio libro! Se vi andrà di passare a conoscermi, sarete i benvenuti!
29 luglio 2020

Aggiornamento

La protagonista del mio libro si chiama Sara ed è una detective. Intuitiva ed emotiva, lavora in coppia con Simone, con cui ha una grande intesa, ma solo quando è in veste da poliziotta. Infatti Sara è estremamente chiusa, qualcosa nel suo passato l'ha spinta ad allontanarsi dalle persone e a non stringere nuovi legami. Il suo unico amico è un gatto, Chewbe. Con lui si sente al sicuro, non la giudica e non la spinge ad essere ciò che non è. Nel corso della narrazione Sara inizierà ad aprirsi di più, troverà un appiglio per uscire dal limbo nero in cui è precipitata, capirà che non ci si può isolare per sempre, che non stare da soli è meglio.
29 luglio 2020

Aggiornamento

La protagonista del mio libro si chiama Sara ed è una detective. Intuitiva ed emotiva, lavora in coppia con Simone, con cui ha una grande intesa, ma solo quando è in veste da poliziotta. Infatti Sara è estremamente chiusa, qualcosa nel suo passato l'ha spinta ad allontanarsi dalle persone e a non stringere nuovi legami. Il suo unico amico è un gatto, Chewbe. Con lui si sente al sicuro, non la giudica e non la spinge ad essere ciò che non è. Nel corso della narrazione Sara inizierà ad aprirsi di più, troverà un appiglio per uscire dal limbo nero in cui è precipitata, capirà che non ci si può isolare per sempre, che non stare da soli è meglio. Se volete saperne di più su Sara potete andare al seguente link e preordinare il mio libro, vi arriverà il pdf completo e una copia cartacea (quest'ultima solo tra qualche mese). https://bookabook.it/libri/fatali-verita/ Ne approfitto per ringraziare chi mi sta sostenendo in questa campagna di crowdfunding: il team di bookabook, la casa editrice che ha accettato il mio romanzo, i miei amici, parenti che hanno acquistato il libro e che stanno facendo un sacco di passaparola (facendo loro una mia causa), chi magari mi conosce poco o per niente, ma ha comunque deciso di darmi una possibilità e a tutti coloro che hanno speso anche solo qualche secondo del loro tempo per leggere del mio progetto. È solo per merito vostro che siamo arrivati al 37% del goal finale. Grazie!
27 luglio 2020

Aggiornamento

Siamo al 39%! Grazie a tutti!

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Consiglio caldamente questo libro!!
    La sintassi è scorrevole e la storia ricca di colpi di scena e capovolgimenti di prospettiva nei quali vengono a galla le “fatali verità”.

  2. (proprietario verificato)

    Fin dalle prime pagine, “Fatali verità” risulta molto avvincente. Lo stile molto scorrevole e la trama ricca di colpi di scena (senza sconfinare però nell’inverosimile) tengono il lettore con il fiato sospeso. I personaggi e il contesto in cui si muovono sono caratterizzati in maniera approfondita ma non pesante, definendo la psicologia, le dinamiche sociali e le relazioni tra le varie persone, spesso con un gradevole tocco di ironia; ne risulta un quadro completo, non solo relativamente al delitto.
    Da appassionato di romanzi gialli, credo che “Fatali verità” sia una lettura da non perdere. La vicenda è costruita in maniera molto originale, e la soluzione è praticamente impossibile da prevedere – pur essendo, a posteriori, presenti gli indizi necessari per trovarla.
    Consiglio questo libro anche ai lettori di altri generi, in quanto la caratterizzazione dei personaggi, delle loro vicende umane e delle tematiche sociali correlate è molto interessante.

  3. Davvero molto bello. Ben strutturato e sviluppato con una storia originale e interessante

  4. (proprietario verificato)

    Molto bello l’ho divorato e ora spero in un sequel. Complimenti a mia sorella! Continua così

  5. Non sono un’amante del genere, l’ho letto solo perché l’ha scritto un’amica ma devo proprio dire che sono rimasto sorpreso! Viene facile immedesimarsi nei personaggi e sembra quasi di entrare nella Storia insieme a loro. Il ritmo è serratissimo, una suspense lunga tutto il romanzo!

  6. È un libro piacevole che sa sorprendere a ogni capitolo. Ne consiglio la lettura agli amanti del genere.

  7. (proprietario verificato)

    “Fatali verità” è un libro intrigante, in grado di trasportare il lettore nella storia. Lo stile di scrittura scorrevole instiga un senso di curiosità e le descrizioni non prolisse ma pregne di significato trapelano una grande attenzione per i dettagli. Queste caratteristiche contribuiscono alla piacevolezza della lettura, che peraltro presenta personaggi particolareggiati minuziosamente e con cui si è facilmente in grado di empatizzare: il coinvolgimento del fruitore viene in tale maniera garantito.

  8. Sono il padre dell’autrice e nonostante io sia di parte reputo “Fatali verità” un romanzo ben scritto. Leggendo questo libro non ci si può annoiare, non ci sono pause e si finisce per affezionarsi alla protagonista Sara che si dimostra fin da subito “speciale”. Non posso non concordare con gli altri lettori: impossibile indovinare il finale, del tutto inaspettato. Nel giro di poche pagine si ribalta completamente la soluzione! La trama è intrecciatissima, mille relazioni complicate legano i personaggi tra di loro, ma la lettura resta comunque scorrevole e mai pesante. Lo consiglio a chiunque cerchi una lettura intrigante e agli amanti dei thriller in generale.

  9. (proprietario verificato)

    Ho solo iniziato a leggere qualche pagina del manoscritto e devo proprio dire che mi invoglia a continuarne la lettura!

  10. Lo ho iniziato a leggere grazie al manoscritto ricevuto via mail e lo ho finito in due giorni, sono stata con il fiato letteralmente sospeso fino alla fine.. Un colpo di scena dietro l’altro! Stupendo!

  11. Mi piace che non tutto si concentri sul delitto, ma che sia dato spazio anche alla storia personale della protagonista e alla sua complicata personalità, è un libro davvero studiato per colpire

  12. (proprietario verificato)

    La storia ricca di dialoghi coinvolge il lettore a cui sembra davvero di entrare nella Storia e indagare insieme a Sara e Simone, consigliatissimo

  13. (proprietario verificato)

    La struttura ricca di dialoghi coinvolge il lettore a cui sembrerà di entrare nella Storia e di indagare insieme a Sara e Simone, davvero consigliatissimo

  14. Romina Baldessarini

    (proprietario verificato)

    La storia che viene raccontata è coinvolgente fin dalle prime pagine. L’intreccio che si viene a creare tra i personaggi ti tiene con il fiato sospeso fino alla fine. Consigliatissimo!

  15. Una lettura scorrevole ed una trama avvincente. Una fitta rete di indizi porta il lettore ad ipotizzare vittima e colpevole uniti da legami fondamentali x la soluzione del caso…ed invece….spuntano sempre nuovi indizi che portano il lettore a riconsiderare nuove teorie. Brava la giovane autrice, come inizio non c’è che dire. Attendo la sua prossima creazione!!!

  16. (proprietario verificato)

    Trama avvincente e lettura molto piacevole, adatta a chiunque. Consiglio la lettura e faccio i miei complimenti all’autrice.

  17. (proprietario verificato)

    Lettura estremamente scorrevole…appassionante e ricca di colpi di scena. Se penso che e’ Stato scritto da un’autrice alle prime armi posso solo immaginare quali possano essere le sue potenzialita’ …aspetto la sua prossima fatica !!

  18. Un romanzo che fa anche riflettere…oltre che tenerti col fiato sospeso!

  19. (proprietario verificato)

    Devo ammettere che x me che sono un’amante del genere e’ stata una lettura estremamente appassionante…tutti sono sospettati…e quando pensi di aver capito arriva puntualmente un altro indiziato…in ogni capitolo accade qualcosa x cui dici…..nooooo!!!!Insomma si legge tutto d’un fiato….consigliatissimo!!!

  20. (proprietario verificato)

    Molto bello, numerosi colpi di scena che stravolgono le certezze del lettore e rendono il finale impossibile da indovinare. La scrittura è scorrevole e i personaggi sono ben descritti e sviluppati.

  21. (proprietario verificato)

    L’ho letto durante il lockdown. E’ stato piacevole scoprire che tutte le mie deduzioni investigative venivano regolarmente sviate da nuovi dettagli che si rivelavano via via sempre più articolati. È stata una piacevolissima lettura che consiglio a chi ama questo genere ed anche perché sono la zia dell’autrice. Brava! 👏

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Eleonora Urso
Mi chiamo Eleonora Urso, ho ventiquattro anni e vivo in Trentino. Ho frequentato il Liceo Scientifico. Non c’è molto da dire di me, sono una ragazza semplice, amante della natura e degli animali (ho due gatti, una ventina di pesci tropicali e il balcone infestato da piante).
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