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Come pubblicare un libro e diventare scrittore

Come pubblicare un libro è probabilmente la domanda più ricorrente di chi scrive. Ecco la nostra guida che crediamo possa rispondere a qualche interrogativo e curiosità di lettori e autori.

Come pubblicare un libro

Come pubblicare un libro?

Scoprire come pubblicare un libro è da sempre una necessità di chi scrive. Ma, così come è evidente che non tutti i libri siano uguali, anche le strade che portano alla pubblicazione possono essere tra di loro molto diverse.  

Scegliere la strada giusta mette al riparo da brutte sorprese e, soprattutto, dal vanificare un lungo lavoro di scrittura. In questa breve guida vedremo, in sintesi, tutti gli step del percorso, dall’idea alla promozione. 

Abbiamo cercato di scrivere, senza saltare passaggi logici e senza eccedere nei tecnicismi, una guida agile, frutto di anni di esperienza nel mercato editoriale. Con una stella polare: il successo di un libro è sempre dato dai lettori. Che lo scelgono, lo consigliano e lo sentono proprio. Lavorando con il crowdfunding, forse lo strumento più potente per costruire comunità di lettori coinvolte nel progetto di un libro, siamo assolutamente certi che la distanza tra successo e insuccesso, tra best seller e anonimato, passi in larghissima misura dalle scelte di chi legge. In questa guida i lettori hanno infatti un ruolo fondamentale. 

Come pubblicare un libro: consulta la guida

Che tipo di libro pubblicare?
Per chi scriviamo?
Mi serve una casa editrice?
Di che professionalità ho bisogno per pubblicare un libro?
Come dev’essere il contratto editoriale? Consigli pratici
Come funziona il mercato editoriale?
Come emergere?

Che tipo di libro pubblicare? 

Scrivere è la parte forse più entusiasmante (e di certo la più creativa!) del percorso che porta alla pubblicazione. Sin dalle prime pagine – o, meglio ancora, sin da quando l’autore inizia a immaginare la struttura dell’opera – si decide in parte il futuro del libro. 

Infatti fiction, non-fiction divulgativa, saggistica accademica e tecnica, biografie, poesia e albi illustrati hanno regole di scrittura, attitudini di lettura e modalità di diffusione tra di loro molto diverse. 

E non sono che le prime scelte che un autore deve fare. Ogni genere ha regole specifiche e sottogeneri, topos, riferimenti e persino cliché da rispettare. O da ignorare, se si preferisce. Ma sempre meglio farlo conoscendoli. Chi volesse approfondire il tema trova qui la nostra guida. 

Il nostro consiglio è sempre di leggere molto. Per piacere, certo, ma anche per documentarvi al massimo sui classici e sulle evoluzioni più recenti della tipologia di libro che avete scelto.  

Il tempo, infatti, trasforma il rapporto con il lettore e, così come un romanzo del 1950 sarà molto diverso da un romanzo uscito l’altro ieri, anche un saggio di metà anni ’70 offrirà al lettore una impostazione diversa da quelli attualmente in libreria (e anche per questo esistono le edizioni aggiornate di alcuni saggi e manuali che hanno avuto successo in passato). 

Prima ancora di vedere “come pubblicare un libro”, è importante analizzare il rapporto tra scrittore e lettore.

Per chi scriviamo? 

 Il ruolo dei lettori, come abbiamo detto qualche riga più in alto, è fondamentale. Ma, come avviene per i generi letterari, anche i lettori non sono tutti uguali. Ci sono lettori forti e fortissimi (a seconda del numero di libri che acquistano e leggono durante l’anno) e lettori occasionali. Ci sono lettori “onnivori” e lettori ultra specializzati che scelgono quasi sempre la stessa tipologia di libri.  

 Il più grande errore che uno scrittore può commettere è pensare che il suo libro sia destinato “a chiunque voglia leggere un buon libro”. Un identikit così vago è estremamente dispersivo: se tutti sono potenziali lettori del libro, significa che nessuno lo è davvero. 

 Conoscere il lettore è importante, perché fa differenza  tanto nella costruzione del libro quanto nella promozione  rivolgersi a un lettore anziché a un altro. L’identikit deve essere il più specifico possibile: età, abitudini di lettura, modalità di lettura (carta o digitale? divano o treno?), interessi, professione, istruzione, tempo libero. Sono solo alcuni dei parametri che identificano un lettore. 

 Un libro può rivolgersi a più categorie di lettori, naturalmente. L’autore deve però sapere a quali si rivolge. E soprattutto è importante che lo sappia la casa editrice nella fase di promozione. 

Mi serve una casa editrice? 

La risposta breve è sì. Nonostante oggi esistano molte modalità per rendere disponibile un libro senza l’ausilio di una casa editrice, è sempre bene farsi una domanda: quanti lettori tra gli ultimi 10 titoli letti annoverano un libro autopubblicato? 

Non è una domanda retorica, è sufficiente farla ai propri amici che leggono molto per prendere le misure. E non si tratta certo di una forma di snobismo dei lettori: in Italia vengono pubblicati ogni anno oltre 60.000 titoli, la maggior parte dei quali fa molta fatica a imporsi al pubblico. Raramente un lettore sente il bisogno di andare oltre e di avventurarsi nella giungla dell’autopubblicazione. Dove probabilmente è possibile trovare qualche perla rara, ma confusa tra migliaia e migliaia di titoli che non hanno alcuna garanzia di aver ricevuto una selezione o un lavoro su testo e grafica. 

Ma attenzione, non tutte le case editrici sono uguali. È sempre meglio informarsi prima, meticolosamente, sul tipo di lavoro svolto sui libri che propongono. Possibilmente acquistandone uno e leggendolo. 

 E, come vedremo più avanti quando parleremo di contratti editoriali, tutte le attività su testo e grafica devono essere previste in modo esplicito nel contratto. Qualsiasi promessa, anche la più allettante, che non compare nel contratto può venire poi disattesa (e non necessariamente per malafede: può cambiare il responsabile o semplicemente essersene dimenticato. Come si dice scripta manent). 

Di che professionalità ho bisogno per pubblicare un libro? 

Sebbene il tema non sia al centro della nostra guida su come pubblicare un libro, è certo che un manoscritto per esprimersi al meglio ha bisogno di un editor, di un revisore di bozze e di un grafico. Poi ci sono le professionalità che si occupano del marketing del libro, della sua distribuzione, della gestione logistica e burocratica di magazzino e rese, della gestione dei rendiconti e dei pagamenti delle royalties.  

Ma soprattutto c’è chi sceglie quali figure professionali, con quali competenze, mettere al lavoro su uno specifico libro. Perché se è vero che non tutti i libri e non tutti i lettori sono uguali, è anche vero che non tutti gli editor hanno lo stesso background, le stesse attitudini, la stessa esperienza. Così ci sono editor specializzati in gialli e altri in rosa, alcuni che intervengono in modo più deciso e strutturale, altri che preferiscono preservare il più possibile il testo originale, alcuni appassionati dei dialoghi serrati e altri delle lunghe e intriganti descrizioni.  

La professionalità più importante, che è forse il valore aggiunto dell’affidarsi a un editore, è la scelta delle figure professionali più adatte a uno specifico libro.  

Come dev’essere il contratto editoriale? Consigli pratici 

Un miglior contratto editoriale non è quello che promette la luna, magari in modo generico e fumoso. È un contratto chiaro, semplice da leggere (non deve richiedere un dottorato in Diritto), esplicito. 

Poche pagine, perché tutto quello che non trovate nel contratto è regolato dalla legge italiana (che è generalmente molto favorevole agli autori). 

Elenchi di attività, possibilmente corredate da tempistiche e da possibilità di verificarne l’effettivo svolgimento, denotano generalmente una buona attitudine alla trasparenza da parte della casa editrice. 

È fondamentale che possiate avere il controllo su ogni aspetto. Se il contratto vi offre una certa percentuale “al netto delle spese”, deve offrirvi anche la possibilità di controllare quali siano queste spese e quanto incidano. In linea di massima è sempre preferibile un contratto che offre percentuali sul prezzo di copertina, perché è sempre verificabile e permette conteggi più semplici a casa editrice e autore. 

Un altro aspetto decisivo è il marketing. Quando si firma un contratto ci si cura poco del marketing, perché si vuole, comprensibilmente, pubblicare. E il marketing arriverà dopo. In molti casi ci si accontenta di frasi generiche come “l’editore porrà in essere tutte le attività che ritiene utili per la promozione del libro”. Che vuol dire: tutto e niente. 

Anche qui, meglio un elenco chiaro. Che definisca quali attività, quando e come vengono svolte. E che dia all’autore la possibilità di verificare che vengano svolte davvero. I nostri contratti editoriali, ad esempio, prevedono un elenco di attività, una finestra di tempo nella quale saranno svolte e un report finale, con link consultabili, per verificarne l’effettivo svolgimento.  

Come funziona il mercato editoriale? 

Il mercato editoriale è complesso, affollato, quasi sempre imperscrutabile per chi vi si accosta per la prima volta. Ci sono alcune figure chiave: distributore, promotore e, naturalmente, libraio. 

Scegliere un editore con una buona distribuzione è fondamentale, perché renderà il vostro libro disponibile o ordinabile in tempi rapidissimi nelle librerie. La catena distributiva non si ferma al librario, ma prevede altri intermediari come, ad esempio, i grossisti. Tuttavia distributore e grossista svolgono un ruolo molto diverso, anche se qualche editore indica come proprio distributore un grossista.  

Noi abbiamo scelto di affidarci a Messaggerie Libri, il più importante distributore indipendente librario in Italia, capace di mettere i nostri titoli a disposizione delle librerie, sia di catena sia indipendenti. E naturalmente dei canali online, Amazon, IBS e non solo. 

Tirando le somme Messaggerie Libri è in grado di raggiungere tutte o quasi le librerie italiane.

Naturalmente i librai hanno un ruolo fondamentale, chi decide infatti quali libri arrivano sugli scaffali delle librerie? Per ragioni di spazio, affidiamo la risposta a questa domanda a un’altra nostra guida, che trovate quiLa risposta breve potrebbe essere: il libraio, che ha l’ultima parola su quali titoli ordinare. Naturalmente nessun libraio può leggere tutti i libri disponibili sul mercato. A proporre i titoli più validi o quelli con maggior potenziale è il promotore. Il nostro promotore è Emme Promozione, che dispone di una capillare rete di agenti sul territorio.

Oltre alla guida su come pubblicare un libro sarebbe interessante farne una specifica sulla distribuzione, un aspetto centrale della vita di un’opera.

Ho capito come pubblicare un libro, ma come emergere?

Quando si sceglie di pubblicare un libro ci si pone la domanda più difficile: riuscirà ad emergere tra le migliaia di titoli pubblicati ogni anno? E, quasi in subordine, l’autore riuscirà ad emergere e a ritagliarsi un suo spazio? 

 La buona notizia è che emergere non è impossibile. È difficile, è un duro lavoro, richiede costanza, impegno, continuità, talento e anche una certa dose di fortuna. Ma si può fare. 

Va sempre tenuto conto che è un processo, una costruzione di un rapporto con i lettori. Non bisogna aspettarsi il successo immediato e neppure demoralizzarsi di fronte a eventuali insuccessi temporanei. Così come non bisogna montarsi la testa per i primi riscontri positivi.  

In altre parole emergere è una maratona, non è come correre i 100 metri. 

La nostra guida su come pubblicare un libro crediamo possa aver offerto all’aspirante scrittore (e anche ai semplici curiosi!) uno spaccato del mondo editoriale e di come lavoriamo noi di bookabook.

Se hai un manoscritto nel cassetto e sei interessato a farcelo leggere, puoi farlo da questa pagina.

Il team di bookabook
Amiamo leggere e scoprire nuovi talenti. Crediamo nella forza del crowdfunding unita alla ricerca della qualità propria dell'editoria tradizionale. Digitale o profumo della carta? Tutti e due!
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